Toscana. Pediatri in “rete” per un’assistenza migliore

Toscana. Pediatri in “rete” per un’assistenza migliore

Toscana. Pediatri in “rete” per un’assistenza migliore
Si tratta di una rete ideata per valorizzare le competenze dei singoli nodi che la compongono (aziende, specialisti), costruita intorno a percorsi assistenziali. Tra le novità anche le “cliniche di transizione”, create per seguire i pazienti nel passaggio bambino-adolescente-adulto.

“La Regione dedica da anni grande attenzione all’area materno infantile, pediatrica, neonatologica. Il bambino, l’adolescente e la sua famiglia sono ora al centro dell’ulteriore sviluppo della rete pediatrica regionale, uno sviluppo che sempre di più pone al centro il bambinoe garantisce l’innovazione e la ricerca della cura, valorizzando le eccellenze presenti nel nostro territorio”. Con queste parole l’assessore per il diritto alla Salute, Daniela Scaramuccia, è intervenuta al convegno su “La rete pediatrica regionale”, nell’Aula Magna dell’Aou Meyer, per presentare il documento che andrà a disegnare la rete pediatrica regionale.

Si tratta del frutto di un impegno che per tre mesi ha coinvolto tutti i professionisti della Regione, le Aziende sanitarie, le Aziende Ospedaliero universitarie, la Fondazione Monasterio e che si è ulteriormente arricchito dei contributi emersi dalla Conferenza di consenso, promossa dal Consiglio sanitario regionale. Il documento nasce dunque da una condivisione ampia e partecipata, che valorizza tutte le eccellenze sparse per la Toscana. Una Rete che prevede una condivisione complessiva tra la Regione, le Aree Vaste e per l’occasione la ricostituita Commissione sanitaria regionale.
Con l’occasione è stata anche rinominata la commissione pediatrica regionale che, nell’ambito del consiglio sanitario, ha il compito di definire le linee guida e i percorsi assistenziali della rete pediatrica.


Il modello ispiratore della rete è il cosiddetto “web model”, una rete collaborativa orientata a promuovere e valorizzare le competenze dei singoli nodi che la compongono (aziende, specialisti), costruita intorno a percorsi assistenziali. L’assenza di organizzazione gerarchica dei vari “nodi” e la conseguente valorizzazione di ciascuna specificità si armonizzano con un assetto organizzato per complessità di cure.
Tra le novità salienti del documento, le “cliniche di transizione”, che prevedono l’articolazione della rete pediatrica con il sistema di cure dell’adulto, per poter seguire i pazienti (in particolare quelli di alcune patologie come diabete, fibrosi cistica, nefropatie, malattie reumatologiche e dermatologiche) nel delicato passaggio bambino-adolescente-adulto.

31 Marzo 2012

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