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Giornata mondiale per la sicurezza del paziente. Ecco cosa è emerso dal congresso Isqua e Insh

di Riccardo Tartaglia e Vittorio Fineschi

17 SET - Gentile direttore,
oggi è la giornata mondiale per la sicurezza del paziente, l’occasione per celebrare tutte quelle iniziative per migliorare la qualità delle cure e assicurare a tutti i cittadini l’assistenza sanitaria (universal health coverage). La giornata coincide con la pubblicazione di un report sul 37° congresso della International Society for Quality in Health Care, organizzato da ISQua e INSH con la collaborazione del Centro GRC toscano.

L’evento che doveva essere tenuto in presenza a Firenze, dopo vari rinvii è stato virtuale anche se gli italiani hanno partecipato con importanti sessioni e relatori (Walter Ricciardi, Silvio Brusaferro, Giovanni Rezza, Claudio Cricelli ecc.). Il titolo dell’evento è però rimasto legato alla città dove è stato proposto e organizzato, Firenze: "Emotion, Ispiration, Creativity: Pathway to global health”.

La partecipazione online ha visto collegati 1050 delegati in rappresentanza di 83 paesi, anche la partecipazione italiana è stata numerosa con alcune sessioni organizzate da Milena Vainieri della Scuola Santanna di Pisa e Vittorio Fineschi dell’Università “La Sapienza”. Sono stati presentati oltre 200 contributi orali e 344 poster.


Jeffrey Braithwaite (Presidente ISQua), chair della conferenza, ha evidenziato l’alto livello dei risultati emersi dal confronto scientifico. Dopo 18 mesi di pandemia, tra i più difficili della nostra vita lavorativa, molti gli studi presentati e le esperienze ascoltate e discusse. Jeffrey Braitwaite ha elogiato il nostro Paese: “Durante tutta la conferenza, siamo stati fortemente motivati ​​dagli esempi di pura perseveranza e coraggio che l'intero sistema sanitario italiano ha dato al mondo. Attraverso i tanti relatori della conferenza virtuale, abbiamo beneficiato di nuove intuizioni, ricerche, e idee persuasive da parte dei colleghi. Insieme abbiamo esplorato modi per implementare al meglio percorsi e strategie per migliorare la sicurezza dei pazienti a livello globale. Gli italiani conoscono queste sfide tanto quanto chiunque nel mondo. Nelle prime settimane della pandemia, ne sono stati l'epicentro”.
 
La conferenza è stata aperta dal Sindaco di Firenze Dario Nardella e dal dr. Francesco Venneri segretario nazionale del Italian Network for Safety in Healthcare (INSH). Entrambi hanno offerto non solo calorose parole di benvenuto, ma anche comprensione ed empatia per i tempi difficili affrontati da tutti i delegati.

Nell’ambito della conferenza è stato consegnato il Peter Reizenstein Award per il miglior articolo pubblicato sull'International Journal for Quality in Health Care (IJQHC) nel 2020. E’ stato dato dopo una severa selezione a Johanna Westbrook e alla dott.ssa Louise Ellis dell'Australian Institute of Health Innovation l’ articolo “The 40 Health Systems, COVID-19 (40HS, C-19) studio" ha analizzato la capacità dei governi nel gestire la prima ondata della pandemia, la severità della risposta, l’ambito dei test e gli esiti.

L’analisi svolta in 40 paesi ha evidenziato come la capacità dei governi e le misure adottate si sono dimostrate insufficienti nel gestire la pandemia. Misure di rigore più estese non erano economicamente sostenibili. I test su vasta scala sono stati una delle chiavi di gestione della pandemia.
 
Walter Ricciardi, keynote speaker della conferenza, ha stimolato con una avvincente presentazione la discussione sul ruolo della leadership per affrontare la "tempesta perfetta" delle sfide del sistema sanitario: invecchiamento della popolazione, modelli migratori globali, malattie croniche e vincoli economici.

Il dottor Ron Wyatt (Stati Uniti) e la dr.ssa Yvonne Coghill (Regno Unito) hanno sollevato la questione in modo evocativo della crescente disuguaglianza nel sistema sanitario causate in parte dal razzismo. Questa è stata dichiarata una vera e propria crisi di salute pubblica negli Stati Uniti.
 
Altri importanti contributi sono stati presentati dal dottor Juang Wang-Chuan di Taiwan sull'implementazione di servizi olistici di supporto decisionale ospedaliero, basati sull'apprendimento automatico. La dottoressa Maria Magalhaes, il dottor Mansur Nacime e il dottor Barreto Paloma (Brasile) hanno presentato una ricerca condotta in 10 ospedali pubblici brasiliani su un modello di apprendimento organizzativo strategico per migliorare la conformità delle procedure operative di sicurezza.

