Cuore. Quello delle giovani donne è diventato più fragile

Cuore. Quello delle giovani donne è diventato più fragile

Cuore. Quello delle giovani donne è diventato più fragile
La revisione dei dati di un ampio studio sull’arteriosclerosi ha fatto emergere come, negli ultimi venti anni, sia aumentata l’incidenza di infarto miocardico acuto soprattutto fra le giovani donne

(Reuters Health) – I giovani adulti, in particolare le giovani donne, costituiscono una percentuale crescente di pazienti ospedalizzati per infarto miocardico acuto. È quanto emerge dai risultati di uno studio di sorveglianza dell’Atherosclerosis Risk in Communities (Aric). La mortalità per malattia coronarica è diminuita drasticamente negli ultimi quattro decenni negli Stati Uniti, ma le ospedalizzazioni per l’Ima tra i giovani adulti non sono diminuite.

Lo studio
. Melissa C. Caughey e colleghi, della School of Medicine della University of North Carolina, hanno utilizzato i dati Aric per esaminare le tendenze dell’incidenza delle ammissioni ospedaliere per Ima tra i giovani dai 35 ai 54 anni dal 1995 a il 2014. Durante questo periodo, la percentuale di ammissioni per infarto miocardico acuto attribuibili a questa fascia d’età è aumentata dal 27% al 32%.

Questa tendenza è stata significativa tra le giovani donne (passando dal 21% al 31%), ma non tra gli uomini della stessa età (dal 30% al 33%). Rispetto agli uomini, le giovani donne ammesse con infarto miocardico acuto avevano più comorbilità, ma avevano meno probabilità di avere infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto St.

Le donne giovani avevano anche meno probabilità di prendere farmaci ipolipemizzanti, terapia antipiastrinica non aspirina, beta-bloccanti o Ace-inibitori, bloccanti dei recettori dell’angiotensina, ed erano sottoposte meno frequentemente ad angiografia coronarica invasiva o rivascolarizzazione.
Nonostante queste differenze, la mortalità complessiva per tutte le cause era simile tra donne e uomini (1% vs 2% in ospedale, rispettivamente 4% a 28 giorni e 9% vs 7% a un anno).

I commenti
. “Sono necessari trial progettati specificamente per le donne per comprendere il profilo di rischio cardiovascolare distinto e per definire percorsi di trattamento di genere – concludono i ricercatori – Dovrebbero essere incoraggiate iniziative per aumentare la consapevolezza sul rischio di malattie cardiovascolari nelle donne. È necessario un approccio integrato e multilivello per promuovere strategie di prevenzione primaria e secondaria efficaci tra le donne a rischio”, hanno aggiunto.

Raffaele Bugiardini dell’Università di Bologna, che ha recentemente esaminato le sindromi coronariche acute in giovani donne, aggiunge: “Questi dati implicano che donne e medici hanno bisogno di maggiore consapevolezza: gli attacchi cardiaci si verificano in donne giovani e di mezza età. Gli attacchi di cuore sono spesso visti come qualcosa che colpisce le donne più anziane, eppure le donne più giovani sono più a rischio che mai, e le parti interessate non hanno idea di tale rischio”.

Fonte: Circulation 2018

Will Boggs

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

26 Novembre 2018

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