Stati generali professione medica. Anelli (Fnomceo): “La crisi medica? Uno sprone al rilancio” 

Stati generali professione medica. Anelli (Fnomceo): “La crisi medica? Uno sprone al rilancio” 

Stati generali professione medica. Anelli (Fnomceo): “La crisi medica? Uno sprone al rilancio” 
“Un ‘pit stop’ in cui la professione si ferma a riflettere per rilanciarsi, dimostrando di essere viva e propositiva”. Si è conclusa la due giorni di lavoro “Dalla crisi al nuovo paradigma della medicina” voluta dalla Federazione dei medici per uscire dal guado e recuperare autorevolezza. Cambiamento dei modelli formativi ed etica, quale componente fondamentale della professione, i temi più dibattuti

“Con gli Stati generali abbiamo puntato i riflettori sulla crisi della professione. Una crisi che dobbiamo però tradurre come un ‘pit stop’: un momento in cui la professione si ferma a riflettere per rilanciarsi, prendendo atto delle difficoltà che gravano sul nostro lavoro. Quindi, una crisi di crescita per rilanciare ancora di più la professione medica e renderla sempre più fruibile. E in queste giornate di lavoro è emersa la capacità, la volontà e l’interesse dei medici nel voler dare risposte”.
 
Con questa parole Filippo Anelli ha chiuso la prima tappa degli Stati generali della professione medica dal titolo eloquente “Dalla crisi al nuovo paradigma della medicina”. L’inizio di un lungo percorso che la Fnomceo ha voluto intraprendere per dare risposte al disagio che la professione sta vivendo e che culminerà, tra un anno, con la stesura della Magna carta della professione medica.
Per questo medici, odontoiatri ed esperti si sono confrontati, il 16 e il 17 maggio a Roma, intorno a cinque tavoli di lavoro per mettere nero su bianco analisi e proposte, su temi dirimenti: crisi della medicina; questione medica; crisi della metodologia e crisi dell’epistemologia; il “genere” e la professione medica; errori, insuccessi e responsabilità.
 
Non sono pochi i nodi da sciogliere, a partire da quello della formazione. “È sicuramente il primo problema e tutti conveniamo su questo – ha detto Anelli – e l’assenza, anche se giustificata, dell’Università non è casuale. Abbiamo l’esigenza di cambiare modello formativo per rappresentare il medico che vorremmo per il futuro. Un medico che custodisce i valori del passato, ma che sia anche in grado di dare risposte alle tematiche del futuro. Pensiamo all’utilizzo delle innovazioni, dell’intelligenza artificiale: sono sfide che non possono essere ignorate. Soprattutto – ha aggiunto – quello che deve emergere è che l’esercizio della professione non è soltanto scienza, ma qualcosa di più: è anche ‘rapporto’. Lo testimonia il cortometraggio, che vede protagonisti il giovane immigrato Dabo e il suo medico: mostra come la scienza possa diventare potente se supportata da un rapporto forte e intenso con il cittadino. Un rapporto fatto di sentimenti ed emozioni che mettono in moto straordinarie energie. E credo che questo non possa essere ignorato anche sotto il profilo formativo e che debba essere riconsiderato”.
 
Altra questione dibattuta è il tema dell’etica. “Stanno nascendo tante scuole portate avanti dagli Ordini – ha spiegato Anelli – è un tema che dobbiamo porci e che da senso alle professioni. È la risposta a chi ci vorrebbe solo tecnici della sanità, medici che applicano un algoritmo. Noi non vogliamo essere questo. L’etica diventa quindi una componente fondamentale perché da un significato a quello che facciamo. Concludiamo quindi queste giornate con una professione viva, forte e capace di dare risposte”.
 
Ester Maragò

Ester Maragò

17 Maggio 2019

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