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Vaccini. Ma è vero che è solo un business? A guardare i numeri non sembra proprio, considerando che la spesa totale rappresenta solo l’1,6% della spesa farmaceutica italiana

Nel 2017 abbiamo speso in vaccini 487 milioni di euro a fronte di una spesa farmaceutica complessiva di quasi 30 miliardi. "Questa degli interessi di Big Pharma è una cosa che non è mai esistita e continua ad essere alimentata da qualcuno che, evidentemente ha interesse a non capire che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed economici" ci ha detto il presidente dell'Iss Ricciardi. Che avverte: "In Italia aziende stanno disinvestendo in vaccini e in caso di una prossima probabile pandemia influenzale ci potremmo trovare in grosse difficoltà"

28 LUG - Anche quest'anno il tema vaccini continua ad essere al centro del dibattito. A tenere alta l'attenzione su questo tema, prima l'annuncio della ministra della Salute, Giulia Grillo, sull'imminente presentazione in Parlamento di un disegno di legge per superare l'attuale legge Lorenzin, e poi, negli ultimi giorni, la proposta di legge "free vax" per la revisione del sistema vaccinale presentata dal M5S del Lazio.
 
Tra le accuse più insistenti mosse contro l'obbligo vaccinale resta sempre quella di favorire gli "interessi di Big Pharma" e non le reali necessità di salute della popolazione.
 
Ma è davvero così? Per capirlo siamo andati a riesaminare i dati economici sui vaccini contenuti nell'ultimo rapporto Osmed. Ebbene, la spesa complessiva per i vaccini, dopo l'introduzione della legge Lorenzin, ammonta a 487 milioni di euro che rappresentano l'1,6% della spesa totale per farmaci in Italia (che sfiora i 30 miliardi) e lo 0,4% del totale dell'intero Fondo sanitario nazionale.

 
Alla luce di questi dati, l'accusa mossa nei confronti dei vaccini sembra configurarsi come una vera e propria fake news. A sottolinearlo è lo stesso presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che contattato da Quotidiano Sanità ha spiegato: "Questa degli interessi di Big Pharma è una cosa che non è mai esistita e continua ad essere alimentata da qualcuno che, evidentemente ha interesse a non capire che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed economici. È una questione che noi ribadiamo da sempre, anche se continuiamo ad essere accusati, nel mio caso anche personalmente, di essere al soldo di quelle case farmaceutiche che in realtà hanno tutto l’interesse a far ammalare la gente e non a prevenire le malattie. Il 99% del loro budget dipende proprio dalle malattie, non dal prevenirle”. 
 
A questo possiamo poi aggiungere altri dati. Nel 2017 si sono registrati 5.004 casi di morbillo, con 4 decessi accertati. Si sono resi necessari oltre 2.200 ricoveri per complicazioni. In un ottica costo/beneficio, quanto incide il ricorso ai vaccini considerando le mancate ospedalizzazioni ed i costi sociali evitati? "Ci sono diversi studi in questo senso - spiega Ricciardi -. I risultati variano ma emerge sempre l’estremo vantaggio del ricorso ai vaccini. Vi sono dei vaccini cost saving, cioè che fanno risparmiare in termini di costi umani, costi economici e costi di ricovero; e ci sono altri vaccini che sono costo efficace, cioè non fanno risparmiare costi economici ma salvano le vite. Ma tutti in ogni caso comportano un vantaggio enorme. Tutta la prevenzione è di per sé vantaggiosa, ma nell’ambito della prevenzione sono proprio i vaccini gli strumenti in assoluto più vantaggiosi. Basti appunto pensare al costo per il trattamento di un caso di morbillo che necessita di un ricovero ospedaliero a fronte di un vaccino di pochi euro".
 
Ma c'è di più, come ci ha spiegato il presidente dell'Iss, questo atteggiamento potrebbe portare gravi conseguenze nel prossimo futuro. "Noi in questo modo corriamo il rischio di fare la stessa cosa che abbiamo fatto con gli antibiotici. Già adesso molte aziende farmaceutiche stanno disinvestendo dal settore vaccini perché chiaramente i veri profitti li fanno con i farmaci. Stanno chiudendo le fabbriche. Pensi che in questo momento l’Italia è l’unico tra i Paesi occidentali che non ha una fabbrica di vaccino antinfluenzale”.
 
Queste le possibili ripercussioni: "Tutto questo comporterà gravi conseguenze quando prima o poi arriverà una pandemia influenzale, e noi sappiamo già che questa arriverà. A quel punto Francia, Gran Bretagna, Germania e perfino la Spagna avranno la loro fabbrica per la produzione di vaccini antinfluenzali mentre noi no. Il vero prezzo da pagare lo vedremo in quel momento. Quando i cittadini terrorizzati chiederanno il vaccino, non riusciranno ad averlo perché gli altri Paesi cominceranno a produrre prima per i loro bisogni e solo dopo per gli altri. Questo è il prezzo dell’ignoranza. Si continuano a produrre fake news che ci faranno molto male nel momento del bisogno".
 
Giovanni Rodriquez

28 luglio 2018
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