Numero chiuso? Sono altre le urgenze da affrontare

Numero chiuso? Sono altre le urgenze da affrontare

Numero chiuso? Sono altre le urgenze da affrontare

Gentile direttore,
a proposito della carenza di medici ferve il dibattito sul numero chiuso alla facoltà di Medicina e notiamo qualche sfasatura. Intanto faccio una precisazione. La dizione corretta è numero programmato. Ciò richiede quindi capacità di programmazione. Visti i risultati, è proprio ciò che è mancato. 70.000 sono i candidati ad entrare a Medicina. 10.000 sono i posti a disposizione. 7.000 sono i posti dei corsi di specializzazione, di cui una parte significativa si perde per incapacità di programmazione del sistema. 2.000, solo da quest’anno, sono i posti per i corsi di medicina generale.
Ogni anno aumentano i candidati ai corsi di specializzazione. Nel 2017 14.435 e nel 2018 16.046.

La carenza di medici è di oggi e se dall’anno prossimo verrà abolito il numero programmato, tra 12 anni, nella migliore delle ipotesi, avremo dei medici formati in più.

Capisco che si debba guardare lontano, ma la carenza è di adesso ed a proposito di questo ci sono dei fatti che incombono a breve e di cui pochi parlano.
In assenza di provvedimenti mirati, da luglio prossimo sarà in vigore la nuova abilitazione, che sugli organi di stampa era stata presentata come “laurea abilitante”, poi declassata con ottimismo a “il primo passo verso la laurea abilitante”.

Il decreto si può trovare qui a pagina 5. Le conseguenze di questo decreto peseranno ulteriormente sulla già grave carenza di medici, a causa della maggiore difficoltà a superare l’esame di abilitazione.

Questa difficoltà non è ipotizzata da noi ma dal Consiglio di stato, il cui parere è citato dal decreto stesso. “E’ dunque intendimento dell’amministrazione migliorare l’“efficacia selettiva” dell’esame di Stato rispetto a quello attuale”. Il parere del Consiglio di Stato si può trovare qui.

Da sempre l’abilitazione alla professione di medico è obiettivamente facile. D’altra parte, attualmente, per diventare medico formato ci sono già due imbuti, l’ingresso in Università e l’ingresso nelle scuole di specializzazione oppure al corso di Medicina Generale.

Questo nuovo esame per essere abilitati quindi determinerà un’ulteriore carenza di medici.

Gli studenti che dovranno affrontare il nuovo esame sono ovviamente preoccupati al punto che in breve tempo abbiamo raccolto più di 8000 firme.

Ma la preoccupazione è anche dei cittadini che soffriranno per un’ulteriore carenza. Nonostante il fatto che questo sia un problema che si verificherà tra un breve tempo, si discute invece dell’accesso alla facoltà di Medicina.

Noi di ALS, che rappresentiamo più di 2350 giovani medici e studenti di medicina, abbiamo avuto risonanza per il nostro lavoro sulle borse perse, ma non troviamo, su questo problema, adeguato ascolto. Sulla stampa, con le Università, con il governo.

Le Università non mi stupiscono. È più facile per loro vedere aggiunti altri esami che migliorare la qualità della preparazione attraverso una pratica clinica. Ma per quanto riguarda governo e stampa, non riesco a capire.

I medici non mancano. Mancano specialisti, mancano medici di famiglia.

Quest’anno si sono presentati più di 16.000 candidati ai corsi di specializzazione, per meno di 7.000 posti. E vogliamo fare altri laureati?

E a che scopo se gli rendiamo difficile l’accesso all’abilitazione ed ai corsi di specializzazione ed ai corsi di medicina generale?

Noi di ALS – Fattore 2a siamo fortemente contrari all’abolizione del numero programmato a medicina.

Altre sono le cose da fare:

1) Modificare il decreto della nuova abilitazione. Per questo serve solo la volontà politica essendo un’operazione a costo zero.

2) Aumentare i posti del sistema formativo: medicina generale e specializzazione

Massimo Minerva
Presidente dell’Associazione ALS – Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a 

25 Settembre 2018

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