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Infermieri. Arrivano cinque linee guida europee per l’e-Health


Evidenziare il potenziale di eHealth per la salute e l’ecosistema sociale: sono i presupposti delle 5 linee guida ENS4Care per i servizi sanitari elettronici elaborate nell'ottica dell'integrazione professionale. Dalla prevenzione alla pratica clinica, dall'assistenza integrata alla continuità delle cure, fino all'ePrescribing

12 DIC - Evidenziare il potenziale di eHealth nel sostenere la salute e l’ecosistema sociale. Sono i presupposti che hanno spinto i partner del progetto Ue ENS4Care – per l’Italia hanno collaborato CNAI e Cittadinanzattiva – a elaborare cinque linee guida per i servizi sanitari elettronici relativi alla prevenzione, la pratica clinica (BPCO), l’assistenza integrata, la continuità delle cure e l’ePrescribing infermieristico, concentrandosi sulla progettazione dei ruoli avanzati e altamente qualificati sia sul versante sanitario che sociale della forza lavoro Ue. 
 
Attraverso l’eHealth, secondo il progetto, è possibile spostare il tradizionale modo di gestire la cura verso un sistema integrato che riduca il carico di lavoro “di prima linea”, si centri sempre più la cura sulla persona, migliorando l'empowerment del paziente, e garantendo la continuità attraverso i settori della sanità e assistenza sociale primaria e secondaria.


Il mercato unico digitale è una reale opportunità di realizzare il potenziale di assistenza integrata per i cittadini e i messaggi chiave emersi durante il confronto che si è svolto a Bruxelles per la presentazione ufficiale in Parlamento EU dei risultati del progetto ENS4Care sono stati:

- eHealth e lavoro interprofessionale sono componenti chiave della riforma dei sistemi sanitari;
- un approccio multi-stakeholder che comprenda non solo gli operatori sanitari, ma chiunque si occupi degli assistiti è necessario per lo sviluppo delle politiche sociali e di salute;
- le preoccupazioni per la riservatezza dei dati non dovrebbero mettere in discussione il valore che l’eHealth può portare nel miglioramento della vita quotidiana di pazienti e cittadini.
 
In questo senso da Bruxelles arrivano altri chiari messaggi:
- la ricerca Infermieristica è fondamentale per lo sviluppo di una sanità elettronica basata su prove di efficacia che orienti le politiche di salute pubblica;
- lo sviluppo dell’alfabetizzazione sanitaria digitale tra i professionisti così come tra i pazienti è fondamentale per l'empowerment sia degli infermieri sia del paziente stesso;
- la forza lavoro Matrix EFN 3 + 1 (la matrice 3 + 1, comprende le tre categorie di infermieri: generalisti, specializzati e avanzati) e l’EFN Competency Framework (da utilizzare a livello nazionale e regionale per garantire che il curriculum infermieristico sia conforme ai requisiti minimi di formazione, in corso di traduzione da parte di CNAI) forniscono gli strumenti per guidare l'attuazione dell’eHealth nella pratica quotidiana.
 
L’incontro di Bruxelles ha evidenziato che per ridisegnare il sistema salute e gli orientamenti delle politiche sociali, trasformando l'attuale sistema di assistenza sanitario tradizionale medico-centrico in un modello di cura integrata innovativo e sostenibile, è necessaria la ricerca e l’attuazione di politiche basate sulle evidence e con un elevato 'fit for purpose' (appropriatezza).
 
“È stato importante - ha detto Cecilia Sironi, presidente CNAI e presente all’evento conclusivo dell’8 dicembre anche in rappresentanza della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, che ha sostenuto l’iniziativa aiutando nella raccolta dei dati nazionali tramite il proprio portale - essere presenti e mostrare concretamente che è possibile lavorare insieme tra più figure professionali di diversi Paesi: infermieri, assistenti sociali e medici. È la prima volta che un progetto di questa portata è guidato e gestito da infermieri con l’EFN come leader. Il futuro della ricerca infermieristica che coinvolge più discipline e professionisti sta avendo nuovi impulsi e speriamo che tramite la Fondazione (European Nursing Research Foundation, ENRF) fortemente voluta da EFN, questo sia solo un inizio”.
 
“L’informatizzazione - ha dichiarato Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale Collegi Ipasvi - aiuta e garantisce l’integrazione professionale, mette in diretto contatto tra loro i professionisti nel modo più corretto e rende possibile ridurre i rischi clinici che oggi tra incomprensioni, possibili errori e razionalizzazioni selvagge, sono sempre in agguato. Ma l’informatizzazione fa di più. Consente di rendere visibili tutte le capacità gestionali e cliniche della professione infermieristica, mettendola nelle condizioni di operare le proprie scelte per i pazienti e per i loro percorsi di cura, interagendo con altri livelli di assistenza in modo autonomo e coordinato perché garantisca e manifesti tutta la professionalità propria degli infermieri. infine, l’informatizzazione può favorire la continuità assistenziale non solo tra i diversi setting ospedalieri ma anche tra ospedale e territorio perchè se la documentazione clinica del paziente lo accompagna durante tutto il suo percorso ed i professionisti, ognuno per il proprio mandato professionale, possono interagire su una piattaforma informatizzata, migliora l’appropriatezza del processo di cura e del percorso assistenziale. Le linee guida messe a punto nell’ambito di ENS4Care - conclude Mangiacavalli - lo dimostrano, mettendo in evidenza la capacità gestionale della professione, che puntano a risolvere le necessità assistenziali dei pazienti. Esaltando cioè quella unione corretta tra domanda e offerta che consente, anche grazie alla rete, di ridurre i tempi per la risposta ai bisogni dei cittadini, garantendo cure più sicure ed efficaci, prerogativa riconosciuta a livello internazionale alla nostra professionalità”.    

12 dicembre 2015
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