Assemblea Farmindustria. “Siamo ‘in salute’ ma serve una nuova governance per il futuro del farmaco”. E poi proposta sul payback: “Investire 1,5 mld restituito da aziende in innovazione”

Assemblea Farmindustria. “Siamo ‘in salute’ ma serve una nuova governance per il futuro del farmaco”. E poi proposta sul payback: “Investire 1,5 mld restituito da aziende in innovazione”

Assemblea Farmindustria. “Siamo ‘in salute’ ma serve una nuova governance per il futuro del farmaco”. E poi proposta sul payback: “Investire 1,5 mld restituito da aziende in innovazione”
Il comparto conferma il segno più. Investimenti in R&S aumentati del 15% negli ultimi due anni, domande di brevetto cresciute del 54% nel 2015 e più di 300 prodotti biotech in sviluppo. Dal 2014 sono 6.000 i nuovi assunti. E la produzione, grazie all’export, è arrivata a 30 mld di euro. Ma il problema è il futuro e le aziende mettono in guardia la politica. Scaccabarozzi: “Basta con ricette economicistiche”. LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE DI FARMINDUSTRIA - IL RAPPORTO

Occupazione, produzione e investimenti in ricerca e sviluppo in crescita. Il bilancio delle aziende del farmaco segnala un settore “in salute”. Ma se non cambia la governance si rischia di perdere il treno del futuro. È questo in sostanza il messaggio lanciato dall’Assemblea 2016 di Farmindustria che si tiene a Roma e in cui le imprese del ‘pharma’ fanno il punto in un clima che vede il comparto alla vigilia, sia di importanti riforme, dalla governance alla riforma di Aifa, fino al più recente provvedimento sul payback e al nuovo contratto sui farmaci per l’epatite c che si sta ridiscutendo.
 
“Siamo un’industria “in salute” capace di competere a livello internazionale, che ha bisogno però di una nuova governance per garantire la sostenibilità del sistema. Ma basta con ricette economicistiche basate su visioni a silos e spazio invece alla valutazione delle terapie in funzione dei risultati clinici e del costo complessivo della cura” ha rilanciato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi secondo cui “Per una politica del farmaco orientata al futuro sono necessarie misure coraggiose come, ad esempio, prevedere che il miliardo e mezzo e più restituito dalle aziende con il payback sia investito per i farmaci innovativi”.
 
In questo contesto in ogni caso Farmindustria scatta una fotografia come dicevamo positiva (vedi approfondimento con tutti i numeri)
 
L’occupazione è cresciuta: gli addetti nella farmaceutica sono aumentati dell’1%, soprattutto in produzione e ricerca (+3%), arrivando a 63.500. I nuovi assunti sono stati 6.000, il 20% in più rispetto ai 5 anni precedenti. E la metà sono under 30, a dimostrazione che le imprese guardano al futuro scommettendo sull’entusiasmo dei giovani.
 
Bene anche la produzione, che ha registrato un balzo in avanti, oltre 30 miliardi, grazie alla forza trainante dell’export (22 miliardi, pari al 73%). Esportazioni che dal 2010 sono cresciute del 57% rispetto a una media dei Paesi UE del 33%. E poi gli investimenti, che sono arrivati a 2,6 miliardi (1,4 in R&S e 1,2 in produzione), con un aumento del 15% in due anni.
 
“Il valore della R&S è il valore della vita. Oggi siamo nell’età dell’oro dell’innovazione e non possiamo vivere come se fossimo in quella del bronzo” ha detto Scaccabarozzi. “Nella Ricerca l’Italia può essere leader come dimostra l’incremento degli investimenti e le eccellenze che si affermano a livello internazionale ad esempio nelle biotecnologie, nelle terapie avanzate, nei vaccini, negli emoderivati e negli studi clinici. E nella produzione conferma nel 2015 di essere un hub europeo a un’incollatura dal primo posto della Germania, con la possibilità di superarla nel medio periodo.

23 Giugno 2016

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