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Medicina convenzionata. A che punto siamo? Medici di famiglia e pediatri in stallo. Specialistica va avanti. Il Forum con i sindacati

Dopo il forum con la dirigenza del Ssn è la volta dei medici impegnati nel rinnovo della convenzione, anch'essa sbloccata per la parte economica dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha decretatto l'illegittimità del blocco dei contratti nella PA. A differenza del contratto della dipendenza le convenzioni sono però già in trattativa. Ma a che punto siamo? E cosa ci dobbiamo aspettare. Rispondono: Milillo (Fimmg), Onotri (Smi), Testa (Snami), Chiamenti (Fimp) e Lala (Sumai).

21 LUG - "Serve un nuovo Atto d'indirizzo per il rinnovo della convenzione per la medicina generale e pediatria" mentre per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale la trattativa per la parte normativa è in corso da un paio di mesi e potrebbe anche concludersi a breve. Queste in estrema sintesi le posizioni emerse nella seconda puntata del Forum sugli scenari aperti dalla Sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti nella Pa. In questa seconda parte abbiamo ascoltato il parere dei principali sindacati della medicina convenzionata: Fimmg, Snami, Smi, Fimp e Sumai.
 
Partiamo dalla medicina generale, dopo l'accordo politico del 18 maggio che ha scongiurato lo sciopero della Fimmg, la trattativa, a causa delle elezioni regionali che hanno azzerato le cariche nella Conferenza, si è di fatto bloccata. Per Milillo della Fimmg "occorre rivedere l'Atto d'indirizzo e mantenere la libera professione per i medici che sono al servizio del cittadino e non delle Asl". Per Onotri dello Smi "stop a riforme a iso-risorse" mentre per Testa dello Snami i dubbi sono ancora molti.
 

Per quanto riguarda la pediatria anche in questo caso dopo il 18 maggio la trattativa è bloccata e anche per Chiamenti della Fimp occore un nuovo Atto d'indirizzo alla luce dei cambiamenti in seno alle Regioni. Per quanto riguarda infine la specialistica ambulatoriale la trattativa per il rinnovo della parte normativa della convenzione va avanti e ci sono buone probabilità che esso vada in porto. Per Lala (Sumai) "ci sono elementi importanti per il futuro della categoria".
 
Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg. “Occorre rivedere  d’indirizzo” 
“L’Atto d’indirizzo dovrà essere rivisto e realisticamente un nuovo accordo sarà possibile a gennaio 2016”. Il segretario nazionale della Fimmg Giacomo Milillo commenta così gli scenari per il rinnovo della Convenzione che si aprono dopo la sentenza della Consulta. “Desidero precisare che prima di entrare nello specifico bisogna vedere la sentenza – sottolinea – ma è chiaro che l’Atto d’indirizzo, che prevedeva la massa salariale bloccata ai livelli del 2010, andrà rivisto. Ma soprattutto siamo in attesa di sapere quali provvedimenti prenderà il Governo, visto che gli incrementi richiedono risorse”. In ogni caso l’aspetto economico non è il fulcro della questione per cui la Fimmg, ricordiamo ha minacciato e poi revocato in extremis uno sciopero lo scorso mese di maggio dopo l’interruzione delle trattative con la Sisac. “Gli eventuali incrementi – spiega Milillo – serviranno solo a coprire i costi di produzione che negli ultimi anni sono cresciuti. Il problema qui è il futuro della medicina generale e le nostre attenzioni sono rivolte tutte alla parte normativa del rinnovo della convenzione”.
Una trattativa che però in questo momento “è ferma perché le Regioni stanno rinnovando i loro organi”. Rispetto al ruolo del medico di medicina generale Milillo precisa come “il Mmg nel momento in cui deve erogare servizi o mettere in atto modelli decisi dalle Regioni ha il diritto di negoziare. Noi non siamo subordinati alle Asl ma ai cittadini che liberamente ci scelgono”.
Il segretario Fimmg ribadisce poi le direttrici. “Ruolo unico con le Aft come base di attività che potrà integrarsi con le Uccp”. Riguardo ai tempi in attesa che le Regioni definiscano i nuovi interlocutori realisticamente “ci si potrebbe incontrare a settembre per discutere il nuovo Atto d’indirizzo con l’obiettivo di sottoscrivere l’accordo tra la fine dell’anno e gennaio 2016”.
 
