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Esclusiva. Anaao lancia il “doppio sviluppo di carriera” per i medici del Ssn: professional o manager, ma con pari dignità. Intervista al vice segretario Montante

Dal sindacato dei medici dirigenti del Ssn una proposta per un nuovo percorso di carriera che prevede un duplice sviluppo (gestionale o professionale) ma con pari dignità di ruolo, gerarchia e retribuzione. “Occorre valorizzare il merito, le capacità di ognuno, ma soprattutto quelle attività professionali che sono fondamentali anche se non si dirige un reparto”. LA PROPOSTA

26 GEN - “Stop a modelli di carriera tesi a favorire solo la dirigenza burocratico – amministrativa (ministeri, enti pubblici, amministrazioni periferiche, ecc.), che sono profondamente differenti dalla logica di dirigenza tecnico professionale più consona alle specificità professionali della categoria medica ed alla specialità legislativa prevista per tale dirigenza”. A parlare è il vice segretario nazionale dell'Anaao, Giuseppe Montante che in questa intervista ci presenta in anteprima la proposta messa a punto dal sindacato che rappresenterebbe, se attuata, una vera rivoluzione per le carrire dei medici del Ssn.
 
L’ipotesi parte dal presupposto che oggi il “sistema tende a privilegiare coloro che scelgono percorsi di carriera improntati alla gestione, creando, di fatto, un gap rispetto a chi decide di seguire un percorso più prettamente professionale”. Per contrastare tutto ciò la proposta Anaao prevede un duplice sviluppo di carriera: tra incarichi di natura professionale e incarichi di gestione o direzione di struttura. In ogni caso, “i percorsi non saranno fissi perché si potrà, se in possesso dei requisiti, effettuare il passaggio da un percorso all’altro”. Novità poi anche per quanto riguarda le selezioni, con procedure più trasparenti e meritocratiche. Previsti anche nuovi criteri per valutare la funzionalità degli incarichi dirigenziale a seconda dei vari step di carriera.

 
Dottor Montante, perché un nuovo percorso di carriera per i dirigenti medici del Ssn?
Una volta i medici avevano chiaro il loro percorso (assistente-aiuto-primario). Con l’aziendalizzazione e con il federalismo 'becero' non è più così e il modello che si è attuato fino ad ora, diciamocelo, è tutto sbilanciato in favore dell’aspetto gestionale e succede che tutto ciò che è professionale viene sottovalutato. Per questo serve un nuovo modello di sviluppo carrieristico che possa dare pari dignità di ruolo, gerarchia e retribuzione ai medici del Ssn.
 
Quali sono le principali novità della proposta?
L’aspetto innovativo prevede la possibilità per il dirigente medico di poter scegliere un percorso di carriera tra quello puramente amministrativo gestionale ed uno più prettamente professionale. Chiaramente i percorsi non saranno rigidi.
 
In che senso?
Se un medico che ha scelto il percorso professionale vorrà ad un certo punto della carriera optare per incarichi gestionali, lo potrà fare. Ovvio che dovrà possedere i requisiti ma gli viene in ogni caso data la possibilità di interscambio.
 
Insomma, un medico potrà fare carriera anche senza per forza dover aspirare a incarichi di gestione?
Questo è uno dei nostri obiettivi. Vogliamo valorizzare tutte quelle attività professionali che sono preziose all’interno degli ospedali ma che, come le dicevo, sono poco prese in considerazione dalle normative attuali. Penso per esempio a tutti quei referenti di attività presenti nei nostri ospedali che però non hanno alcun riconoscimento formale.
 
Per quanto riguarda il percorso di carriera professionale avete anche previsto degli indicatori per definirne il numero.
La proposta intende fornire un preciso indirizzo programmatorio per le Aziende e impedire di rendere un'utopia l’attivazione di tale tipologia di carriera con comportamenti pauperistici o invece di svilirne l’importanza strategica. In ogni caso il gruppo di incarichi con alta professionalità il rapporto proposto è di 1,50 in media per ogni Unità operativa complessa. Per quanto riguarda i referenti di branca specialistica dovrebbero essere 1/3 rispetto a i ruoli di alta professionalità.
 
A proposito ma come si potrebbe 'incardinare' questa nuova proposta nelle leggi attuali?
Sappiamo che modificare la normativa che riguarda il pubblico impiego è impensabile in tempi brevi. La strada certamente più veloce è quella di mettere mano al Contratto nazionale.
 
Che però è bloccato. E le risorse?
Basterebbe solo rinnovare la parte normativa. E per quanto riguarda le risorse si potrebbero prendere dai risparmi che si ottengono con la riduzione delle Unità operative semplici.
 
Nella proposta si fa riferimento anche alla revisione delle selezioni.
Bisogna ridare credibilità a tutto il sistema. Le selezioni devono essere rigorose, trasparenti con avvisi pubblici, ma soprattutto con il curriculum. Lo sviluppo della carriera dev’essere piramidale, ma i ruoli di vertice devono essere ricoperti in virtù del merito. 
 
Luciano Fassari

26 gennaio 2015
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