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Giornata internazionale della medicina omeopatica. L’80% degli italiani la conosce e il 20% la utilizza almeno una volta l'anno

La ricerca, diffusa oggi dall'Amiot, ed effettuata con oltre 2mila intervista su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne italiana, offre uno spaccato sui comportamenti, gli usi e le tendenze degli italiani nei confronti di un settore che, nonostante la crisi, continua a crescere ed essere utilizzato dagli italiani. 

11 APR - L’Associazione medica italiana di omotossicologia (Amiot) diffonde oggi in occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica - i dati emersi dal sondaggio che Omeoimprese, l’associazione che riunisce le maggiori aziende italiane produttrici di farmaci omeopatici, ha commissionato al gruppo Emg, che ha effettuato oltre 2 mila interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.
 
Più del 20% degli italiani utilizza medicinali omeopatici almeno una volta l’anno e il 4,5% della popolazione si affida alle cure complementari con una frequenza quotidiana o settimanale. In generale, la medicina omeopatica è conosciuta dall’80% degli intervistati e chi ricorre all’omeopatia lo fa mediamente da 6,5 anni e ha iniziato, ad esempio, su consiglio del farmacista (22,6%), di parenti e amici (21,7%), del medico generico (15,3%) o da indicazioni di uno specialista (14,1%).

Dal sondaggio emerge che il 60,4% degli utilizzatori di medicinali omeopatici sono donne per lo più di un’età compresa tra i 35 e i 54 anni. Oltre la metà degli utilizzatori (53,7%) ha un’istruzione superiore. Anche la distinzione geografica si fa notare: chi vive nel Nord-Ovest ha maggiore dimestichezza con la medicina omeopatica (34,4%); seguono Nord Est (21,9%); Centro (16,2%); Sud (14,7%) e infine le Isole (12,8%).

 
Con l’omeopatica gli italiani curano soprattutto riniti, raffreddori, influenze (63,6%); dolori articolari o muscolari (30,4%); allergie e problemi all’apparato respiratorio (21,8%). Il farmaco più popolare è l’arnica, usato più frequentemente dal 14,4% degli italiani e, al momento, è tramontata la “moda” dei fiori di Bach, cui ricorre il 5,9% degli intervistati. In generale chi utilizza i medicinali omeopatici lo fa sempre di più e nel corso del tempo il trend è cresciuto del 2,8%, con una cresciuta anche nell'utilizzo di farmaci omeopatici soprattutto in pediatria (infatti quasi 3 italiani su 10 li utilizzano per i bimbi, in particolare dai sei anni in su, soprattutto per infezioni respiratorie).


Inoltre è stato indagato ciò che la gente pensa della medicina omeopatica: anche tra chi non utilizza l’omeopatia è evidente che la maggior parte degli italiani è consapevole del fatto che i medicinali complementari possano risolvere molti disturbi di salute (57%) e li giudichi medicinali a tutti gli effetti (48%).


Infatti il maggior vantaggio rilevato dall’utilizzo dei farmaci omeopatici è legato all’assenza di effetti collaterali e di controindicazioni (18,2%). Il 15,5% li usa perché non sono tossici e l’11,9% perché ritiene siano particolarmente adatti contro disturbi meno gravi quali l’ansia, lo stress, la cistite, la gastrite. Al contempo, però, il 18,6% degli intervistati continua a pensare che l’omeopatia sia meno efficace della medicina tradizionale, mentre un altro 18% contesta il fatto che le terapie siano troppo lunghe. Per il 17,5% degli intervistati i costi dei medicinali omeopatici sono troppo alti, sebbene vi siano degli studi certificati secondo cui l’utilizzo di questo tipo di farmaci porti un diretto risparmio al servizio sanitario nazionale.


Infine, dalla ricerca emerge che chi cerca informazioni sui medicinali omeopatici e il loro utilizzo si rivolge in farmacia (40,6%) anche se il 39,3% pensa che sia una fonte da implementare, mentre il 34,6% degli intervistai si aspetta che sia il medico generico a fornire informazioni sull’omeopatia.

11 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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