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Contratto sanità privata. Dopo 14 anni si firma. Speranza: “Questa intesa rafforza ancora di più il nostro sistema salute a tutela di tutti i cittadini”


“È arrivata oggi, dopo 14 anni di attesa, la firma del contratto per la sanità privata. Oltre 100mila lavoratori da oggi hanno più diritti e più tutele". Questo l'annuncio del ministro della Salute Roberto Speranza dopo la firma di questa mattina. La presidente nazionale Aiop, Barbara Cittadini: "Orgogliosa ed emozionata perché oggi si conclude un percorso ritenuto doveroso per migliaia di lavoratrici e lavoratori". Il presidente Aris, Padre Virginio Bebber: "Si chiude un’annosa, e per tanti aspetti incresciosa, vicenda. Non possiamo che esserne soddisfatti”.

08 OTT - "È arrivata oggi, dopo 14 anni di attesa, la firma del contratto per la sanità privata. Oltre 100mila lavoratori da oggi hanno più diritti e più tutele. Dopo gli investimenti fatti in questi mesi per la sanità pubblica, questa intesa rafforza ancora di più il nostro sistema salute a tutela di tutti i cittadini".
 
Così il ministro della Salute Roberto Speranza ha commentato il rinnovo del contratto per gli operatori della sanità privata siglato questa mattina proprio al dicastero di Lungotevere Ripa.
 
“La firma del contratto, alla presenza del Ministro Speranza, dalle parti datoriali e dalle OO.SS., rappresenta un riconoscimento importante per le risorse umane della componente di diritto privato del SSN ed ha un grande valore simbolico. Il senso di responsabilità comune, che hanno dimostrato lavoratrici e lavoratori, Istituzioni e imprenditori, rispetto alla finalità di raggiungere un obiettivo condiviso, ancorché complesso sotto molti profili, deve essere, a nostro parere, il modello virtuoso per costruire la sanità del futuro oltre che un esempio, anche, per altri comparti”.

 
È il commento di Barbara Cittadini, Presidente Nazionale Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata), a margine dell’incontro per la firma del contratto.

“Come ho avuto modo di ribadire in altre sedi – prosegue la Presidente Cittadini – questo straordinario risultato è stato raggiunto grazie all’impegno, senza riserve, del Ministro della Salute, Roberto Speranza e del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, del Coordinatore degli Assessori, Luigi Icardi, e dei loro staff. Un impegno che è stato assolutamente efficace e virtuoso. Ritengo doveroso, inoltre, ringraziare gli Assessori alla Salute delle Regioni, che hanno già attivato i percorsi per il rinnovo del contratto, a salvaguardia dei diritti di migliaia di lavoratrici e lavoratori. La firma che oggi ho potuto apporre è ascrivibile alla scelta di Aiop e dei suoi Associati, che vanno ringraziati perché, investendo nel rinnovo del CCNL, hanno dimostrato come la tutela delle risorse umane sia una priorità assoluta, che guida le nostre scelte imprenditoriali”.


Cittadini prosegue: “Noi rappresentiamo tutti gli Associati dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e non possiamo immaginare che vi siano Regioni che, a fronte di una norma, voluta dal Governo e votata dal Parlamento, che riguarda i diritti legittimi dei lavoratori del Ssn, non si adeguino. Ci aspettiamo, quindi, così come il Ministro Speranza, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini, e il Coordinatore degli Assessori, Icardi, che tutte le 21 Regioni e Provincie Autonome si comportino in modo omogeneo”.


La Presidente Aiop, quindi, aggiunge: “Il percorso è avviato: considerazione che ha indotto l'Assemblea di Aiop a deliberare, a larghissima maggioranza, di firmare il rinnovo del contratto. Per quelle Regioni dove l’iter non è stato, ancora, iniziato, così come discusso con il Ministro, sarà istituito un tavolo emergenziale, affinché non vi siano, in tal senso, degli ingiustificabili ritardi che non potremmo tollerare”.

Conclude Cittadini: “Voglio pensare che l’unità dimostrata in questa occasione da tutti gli attori del Ssn, possa, ulteriormente, rafforzarsi per affrontare le grandi sfide alle quali saremo chiamati nei prossimi mesi, e che serva per definire, di concerto con le Istituzioni, una riforma del sistema divenuta non più rinviabile e investimenti, che consentano di dare riposte efficienti e puntuali alla domanda di salute dei cittadini, che oggi continua a scontare lunghissime liste di attesa e mobilità passiva quantitativa, oltre ad altre forme di investimento nel Ssn, che questa pandemia ha dimostrato essere improrogabili”. 
 
“Con la firma del contratto di lavoro per il personale non medico che opera nelle nostre strutture si chiude un’annosa, e per tanti aspetti incresciosa, vicenda. Non possiamo che esserne soddisfatti”. Così Padre Virginio Bebber, Presidente dell’Aris, ha commentato la firma del Ccnl.

