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QS Edizioni - lunedì 1 giugno 2020

Lavoro e Professioni

Medicina generale. Sanofi sigla accordo con Fimmg e Simg per formare i medici del futuro

immagine 23 aprile - Una innovativa forma di collaborazione dedicata alla formazione dei medici di medicina generale su tematiche cliniche in costante evoluzione come l’ambito cardio-metabolico, la prevenzione e la gestione della cronicità
Dal cambiamento generazionale atteso nei prossimi anni nella professione dei medici di medicina generale alla centralità della relazione con il paziente, con una particolare attenzione alle tematiche assistenziali emergenti, nell’ottica di migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolar modo cronici e con fragilità. È questa l’idea alla base protocollo d’intesa di prospettiva triennale siglato tra Sanofi Italia, Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg).

L’accordo prevede la partecipazione tra le parti finalizzata allo sviluppo di progettualità volte a formare i medici del futuro su tematiche cliniche in costante evoluzione come l’ambito cardio-metabolico, la prevenzione e la gestione della cronicità. Avranno inoltre una particolare rilevanza in questo percorso condiviso l’identificazione di un corretto orientamento in caso di emergenza sanitaria, picchi di gestione di condizioni o patologie stagionali.

“Attraverso la sottoscrizione di questo accordo, stiamo contribuendo a costruire le basi per una revisione sostanziale del Sistema Sanitario, del ruolo delle singole professioni e delle relazioni tra professionisti, autorità sanitarie e tutti gli attori che compongono il mondo della salute”, ha commentato Claudio Cricelli, Presidente Simg.
 
“Oggi più che mai è infatti necessario riuscire a identificare gli elementi di convergenza sui quali poter lavorare in maniera sempre più sinergica. La professione del medico di medicina generale ha e avrà sempre più bisogno di strumenti moderni di formazione e di verifica delle conoscenze scientifiche: in questo l’unione delle forze, in maniera coordinata, con il mondo dell’industria rappresenta un elemento fortemente strategico. Tutti noi, indipendentemente dal nostro ruolo, siamo consapevoli di far parte di un processo evolutivo che negli ultimi tre mesi ha avuto un’accelerazione straordinaria e per il quale sarà necessario un nuovo modello di collaborazione, al quale questo protocollo d’intesa si ispira”.

Cambiamento generazionale della professione e un innovativo programma di formazione per i medici saranno i punti centrali del programma di collaborazione, che “aiuterà a considerare anche la variazione dei modelli di offerta di salute e di evoluzione dello stesso rapporto medico paziente nella medicina generale”, ha spiegato Silvestro Scotti, Presidente Fimmg. “Tale rapporto potrà essere caratterizzato da modelli di fiduciarietà evoluta, ovvero diretta o indiretta attraverso la tecnologia e il contatto a distanza, tali presidi determineranno necessità di approfondimenti formativi sulla gestione di una diagnostica smart o attraverso device gestiti dal paziente in diretta connessione con una nuova medicina generale, forte nelle nostre intenzioni di un microteam professionale che possa differenziare compiti, carichi e competenze debitamente tutte formate all’obiettivo delle migliori pratiche”, ha proseguito.

Sanofi, dunque, al fianco della medicina generale: “Siamo felici di poter annunciare la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa che ci vedrà coinvolti in un’inedita alleanza a tre nel fronteggiare le trasformazioni necessarie e le sfide che il nostro Sistema Sanitario dovrà affrontare già nell’immediato futuro”, ha dichiarato Marcello Cattani, Country Lead e Direttore Generale di Sanofi in Italia. “Si tratta di un percorso condiviso che conferma ancora una volta l’impegno di Sanofi nelle sfide quotidiane per un miglioramento complessivo dell’accesso alla salute e del benessere delle persone, che passi dal contributo alla formazione dei medici di medicina generale del futuro, alla prevenzione e al ripensamento di modelli di presa in carico dei pazienti che vivono con una condizione cronica”.
23 aprile 2020
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