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“Facciamo chiarezza sul contratto della Sanità Pubblica”. Cgil, Cisl e Uil rispondono alle critiche

Questo contratto è migliorativo in tante parti: diritti, relazioni sindacali, incarichi, indennità, sviluppo professionale, difesa dei riposi. Siamo già impegnati nelle assemblee con i lavoratori ai quali spiegheremo che, di norma, quando c’è una convocazione di ripresa della trattativa lo sciopero non si revoca ma si sospende, come hanno fatto i sindacati dei medici

02 MAR - gn="right"> Gentile Direttore,
se quattro mesi dall’inizio del confronto in sede Aran per il rinnovo del contratto della Sanità pubblica ai nostri colleghi sembrano pochi, a noi sembrano troppi.  Per questa ragione il 5 febbraio scorso ci siamo mobilitati in tutto il Paese: abbiamo incontrato nei territori i Presidenti delle Regioni e, a Roma, il sottosegretario Angelo Rughetti per denunciare l’insopportabile “stallo delle trattative”.
 
La preoccupazione del collega di un sindacato autonomo, rispetto alla volontà di arrivare alla stesura della preintesa del Contratto nazionale in tempi che giudica troppo celeri, appare quindi strumentale e infondata.
 
Il testo Aran era stato consegnato e pubblicato per argomenti man mano che essi sono stati discussi in questi mesi ai tavoli convocati su singoli argomenti. La sola parte economica è stata sviluppata nella due giorni di trattativa in ragione del fatto che l’atto di indirizzo sulle risorse per il comparto era arrivato in via definitiva in quelle ore.

 
Chi ha esperienza di contrattazione sa che i testi delle preintese non sono la stesura definitiva dei testi stessi che, oltre al vaglio dei lavoratori nell’esercizio libero e democratico della consultazione, devono anche superare, nel caso dei settori pubblici, il vaglio del Mef e della Corte dei Conti.
 
È dunque normale che ci siano dei refusi che le parti firmatarie via via correggeranno nella predisposizione del testo definitivo. La preintesa fissa i punti di condivisione ai quali le parti addivengono e che fanno giudicare la trattativa arrivata a sintesi tra istanze spesso contrapposte: datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori.
 
Rivendichiamo di aver prodotto avanzamenti sul testo riproposto in entrata, che sono il frutto, si badi bene, non di qualche ora ma di un lavoro unitario di mesi.
 
In relazione alle incongruenze relative alle disapplicazioni, fa fede l’impegno espresso al tavolo di mantenere in essere l’indennità di rischio radiologico e non già di eliminarla. Questo chiarimento è già intercorso tra le parti ed è stato ampiamente dibattuto al tavolo. Su questo punto la pensavamo tutti allo stesso modo.
 
Capiamo che non tutti abbiano consolidato la stessa esperienza di gestione dei tavoli contrattuali, ma speculare a danno dei lavoratori per prendere qualche voto alle elezioni per il rinnovo delle Rsu non è onorevole.
 
Questo contratto è migliorativo in tante parti: diritti, relazioni sindacali, incarichi, indennità, sviluppo professionale, difesa dei riposi. Siamo già impegnati nelle assemblee con i lavoratori ai quali spiegheremo che, di norma, quando c’è una convocazione di ripresa della trattativa lo sciopero non si revoca ma si sospende, come hanno fatto i sindacati dei medici.
 
Ci sembra, invece, che in questo caso qualche sindacato, nell’incertezza di come gestire la trattativa, non sapesse bene cosa fare e mentre i lavoratori erano in piazza anziché sospendere lo sciopero, anziché chiedere l’interruzione della trattativa, ha proseguito a stare al tavolo come se la mobilitazione non riguardasse chi addirittura l’aveva indetta!
 
Adesso si annuncia un nuovo sciopero per riaprire la trattativa. Bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di dire che quello sciopero sarà fatto a pochi giorni dal voto per avere qualche consenso alle Rsu ma che viste le procedure di validazione dei contratti quella iniziativa non inciderà minimamente sull’iter contrattuale.
 
Vogliamo confrontarci sul merito, non ci prestiamo alla reazione alle ingiurie e offese che ci sono rivolte da giorni, perché rispettiamo chi la pensa diversamente da noi essendo in democrazia.
 
Tuttavia sottolineiamo che analogo rispetto va rivolto alle lavoratrici e lavoratori iscritti al sindacato confederale che sono oltre due terzi dei lavoratori sindacalizzati e che oltre ad essere colleghi sono portatori di conoscenze, esperienze, valori costruiti in anni di contrattazione nei luoghi di lavoro, a difesa di quei diritti che oggi riconquistiamo perché in questi anni noi ci siamo stati sempre e i lavoratori lo sanno.
 
Serena Sorrentino
Segretaria generale Fp Cgil
 
Maurizio Petriccioli
Segretario generale Cisl Fp
 
Michelangelo Librandi
Segretario generale Uil Fpl

02 marzo 2018
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