La dottoressa Frances Mortimer, Regno Unito e il dottor Sumaia Al-Ariki, hanno discusso su come mantenere la qualità e la sicurezza in periodi di grande stress socio-economico, che si tratti di una pandemia, un disastro nazionale, una guerra o un attacco terroristico. La grande domanda che è stata posta: "Come possiamo rimanere al sicuro, efficaci e centrati sulla persona in tutte le situazioni?"

Il dottor Al-Ariki ha fornito un resoconto della crisi in Yemen, dove circa 21 milioni di persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, compresi 11 milioni di bambini. Solo la metà delle strutture sanitarie del Paese è operativa e non ci sono medici in 67 dei 333 distretti dello Yemen. La più grande crisi umanitaria che si possa immaginare sta infuriando proprio adesso.
 
Abbiamo anche appreso dalla professoressa Joanne Travaglia, Australia, come i gruppi emarginati o minoritari all'interno della società possano essere a maggior rischio di danni iatrogeni. Il tema trasversale del professor Travaglia ha applicato la lente dell'epidemiologia sociale per informare una revisione dell'incidenza del danno.

La professoressa Pascale Carayon, statunitense, ha fornito una prospettiva sui fattori umani e sull'ingegneria dei sistemi per affrontare i problemi di qualità. Il professore associato Robyn Clay-Williams, Australia, si è concentrato sui dipartimenti di emergenza e sui fattori umani e l'ergonomia che contribuiscono alla resilienza in questi ambienti specializzati.

Il professor Trish Greenhalgh, Regno Unito, tra i ricercatori più innovativi a livello internazionale tra tutti coloro che si occupano di indagini sui servizi sanitari, ha fornito un nuovo quadro concettuale per la pianificazione e la valutazione dei servizi di consultazione a distanza. L'espansione delle consultazioni tramite telefono o video e la promozione di siti Web per l'autogestione è stata indotta dalla pandemia, ma da allora è stata adottata dal Servizio sanitario nazionale (NHS) del Regno Unito come metodo predefinito. Il professor Greenhalgh ha discusso delle sfide politiche, organizzative, tecniche, relazionali e cliniche.
 
I dottori Ifeoma Tony-Monye, ​​Sandra Esin, Derick Nwosu e Joseph Enegela hanno condiviso le intuizioni del programma nigeriano per migliorare la qualità dell'assistenza ai pazienti arruolati nelle strutture di cura e trattamento dell'HIV.
 
Gli Italiani hanno partecipato con numerosi relatori a un simposio su come è stata gestita la Pandemia in Italia, oltre ai principali protagonisti nella gestione della pandemia nel nostro paese, hanno partecipato anche alcuni dei ricercatori dimostratisi più attivi nell’ambito della qualità e sicurezza delle cure (Fidelia Cascini, Micaela La Regina). E’ stata tenuta inoltre da Vittorio Fineschi una special session sulle problematiche di medicina legale durante COVID.
 
In una sessione sui metodi di analisi degli eventi avversi con Charles Vincent, Helen Higam e Tommaso Bellandi, coordinata da Riccardo Tartaglia, il London Protocol è emerso come una delle metodologie di analisi più complete degli incidenti.

Di grande interesse inoltre una sessione organizzate da Dedalus sui “Certified Clinical Information System” con la partecipazione del suo amministratore delegato Giorgio Moretti, Jeffrey Braithwaityer ed Eric Holnagel e coordinata da Alessandro Pollini (BSDesign) e una da Masimo, una multinazionale specializzata nel campo dei medical device, sul telemonitoraggio domiciliare dei pazienti con COVID con Paul Barach, Stavros Prineas, Josep Redon, Giovanni Sbrana e Chiara Parretti.
 
Un dato interessante fornito da molti partecipanti alla conferenza mediante un sondaggio è stato che l'85% degli intervistati ha ritenuto l'esperienza virtuale conveniente e il 90% consiglierebbe una conferenza virtuale al proprio collega.
 
Il prossimo congresso ISQua sarà in Australia a Brisbane dal 17 al 20 ottobre 2022. L’organizzerà Jeffrey Braithwaite, direttore e fondatore del Australian Institute of Innovation, una delle menti considerate oggi tra le più brillanti e acute sui temi della qualità delle cure a livello mondiale.

Riccardo Tartaglia, Co-chair ISQua e Presidente Onorario ISQua
 
Vittorio Fineschi, Conference Presidente INSH e  Università La Sapienza 

17 settembre 2021
© Riproduzione riservata


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