Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Ecdc invia esperti: “Rischio di importazione in Europa molto basso”

Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Ecdc invia esperti: “Rischio di importazione in Europa molto basso”

Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Ecdc invia esperti: “Rischio di importazione in Europa molto basso”

L’ECDC rafforza il supporto alla risposta all’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, con l’invio di due epidemiologi nell’area al centro del focolaio. Secondo le ultime valutazioni del Centro europeo, il rischio di importazione nell’Unione europea resta molto basso, pur non potendosi escludere casi sporadici. LE LINEE GUIDA IN AEREO IL DOCUMENTO OPERATIVO

Con la situazione legata all’epidemia di Ebola ancora critica nella Repubblica Democratica del Congo, l’ECDC annuncia il dispiegamento di esperti nel Paese per rafforzare il supporto nel cuore del focolaio.

“ECDC sta aumentando la propria presenza sul campo per contribuire a una risposta efficace a questa epidemia, che ha già causato molte vittime”, ha dichiarato Pamela Rendi-Wagner, direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. “Questa settimana ECDC invierà due epidemiologi in DRC per rafforzare la sorveglianza e la risposta complessiva all’epidemia”.

Il nuovo invio di esperti avviene sotto la leadership del Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo e dell’OMS. Tutti i dispiegamenti sono coordinati dalla EU Health Task Force e realizzati in stretta collaborazione con le autorità nazionali, i partner europei e quelli internazionali.

Rischio per l’Europa “molto basso”

Secondo l’ultima modellizzazione dell’ECDC, il rischio di importazione nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo dall’area interessata dall’epidemia resta molto basso.

Il Centro europeo precisa che importazioni sporadiche sono possibili, ma che molteplici importazioni indipendenti risultano improbabili anche in uno scenario pessimistico, nel quale il numero di casi continuasse ad aumentare nelle regioni colpite.

Una precedente valutazione ECDC, richiamata anche nei documenti operativi per la preparazione degli Stati membri, indicava per la popolazione generale dell’UE/SEE un rischio complessivo molto basso e stimava il rischio di importazione in circa un caso ogni 24mila viaggiatori provenienti dalla principale area del focolaio, con un intervallo di incertezza tra 13mila e 54mila.

Supporto diretto dall’inizio del focolaio

L’ECDC sta fornendo supporto diretto dall’inizio dell’attuale epidemia, con esperti dispiegati già da maggio a sostegno di Africa CDC.

A giugno, il Centro europeo ha guidato una valutazione dello screening in uscita negli aeroporti della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, mentre altri esperti sono stati inviati anche in Sud Sudan. Il nuovo dispiegamento si inserisce quindi in una risposta internazionale più ampia, che punta a rafforzare sorveglianza, capacità di identificazione dei casi, gestione dei contatti e coordinamento tra autorità nazionali e partner esterni.

Preparazione degli Stati europei: le checklist operative

Per aumentare la preparazione dei Paesi europei, l’ECDC ha sviluppato checklist pratica destinata alle autorità nazionali, utile a rivedere le procedure interne e rafforzare la prontezza dei sistemi in caso di necessità. Il documento di preparedness è dedicato alla gestione e risposta a eventuali casi importati di Ebola in un Paese UE/SEE e propone checklist operative per sostenere la pianificazione nazionale.

Le aree di pianificazione individuate sono quattro: il primo contatto con il sistema sanitario di una persona potenzialmente infetta; il trasporto interno di un caso sospetto, probabile o confermato; la struttura di trattamento designata; e l’eventuale evacuazione medica di un paziente con Ebola. Tutte le aree, sottolinea l’ECDC, devono funzionare in modo coordinato con i servizi di sanità pubblica per prevenire ulteriore trasmissione nella comunità.

Per i punti di primo contatto (come servizi di soccorso, punti di ingresso, ambulanze, ambulatori, cliniche e pronto soccorso) l’ECDC indica tre obiettivi: identificare rapidamente una persona sotto indagine o un caso probabile, isolarla e fornire le prime cure di supporto proteggendo operatori e altre persone, quindi informare le autorità di sanità pubblica e coordinare il trasferimento sicuro verso una struttura designata.

Tra gli elementi richiesti rientrano protocolli per la gestione dei casi sospetti, procedure di notifica, formazione del personale, tracciamento dei contatti, misure di prevenzione e controllo delle infezioni, disponibilità di dispositivi di protezione individuale, disinfezione, gestione dei rifiuti e piani di comunicazione del rischio.

Il nodo dei viaggi aerei

L’ECDC ha inoltre aggiornato le linee guida RAGIDA sul rischio di trasmissione di malattie infettive in aereo, con un focus specifico sull’Ebola, per supportare le autorità sanitarie dopo l’identificazione di un caso sospetto o confermato durante o dopo un volo.

Il documento ricorda che l’Ebola non è considerata trasmissibile prima dell’inizio dei sintomi. Per questo, in relazione ai viaggi aerei, il punto chiave è stabilire se la persona soddisfacesse la definizione di caso applicabile e fosse sintomatica durante il volo.

In caso di sintomi compatibili durante il volo, l’equipaggio dovrebbe valutare la storia di esposizione del passeggero, informare il comandante, consultare il supporto medico disponibile e, se necessario, isolare il caso sospetto o proteggere i passeggeri vicini. Il comandante deve inoltre segnalare il sospetto caso di malattia trasmissibile all’aeroporto di destinazione e alle autorità sanitarie competenti prima dell’arrivo.

Tracciamento dei contatti entro 21 giorni

Secondo le indicazioni ECDC, il contact tracing dopo un volo va considerato se il caso viene identificato entro 21 giorni dal viaggio ed era sintomatico durante il volo. Il periodo di incubazione dell’Ebola, infatti, varia generalmente da 2 a 21 giorni. Se sono trascorsi più di 21 giorni, l’ECDC suggerisce di valutare un messaggio di sensibilizzazione rivolto a medici e professionisti di sanità pubblica.

Il tracciamento dovrebbe includere i passeggeri seduti entro un posto dal caso indice, l’equipaggio nella stessa sezione dell’aereo, il personale di pulizia della stessa sezione e le persone con contatto diretto noto o potenziale esposizione a fluidi corporei durante incidenti a bordo.

L’ECDC precisa anche che la condivisione dello stesso bagno non costituisce di per sé un’esposizione rilevante, salvo contaminazione con vomito, diarrea, sangue o altro materiale potenzialmente infettivo. Poiché la trasmissione richiede contatto diretto, la durata del volo non modifica da sola la decisione di avviare il tracciamento.

21 Settembre 2026

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