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Specializzazioni mediche. L’altolà delle Università alle proposte dei sindacati sulla formazione. Lenzi (Cun) a Giannini: “No a differenze nel percorso di studi”

Sotto tiro le proposte per delega per il lavoro in sanità prevista dall'art.22 del Patto per la Salute. “Il sistema della formazione medica specialistica non sia ancora una volta sottoposto a modifiche, quando ancora ci si sta confrontando con la prima fase dell’applicazione della recentissima riforma”. E poi: “Ogni revisione andrà discussa con docenti, studenti ed esperti del Miur”. LE RACCOMANDAZIONI CUN

06 APR - “Il sistema della formazione medica specialistica non sia ancora una volta sottoposto a modifiche che ne comportino un ennesimo profondo ripensamento, quando ancora ci si sta confrontando con la prima fase dell’applicazione della recentissima riforma e questa ancora deve mostrare tutte le sue potenzialità di miglioramento e razionalizzazione”. Questa una delle richieste fatte dal presidente del Cun, Andrea Lenzi al Ministro Stefania Giannini in merito ai lavori sulla legge delega al lavoro in sanità (art.22 Patto Salute).
 
Bersaglio delle critiche del Cun è proprio il doppio canale formativo (Università-Ssn) per la specializzazione. “Il ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca – sottolinea Lenzi - si adoperi affinché siano evitate differenze nel percorso formativo di scuole di una medesima tipologia a seconda della sede di frequenza, tali da comportare inadeguatezza del percorso formativo stesso, rischiando di non garantire la conformità con i processi di formazione europea e generando incertezze negli stessi specializzandi. Altresì si chiede che qualunque proposta di revisione sia discussa solo dopo aver sentito le rappresentanze dei docenti e degli studenti nonché gli esperti presenti presso il Miur coinvolgendoli nei tavolo tecnici dedicati alla formazione in area medica e specialistica”.

 
Ma il presidente chiede anche “che il Cun e il Cnsu, organi di rappresentanza elettive di tutte le componenti accademiche e studentesche presso il Miur e l’Osservatorio nazionale della formazione medico specialistica siano costantemente informati e coinvolti in ogni processo di riforma”.
 
Infine Lenzi chiede al Ministro che “gli attuali specializzandi possano esprimere con chiarezza, sia in forma diretta sia tramite i rappresentanti elettivi presenti ai tavoli nazionali di coordinamento, le loro valutazioni in merito alle nuove proposte in discussione e agli scenari che esse concorrono ad aprir e che prefigurano una graduale uscita della formazione specialistica dal sistema universitario, questo al fine di evitare che il silenzio dei tanti dia spazio alla decisione di pochi”.

06 aprile 2016
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