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Monitoraggio Covid. Se continua così tutta Italia sarà zona ‘rossa’. “Epidemia in rapido peggioramento e non controllabile. Verso il rischio alto in tutte le Regioni e Pa”

di Luciano Fassari, Giovanni Rodriquez

Pubblicato l’ultimo report di Iss e Ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia che oggi ha portato ad inserire 5 nuove regioni nell’area ‘arancione’ e la Pa di Bolzano in area ‘rossa’. 11 Regioni e Pa presentano un rischio alto ma Iss e Ministero anche per le restanti 10 che hanno un rischio moderato tendente all’alto chiedono “di anticipare rapidamente l’adozione delle misure di contenimento previste”. Contact tracing sempre al palo. Ecco tutti i dati del monitoraggio. IL REPORT INTEGRALE

10 NOV - “Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. Nella maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario di tipo 3 ma sono in aumento il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni/PA italiane”. È quanto emerge dall’ultimo report di monitoraggio di Iss e Ministero della Salute relativo al periodo 26 ottobre - 01 novembre 2020
 
“La situazione – si legge nel report - descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA. Tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane. È essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA come indicato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale””.
 
11 Regioni a rischio alto. In particolare 11 Regioni/PA (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Pa Bolzano, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta) sono classificate a rischio Alto di una trasmissione non controllata e non gestibile di SARSCoV-2. Di queste, 2 (Basilicata, Valle d’Aosta) sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale in quanto non valutabili in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza insufficiente al momento della valutazione. Di queste 11, 7 sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive, questo prevede specifiche misure in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732.
 
Delle 11 Regioni/PA a rischio Alto o ad esso equiparate, 3 (Lombardia, Piemonte, Pa Bolzano) presentano una trasmissibilità calcolata al 22 ottobre compatibile con uno scenario di trasmissione 4 e 6 (Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta) (di cui le 2 equiparate a rischio alto in quanto non valutabili) con uno scenario 3.
 
Le rimanenti 10 Regioni/PA (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Pa Trento, Puglia, Sardegna, Veneto) sono classificate a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese. Tra queste, 4 presentano una trasmissibilità calcolata al 22 ottobre compatibile con uno scenario di trasmissione 4 (Campania, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto) e 3 (Molise, Pa Trento, Puglia) con uno scenario 3.
 
“In questi casi – sottolinea il report -, data l’elevata trasmissibilità e la probabilità elevata di un imminente passaggio alla classificazione di rischio alto si raccomanda di anticipare rapidamente l’adozione delle misure di contenimento previste per il livello di rischio alto ed il corrispondente scenario come riportato nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”.


 
Terapie intensive piene in Lombardia e Umbria. Sono due (Lombardia, Umbria) le Regioni/PPAA che hanno superato la soglia critica di occupazione in terapia intensiva e quattro (Liguria, Piemonte, Pa Bolzano, Valle d’Aosta) le Regioni/PPAA che hanno superato la soglia critica per l’area medica. Nel caso si mantenga l’attuale trasmissibilità, tutte le Regioni/PPAA hanno una probabilità maggiore del 50% di superare almeno una di queste soglie entro il prossimo mese.
 
Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito da 1.208 (25/10) a 1.939 (01/11); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 12.006 (25/10) a 18.902 (01/11).
 
Aumenta l’incidenza. Questa settimana si osserva un ulteriore forte incremento dei casi che porta l’incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg a 523,74 per 100,000 abitanti nel periodo 19/10/2020-01/11/2020 (vs 279,72 per 100,000 abitanti nel periodo 12/10-25/10). Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è passato da 54.377 (periodo 12/10-25/10) a 129.238 (periodo 19/10-01/11). L’aumento di casi è diffuso in tutto il Paese, con tutte le Regioni/PPAA che riportano un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso MdS).

 
Rt nazionale a 1,72. Nel periodo 15 – 28 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,72 (95%CI: 1,45 – 1,83). Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,5 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA.
 
Si segnala che sono state riportate molteplici allerte relative alla resilienza dei servizi sanitari territoriali in 9 Regioni/PPAA.  Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza.
 
Questo, ha comportato in questa settimana un ritardo nella ricezione dei dati consolidati dalle Regioni/PA per la settimana 26 ottobre – 1 novembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, 4 questo costituisce una ulteriore prova della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica.
 
Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza.
 
Contact tracing sempre al palo. Si mantiene stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento di contatti (19,5%), e si conferma la percentuale ormai rilevante dei casi identificati per la comparsa di sintomi (35,1%). Si conferma stabile (27,4%) anche la percentuale dei casi che è stata rilevata attraverso attività di screening. É ormai non trascurabile (18,0%) la percentuale dei casi per cui non è stato riportato il motivo dell’accertamento diagnostico. “Con la rapida crescita dell’incidenza è sempre più frequente l’impossibilità di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e il rapido aumento del carico sui servizi assistenziali con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri sia in area critica che non critica che caratterizza questa fase epidemica”.
 
Continua ad aumentare il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (74.967 questa settimana vs 49.511 la settimana precedente) che supera l’80% dei nuovi casi segnalati in alcune Regioni/PA.
 
 
“La situazione – spiega il report - descritta in questa relazione evidenzia forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA”
 
Criticità in tutte le Regioni. “L’aumento ulteriore dell’incidenza è coerente con l’aumento dell’Rt nazionale che attualmente si mantiene al di sopra di 1,7 nel suo valore medio e abbastanza stabile (a 1.45) nel suo intervallo di confidenza minore, indicando un progressivo avvicinamento allo scenario 4. Si conferma una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con criticità ormai evidenti in tutte le Regioni/PA.”
 
“Si conferma – affermano Iss e Ministero - che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.
 
Il report riporta anche le anomalie nell’andamento dei dati. “Da notare – si legge - che non si tratta necessariamente di errori di inserimento nei dati: in alcuni casi si può trattare di variazioni intrinseche non significative del dato, in altri di ritardi di inserimento o di recupero prioritario delle informazioni epidemiologiche per i casi più recenti, in altri di variazioni nei criteri di notifica (esempio evoluzione nell’uso dei tamponi molecolari e antigenici).
 
Abruzzo: salto improvviso della curva epidemica al 19 ottobre, con un aumento dei casi giornalieri di circa il 50%;
 
Basilicata: salto improvviso della curva epidemica al 14 ottobre, con un aumento dei casi giornalieri di circa il 100% che poi rimangono stabili; l'aumento degli ospedalizzati è invece progressivo;
 
Lombardia: due spike molto alti al 25 e 28 ottobre (presenti anche nella curva del 5 novembre), con circa 1000 casi in più rispetto ai giorni vicini;
 
Marche: raddoppio improvviso dei casi giornalieri dal 24 ottobre, a fronte di un aumento progressivo delle ospedalizzazioni giornaliere;
 
Piemonte: la decrescita dell'Rt sintomi negli ultimi giorni sembra troppo accentuata: potrebbe essere una sottostima dovuto al ritardo di inserimento dati;
 
Toscana: casi triplicati improvvisamente dopo il 26-27 ottobre;
 
Trento: deviazione significativa nei trend tra Rt sintomatici (in decrescita) e Rt ospedaliero (in crescita);
 
Umbria: aumento improvviso dei casi di oltre il 50% il 27-29 ottobre.
 
 
I dati regionali

 



 


 

Elaborazione Quotidiano Sanità su dati Monitoraggio Iss-Ministero della Salute
 
 
Luciano Fassari
Giovanni Rodriquez

10 novembre 2020
© Riproduzione riservata


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