Pina Onotri, segretario nazionale Smi. “Basta a riforma a isorisorse”
“Crediamo che la Consulta apra la strada a scelte politiche coraggiose ed elimini l'alibi di una legge che bloccava le risorse da utilizzare nella sanità pubblica. La nostra richiesta è semplice: è giunto il momento di uscire dalla fase dei tagli lineari e delle riforme a iporisorse o a isorisorse”. È quanto sottolinea il segretario nazionale dello Smi, Pina Onotri che evidenzia come “il Ssn funziona grazie al sacrificio e all'abnegazione di migliaia di medici, ma è in affanno, anzi in crisi da diversi anni. E' ora di voltare pagina sia nella dirigenza che nella convenzionata, si aprano tutte le trattative ma con risorse certe e adeguate”.
Per il segretario Smi occorre anche superare l’Atto d’indirizzo. “Ripeto, risorse certe e adeguate, un chiaro quadro nazionale di riferimento, superamento dell'attuale atto di indirizzo e dei limiti della Legge Balduzzi, rispedire al mittente le ingerenze del Mef”.
Nello specifico per Onotri occorre la “rivalutazione dei costi strutturali dei medici, impegno economico per la tutela della maternità e del lavoro usurante. Stanziamenti adeguati per l'h24 e per Uccp e Aft”.  
E per quanto riguarda l’aspetto normativo il numero uno Smi dice “stop con le ‘invenzioni’ delle Regioni, fine del dirigismo e dei modelli strutturali e rigidi sulla riorganizzazione delle cure primarie, si punti, invece, sulla medicina di iniziativa e funzionale, sulla messa in rete di tutte le figure professionali che vi operano. In questo senso il 118 deve stare nella trattativa della nuova convenzione a pieno titolo”.
 
Angelo Testa, presidente nazionale Snami. “Bene la Consulta ma sul rinnovo della convenzione siamo in alto mare”
“Bene lo sblocco dei contratti deciso dalla Consulta, in attesa delle motivazioni crediamo che  il contratto si potrà fare”. Queste le parole di Angelo Testa presidente dello Snami che ribadisce come “dal momento che sarà effettiva la sentenza, se vi sarà vacanza contrattuale essa andrà recuperata al momento del rinnovo”. In questo senso Testa chiede “che sia aperta la trattativa. Certo il discorso delle isorisorse va superato e vogliamo vedere quanto lo Stato vuole investire sulla medicina territoriale”. Ma i tempi non sembrano brevi. “Le Regioni devono riorganizzarsi e lo stesso vale per i vertici della Sisac che sono già scaduti e che sono in prorogatio”. In questo quadro per Testa se ne riparlerà in autunno: “Bene che va ci rivedremo a settembre”. Ma in ogni caso ribadisce che “l’Atto d’indirizzo va cambiato altrimenti non si va da nessuna parte. Ci siamo sempre opposti nonostante ci fosse chi diceva che si sarebbe andati sulla ‘Luna’ e invece non siamo andati da nessuna parte e non si è sbloccato nulla”. Per il numero uno Snami “servono investimenti e risorse” mentre dal lato normativo evidenzia come “noi siamo vincolati dalla Legge Balduzzi, ma a prescindere da ciò dobbiamo discutere per esempio delle Aft, che era previsto fossero solo funzionali e invece sono diventate strutturali. E poi c’è la questione delle Uccp e di come verranno finanziate. Abbiamo poi dubbi sul Ruolo unico e bisogna rivalutare l’emergenza territoriale”. 
 
Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale Fimp. “Ci aspettiamo una revisione dell’attuale Atto di Indirizzo”
“Se pur riferita al pubblico impiego la sentenza della Corte Costituzionale apre nuovi orizzonti anche per il comparto convenzionato”. Parte da qui di Giampietro Chiamenti, Presidente nazionale Fimp entrando nel merito della trattativa per la ripartenza delle trattative per il rinnovo della convenzione. “Fare un nuovo contratto con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema delle cure primarie e ipotizzare di farlo con le risorse economiche che per quindici anni hanno incentivato la categoria ad organizzare il proprio lavoro in funzione di un modello organizzativo articolato e coadiuvato da personale di studio (infermieristico e di segretaria) in rapporto di dipendenza, sembra essere un assurdo – ha spiegato – ben venga la sentenza della Corte Costituzionale che ha ristabilito un principio sacrosanto, speriamo utile a far partire anche per noi una contrattazione iniziata 15 mesi fa ma rivelatasi finora inconcludente. L’accordo politico del 18 maggio con il Governo, in virtù del quale abbiamo revocato lo sciopero, ha ristabilito i presupposti per poter ripartire con le trattative che tuttavia devono concretizzarsi su un tavolo attualmente paralizzato dal rinnovo elettorale di alcune Regioni”. E ora dopo l’accordo, la Fimp si aspetta prima di tutto “una revisione dell’attuale Atto di Indirizzo che tenga conto, in modo diverso dal passato, di quanto concordato”. “La tornata elettorale e il conseguente cambiamento di alcuni riferimenti politici – ha detto – potrebbe portare anche a un riassetto del Comitato di Settore e probabilmente della Sisac stessa. Fino ad ora Sisac è stata molto rigida nel confronto, poco incline a superare alcuni ostacoli pregiudiziali che la pediatria ha posto sul tavolo. La prima iniziativa sarà quella di verificare se tale atteggiamento si è modificato e subito dopo verificare se le ‘specificità della pediatria di famiglia’ saranno tenute in debita considerazione”.

