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Glifosato in agricoltura. Tornerà nella UE solo con maggioranza qualificata dei Paesi membri

In occasione della riunione dei ministri europei dell’agricoltura, Vytenis Andriukaitis, il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, si è espresso sulla questione glifosato. Per reintrodurlo in Europa sarà necessaria la maggioranza qualificata degli Stati della UE: 16 su 28

18 LUG - (Reuters Health) – L’Unione europea prolungherà l’autorizzazione all’uso di erbicidi a base di glifosato solo se potrà contare sul sostegno di tutti i 28 Stati membri o almeno della maggiornaza qualificata di 16 su 28. Lo ha detto il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.
 
Le preoccupazioni per la salute umana sull’utilizzo del glifosato hanno infatti dato vita a indagini da parte dei comitati congressuali degli Stati Uniti, ritardando la decisione di autorizzare nuovamente il prodotto in Europa. Nello specifico si tratta di Roundup, erbicida prodotto da Monsanto, ora nel gruppo Bayer.
 
La Commissione Europea ha proposto di estendere l’autorizzazione per dieci anni dell’uso del glifosato dopo che la European Chemical Agency (ECHA), nel marzo scorso, aveva reso pubblici i risultati di uno studio secondo il quale il glifosato non dovrebbe essere classificato tra le sostanze cancerogene.

Andriukaitis ha detto ai giornalisti, nel corso della riunione dei ministri dell’agricoltura dell’UE, di non avere motivi per dubitare della sicurezza del glifosato. Egli ritiene tuttavia che spetti ai governi nazionali accettare di estendere l’approvazione. “Volevo chiarire che la Commissione non ha alcuna intenzione di riapprovare questo composto chimico senza il sostegno di una maggioranza qualificata degli Stati membri, ovvero 16 su 28.


Questa decisione è e rimarrà una responsabilità condivisa”, ha detto il commissario europeo. Gli Stati membri dell’UE non sono riusciti finora ad ottenere una maggioranza fermamente a favore o contraria all’approvazione del glifosato. Francia e Germania si sono astenute dal voto costringendo la Commissione, alla fine del mese di giugno 2016, a prorogare la licenza di 18 mesi per dare all’ECHA il tempo di studiare ulteriormente la sostanza chimica. La votazione finale è prevista entro la fine dell’anno.

Fonte: Reuters Health News

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

18 luglio 2017
© Riproduzione riservata


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