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Bolzano. Lo strano caso di Thomas Schael. Il Dg di una Asl che eccelle cacciato per l’assicurazione scaduta

La Giunta ha motivato la decisione di rescindere anticipatamente il contratto di Schael accusandolo di aver lasciato scoperti i dipendenti dall’assicurazione per colpa grave (la versione dell’ex dg è che la Giunta insistesse per prorogare la vecchia polizza, costosa e pagata in buona parte dal contribuente). Che possa avere influito alla sua impopolarità  anche l’essere a favore dei vaccini in un territorio a forte spinta no-vax? Sicuramente non sono stati i risultati economici e sanitari, visto che in questi ambiti anche il Piano Nazionale Esiti e il Rapporto Crea Sanità certificano il successo di Schael.

05 SET - La Giunta di Bolzano si prepara a scegliere un nuovo Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige (Asdaa) dopo la vicenda “assicurazioni” che poche settimane fa ha portato allo scioglimento anticipato del contratto di Thomas Schael, alla guida dell’Azienda da giugno 2015.

Nè la Giunta né Schael hanno mai fornito dettagli sulla vicenda: la Provincia ha accusato l’ex Dg di aver lasciato i dipendenti senza assicurazione per colpa grave; di contro, fonti vicine a Schael, sottolineano come l’ex dg non abbia voluto assecondare la Giunta nella scelta di prorogare la polizza in atto perché troppo costosa e pagata in buona parte dal contribuente. La quota più grande della polizza dei dipendenti, infatti, sarebbe pagata dall’Azienda nell’ambito dell’assicurazione che copre le responsabilità dell’Azienda stessa. Questo in contraddizione, fanno notare, con la Legge Gelli, che prevede l’obbligo per il professionista di stipulare una propria assicurazione.


L’unica cosa certa è che il prossimo Dg dell’Asdaa riceverà da Schael una bella eredità, avendo l’Azienda alto atesina livelli di performance tra i migliori in Italia. Ma questo significa anche che il successore di Schael dovrà darsi da fare per non deludere le aspettative della Giunta provinciale, che a quanto pare non è disposta a fare sconti. Quanto meno non ne ha fatti all’ex Dg, nonostante i risultati raggiunti in tre anni di servizio.

D’altra parte Schael, prima di arrivare a Bolzano, si era fatto le ossa in realtà ben più dure. La sua esperienza nella sanità pubblica inizia infatti in Calabria, a fine 2005, dopo l'omicidio del Vice-Presidente Fortugno, su chiamata dell’allora assessore alla Salute e ex-Magistrato Doris Lo Moro. Nominato Direttore Generale dell’Asp Magna Grecia di Crotone, Schael ha messo in atto tutte le azioni necessarie per liberare l’Asp da zavorra e incrostazioni, eliminando prassi, regolamenti, procedure, interferenze, posizioni di lavoro inutili, processi e aree di attività inefficienti. Anche con l’aiuto delle forze dell’ordine e con la Procura della Repubblica.

L’esperienza gestionale nella sanità calabrese di Schael è ripresa anche nel libro di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio “La società sparente” sul binomio politica-'ndrangheta come causa della nuova emigrazione dalla Calabria: “La politica regionale premeva in negativo sul Direttore Generale dell’Azienda sanitaria di Crotone, Thomas Schael, un ingegnere tedesco chiamato per equilibrare i conti ma visto di traverso per la sua (dichiarata) resistenza alle clientele e all’illegalità”.

Non deve essere stato semplice neanche essere Commissario con delega alle attività amministrative dell’ASL Napoli 2 Nord, ruolo che Schael ha ricoperto tra agosto e novembre 2010, prima di approdare all’Agenas (2013-2015) in qualità di esperto SiVeAS (Sistema Nazionale di Verifica e Controllo sull’Assistenza Sanitaria), poi all’Ires Piemonte (gennaio-giugno 2015) come esperto HTA e Budget Impact Servizio Farmaceutico Regione Piemonte, affiancando la Regione nel Piano di rientro, e infine in Alto Adige, nel giugno 2015.

A Bolzano l’Azienda sanitaria, sotto la guida di Schael, ha registrato un risultato d’esercizio stabilmente positivo nel triennio della propria gestione con valori tra i 12,6 mln di euro nel 2017 e i 19,5 mln circa sia nel 2016 che nel 2015, dopo anni di leggera perdita. Si ricorda che la Provincia Autonoma di Bolzano (PAB), a differenza delle Regioni a Statuto Ordinario, provvede al completo finanziamento del Servizio Sanitario Provinciale con risorse proprie, senza quindi alcun trasferimento a carico del bilancio dello Stato.

Dal punto di vista della qualità assistenziale, quella della Provincia Autonoma di Bolzano è tra le migliori l’Italia. Il recente rapporto “La misura della Performance dei SSR” del Crea Sanità di Tor Vergata pone Bolzano al secondo posto, con un salto in avanti di ben sette posizioni rispetto all’edizione dell'anno precedente. Per il Piano Sanitario esiti, poi, la Pa di Bolzano è tra le Regioni con più strutture (tra il 30 e il 50%) che registrano livello di qualità elevato (insieme a Lombardia, Valle d’Aosta, Pa di Bolzano e Friuli Venezia Giulia).

Il tutto in un clima organizzativo favorevole. Nel 2016, infatti, l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha avviato un’indagine sul clima interno condotta dal Laboratorio Management e Sanità (MeS), Istituto di Management, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e rivolta ai dipendenti. Dall’indagine emerge che il 40% sia dei responsabili che dei dipendenti consiglierebbe ad altri colleghi di lavorare nell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, quasi il 50% è soddisfatto di lavorare presso l'Azienda sanitaria e più del 50% dichiara di essere orgoglioso di lavorare per il servizio sanitario dell'Alto Adige. Rispetto al management, il 37% dei dipendenti afferma che vengono prese in considerazione le proprie proposte di miglioramento.

Certo, neanche in Alto Adige tutto è perfetto: il sistema sanitario provinciale continua ad essere orientato verso una risposta principalmente ospedaliera, caratterizzata da un eccessivo ricorso ai ricoveri ordinari, seppure in diminuzione nel corso di questi ultimi tre anni di gestione; si è passati infatti da un valore di 172,67 per 1.000 abitanti nel 2014 a 162,76 nel 2016 (valore appena al di sopra della soglia ministeriale posta pari a 160), e sotto i 160 nel 2017. E anche la capacità assistenziale del territorio presenta delle criticità.

Lo scorso marzo, poi, il licenziamento dell’ex direttore dell’ufficio edilizia dell’ospedale di Bolzano, accusato di corruzione.

Ma più che questo, sul destino di Schael potrebbero avere giocato un ruolo decisivo altre questioni “impopolari”, come evidenziato anche da fonti vicine all’ex dg. L’introduzione del tetto reddituale di 240.000 euro a partire a tutti i dirigenti medici e amministrativi, ad esempio. O la sua posizione a favore delle vaccinazioni in un territorio a forte spinta no-vax (neanche la Giunta ha mai dimostrato particolare entusiasmo per la legge sull’obbligo). Oppure la chiusura dei due punti nascita di Vipiteno e San Candido, salvando per quello di Silandro, nonostante fosse anch’esso sotto i 500 parti annui, mettendo in atto tutto il necessario per garantire i requisiti imposti a livello statale. O semplicemente il fatto che lo “sgombero delle influenze politiche sui Direttori Generali in Sanità è ancora un tema non risolto”.

05 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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