“Il luogo stesso in cui le firme sono state apposte, il Ministero della Salute – ha proseguito il Presidente - significa per noi due cose precise: il riconoscimento del nostro ruolo all’interno del Servizio Sanitario del Paese, sino ad oggi per la verità troppo spesso trascurato se non addirittura denigrato, e la presa di coscienza, da parte di un Ministro della Salute e dunque di un governo, che anche le nostre strutture, tra l’altro no profit, inserite a pieno titolo nel SSN sin dalla sua legge istitutiva, svolgendo la loro attività al servizio della comunità civile, sono titolari degli stessi diritti riconosciuti al servizio pubblico oltrechè, naturalmente, di onerosi doveri".
 
"E la compartecipazione al rinnovo dei contratti è uno di questi diritti riconosciuti ab origine, ma poche volte rispettato”. In questa occasione “diamo atto al Ministro Speranza – ha aggiunto – e al Presidente Bonaccini dell’impegno profuso nel portare a compimento la vicenda contrattuale. Siamo stati accolti, siamo stati ascoltati, siamo stati compresi e ci siamo accordati assumendoci ciascuno le proprie responsabilità. E se c’è stato un lungo periodo di stallo per la conclusione, il motivo è dipeso da quelle autorità regionali che hanno disconosciuto o ignorato l’obbligo che gli veniva dalle trattative portate a compimento. Ringraziamo le Regioni che hanno invece risposto responsabilmente a quanto concordato. Anche se ce ne sono ancora molte che mancano all’appello, è stato proprio il gesto di quei pochi che ci ha consentito di trovare la spinta interna per firmare, pur con tanti interrogativi in sospeso, il pur legittimo rinnovo del contratto”.

“Vorrei sottolineare – ha detto ancora Bebber - che l’esserci messi a completo servizio dell’emergenza sanitaria del Paese, come era giusto fare, è costato, alla gran parte delle nostre strutture, un enorme sacrificio gestionale dovuto all’interruzione dell’attività ordinaria; ciò ne ha messo in pericolo la sussistenza stessa e, con questa, il posto di lavoro per migliaia di dipendenti. Siamo anche stati esposti, spesso senza ragione, alla gogna mediatica. In pochi hanno riconosciuto la mole di lavoro svolta, le vite umane sacrificate, le enormi difficoltà affrontate, in alcuni casi anche perché sprovvisti della dovuta assistenza. Abbiamo stretto i denti, resistito e ripreso il lavoro per tutti. E mentre ci accingiamo a riorganizzarci per affrontare insieme il temuto nuovo impatto dell’emergenza Covid 19, senza farci cogliere impreparati per assistere come si deve quanti potranno essere colpiti dalla pandemia, veniamo incontro alle sacrosante richieste dei nostri collaboratori con grande senso di responsabilità, nell’ottica, mi sia consentito dirlo, della testimonianza del coraggio cristiano. Per molti di noi, infatti, è stato un ‘firmare al buio’.”

Ma non è finita. “Ci sono altri nostri collaboratori – ha concluso il Presidente – che attendono il rinnovo del loro contratto. Ci auguriamo che sia imboccata presto per loro la stessa strada che ci vede oggi qui a gioire”. Il riferimento del Presidente riguarda i lavoratori delle rsa e dei centri di riabilitazione. 
 
Intanto ecco cosa prevede il contratto per la Sanità Privata relativo al triennio 2016-2018, come spiegato ieri da Fp Cgil, Cisl e Uil. “Sul fronte salariale stabilisce un incremento pari al 4,21%, per un valore medio mensile di 154 euro (categoria D), e un’una tantum di 1.000 euro per tutti i lavoratori erogata in due tranche, amplia la sfera dei diritti prevedendo l’allargamento e la piena esigibilità dei permessi retribuiti, fra i quali il diritto a 12 ore annue per viste mediche ed esami diagnostici”.
 
Sulla malattia, spiegano ancora Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, “si separa il comporto di quest’ultima da quello dell’infortunio, escludendo dal comporto i giorni per le terapie salvavita e i giorni successivi di assenza dal lavoro dovuti agli effetti collaterali. Sulle ferie si garantiscono almeno 15 giorni di calendario consecutivi dal 15 giugno al 15 settembre. Si prevede la costituzione di un fondo a carico delle aziende per la formazione e l’aggiornamento professionale, garantendo l’acquisizione dei crediti Ecm. Nell’orario di lavoro vengono garantiti 14 minuti di tempi di vestizione compresi nell’orario. Alla voce riposo giornaliero c’è la previsione di 11 ore di riposo consecutive senza deroghe, inoltre la prestazione massima dell’orario giornaliero non può superare le 12 ore e viene introdotto un articolo sull’orario di lavoro flessibile”.
 
Ancora, aggiungono, “sul tema diritti si introducono le ferie solidali per i lavoratori in situazioni di difficoltà personale. Quanto alle relazioni sindacali, si potenzia la contrattazione aziendale, l’informazione e l’introduzione del confronto con le organizzazioni sindacali. Sul tema aggressioni si inserisce per la prima volta in un contratto nazionale un articolo specifico che affronta il contrasto alle aggressione al personale. Prevista, sul tema occupazione, una clausola di stabilizzazione per i lavoratori a tempo determinato per contrastare il lavoro precario. Infine sulla rappresentanza si attribuiscono un incremento di ruolo alle delegate e ai delegati, sia Rls che Rsu”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

08 ottobre 2020
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