Sulle richieste per la parte economica il Presidente Fimp ricorda che il contesto economico del paese ed i continui tagli che condizionano il futuro del Ssn sembrano precludere l’utilizzo di risorse aggiuntive “d’altro canto – ha aggiunto – si fatica ad ipotizzare una riforma strutturale senza investimenti di spesa sopratutto se si vogliono realizzare le aggregazioni complesse (UCCP), ma anche se vogliono rendere erogative le AFT al di fuori del ruolo unico che è specifico per la medicina generale. “Almeno inizialmente, e finché non si consolida il circolo virtuoso che può comportare un risparmio di risorse – continua – sarà necessario reperire risorse economiche che solo in parte il sistema potrà stornare da comparti diversi, non certo a carico dei professionisti convenzionati. La pediatria di famiglia è molto avanti rispetto ad un modello di aggregazione e copertura territoriale, molto più di quanto sia nella consapevolezza della parte pubblica. Inoltre attraverso l’utilizzo di strumenti diagnostici nello studio del pediatra è limitato il ricorso alla definizione diagnostica esterna che è fonte non indifferente di spesa nel sistema della medicina generale, poiché l’essere specialisti di per sé limita il ricorso alle consulenze. Tutto ciò fa sì che il modello pediatrico richieda solo aggiustamenti non rivoluzioni; se mai abbiamo bisogno di ripensare ai nuovi bisogni di salute della popolazione pediatrica e in rapporto a questi ridefinire alcuni compiti e funzioni”.

Per la parte normativa, ha aggiunto, dovremo articolare un Acn che ci garantisca la possibilità per tutti i professionisti di usufruire di personale di studio a supporto della crescente complessità dell’impegno assistenziale. Inoltre consolidi una pediatra di famiglia per garantire azioni finalizzate al passaggio dalla cura alla care calibrata sulla prevenzione e sui nuovi bisogni di salute del bambino oltre che su risposte esaustive alle malattie croniche o complesse in integrazione funzionale con un secondo livello ospedaliero in fase anch’esso di cambiamento. In pratica, un ruolo forte ed efficiente delle cure territoriale, vero cardine e primo pilastro del Ssn in grado di generare anche miglior utilizzo di risorse, anche economiche, al sistema stesso”.
 
Roberto Lala, segretario nazionale Sumai-Assoprof. “Sentenza riporta giustizia. Proseguiamo trattativa per rinnovo”
“La sentenza della Consulta sull’illegittimità del blocco degli stipendi riporta giustizia dopo 5 anni di blocco che tutta la categoria ha vissuto e vive ancora con grande disagio. Ed è chiaro che in questo senso la decisione della Corte riguarderà anche la medicina convenzionata e ovviamente gli specialisti ambulatoriali”. Questo il commento del segretario degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Roberto Lala alla sentenza della Consulta.
 “In ogni caso – precisa Lala - la sentenza sarà effettiva dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e si cala in un periodo di deflazione. Ed è molto probabile che nel 2015 non ci sarà nessun incremento”.
Ma questo non sembra in ogni caso influenzare le azioni del Sumai-Assoprof che “com’è noto il ha deciso di iniziare le trattative con la Sisac per la parte normativa di convenzione che ci riguarda. In questo senso, nell’attesa delle motivazioni della sentenza e dei provvedimenti che intenderà attuare il Governo per farvi fronte (molto probabilmente nella prossima Legge di Stabilità), qualora dovessimo sottoscrivere il nuovo accordo normativo in esso sarà previsto anche la discussione sugli aumenti economici quando essi saranno definitivamente sbloccati”.
Per quanto riguarda la parte normativa Lala precisa come “la trattativa non è semplice ed è chiaro che ci siamo seduti al tavolo con l’intento di migliorare il nostro Accordo (non firmeremo nulla che possa penalizzare attività professionale e risorse) e soprattutto offrire ai giovani un futuro lavorativo migliore. Crediamo in questo senso che sia opportuno per il Sindacato proseguire nella trattativa perché ci sono elementi davvero importanti per il futuro della specialistica ambulatoriale e della medicina territoriale”.

21 luglio 2015
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