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Non è colpa nostra se ci sono pochi Pronto soccorso privati

15 GEN - Gentile Direttore,
in merito alle precisazioni dell’Anaao Assomed, a seguito del mio intervento, desidero ribadire che Aiop ha reiteratamente dichiarato che ritiene necessario rivedere il DM n. 70 del 2015, proprio in relazione alle molteplici criticità dallo stesso generate. Mi riferisco, ad esempio, a quelle relative agli standard della cardiochirurgia che, come da noi in passato dimostrato e rappresentato alle Istituzioni, comportano dei paradossi, davvero inaccettabili, relativamente all’offerta e che, pertanto, vanno corretti, perché la risposta alla domanda dell’utenza possa essere, adeguatamente, soddisfatta.
 
Analogamente, Aiop ritiene che gli standard per la rete dell’Emergenza-Urgenza vadano modificati, così come vada consentita la diffusa possibilità agli ospedali accreditati di potere avere il P.S. ed essere inseriti nella rete dell’emergenza-urgenza, come, per altro, già avviene in quelle realtà regionali che hanno una programmazione maggiormente evoluta.

 
Come Aiop ha già rilevato, la ricerca di una soluzione al problema della “emergenza-urgenza” e dei numerosi e, sovente impropri, accessi ai Pronto Soccorso, certamente, non può essere rimandata.
 
Siamo convinti che, in questo ambito, la componente di diritto privato del SSN possa rappresentare una risorsa importante da utilizzare a vantaggio dell’intero SSN.
 
Va, tuttavia, ricordato che, allo stato attuale, esistono delle indubbie difficoltà e degli ostacoli normativi che si frappongono al raggiungimento di questo obiettivo.
 
E’ necessario, infatti, rilevare che, da un lato, la componente di diritto privato ha, da sempre, garantito la propria disponibilità a contribuire alla definizione di un progetto condiviso di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera, che preveda la presenza della componente di diritto privato nella rete di emergenza-urgenza, in base ai diversi livelli gerarchici di complessità.
 
Dall’altro però, ad oggi, né il DM n 70/15 (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”), né le Regioni, tranne qualche rara eccezione con la quale sarebbe interessante operare un benchmark, coinvolgono le aziende di diritto privato all’interno della rete di emergenza-urgenza, con le ovvie conseguenze negative che tutti conosciamo sulla qualità dell’assistenza e che, invece, meritano una risposta tempestiva .
 
In molte occasioni e in diversi ambiti territoriali, infatti, quando le strutture hanno avanzato richieste per avere il P.S., le Terapie intensive o le UTIC, è stata registrata una indisponibilità da parte delle amministrazioni regionali a concedere questi ambiti di attività.
 
Di contro, non può essere non rilevato che le strutture accreditate hanno, altresì, sempre assicurato la loro disponibilità a contribuire a ridurre le attese al P.S. accogliendo i pazienti trasferiti dai vari P.S. del pubblico, disponibilità che, operata in questo modo, con tempistiche non certamente agevoli per i pazienti, non può, da sola, soddisfare la domanda di salute dei cittadini.
 
In considerazione di quanto sopra, a nostro avviso, la soluzione per limitare le attese nei Pronto Soccorso può essere individuata, oltre che nell’uso più appropriato dei posti letto per acuti (tema già noto, che meriterebbe altrettanta attenzione perché, sovente, si hanno delle degenze inappropriate, quantomeno nella loro durata media), anche tramite l’istituzione di ulteriori P.S. nella componente di diritto privato del SSN.
 
Aiop desidera, una volta ancora, ribadire che ha ben chiare le criticità di sistema esposte dall’Anaao Assomed e che ritiene assolutamente auspicabile per la soluzione delle inefficienze, sin qui evidenziate, la piena integrazione ed equiparazione delle strutture ospedaliere di diritto pubblico e di diritto privato anche all’interno del sistema dell’emergenza-urgenza, insieme ad un efficiente utilizzo delle risorse finanziarie che, nel pubblico come nel privato, devono essere finalizzate, esclusivamente, alle prestazioni effettivamente erogate agli utenti.
 
In considerazione di quanto sopra, ritengo che sia auspicabile che chi ha l’onere e l’onore delle scelte di programmazione sanitaria possa affrontare il tema, con un confronto virtuoso tra le parti al quale offriamo, da subito, la nostra disponibilità. L’obiettivo che Aiop vuole contribuire a raggiungere, e che sono certa sia comune a tutti gli operatori del SSN, è quello di individuare soluzioni idonee a garantire l’eliminazione delle persistenti inefficienze e un miglioramento della qualità complessiva dell’assistenza ospedaliera a vantaggio dei pazienti.
 
Barbara Cittadini
Presidente Nazionale AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata

15 gennaio 2020
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