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Prevenire le cadute degli anziani dopo le dimissioni dall’ospedale

di Saumya Joseph

Le cadute sono un’importante causa di nuova ospedalizzazione degli anziani, secondo i dati di uno studio americano che incoraggia le strutture sanitarie a modificare il tipo di assistenza nei giorni che precedono le dimissioni del paziente anziano, con particolare attenzione alla sua mobilità e al piano terapeutico che dovrà seguire a casa

18 GIU - (Reuters Health) – È importante prevenire le cadute dei pazienti anziani che hanno appena lasciato l’ospedale, come sottolinea uno studio pubblicato online il 24 maggio su JAMA Network Open. I ricercatori hanno scoperto che uno dei motivi principali per cui i pazienti anziani sono nuovamente ricoverati in ospedale è che hanno una caduta poco dopo le dimissioni.
 
“Gli ospedali fanno molta attenzione al rischio di caduta del paziente mentre si trova in ospedale, ma si concentrano molto di meno su cosa accade dopo che il paziente è stato dimesso”, sottolinea Geoffrey Hoffman della University of Michigan School of Nursing, primo autore dello studio. “Bisognerebbe continuare a cercare di prevenire le cadute anche nel momento in cui il paziente si sposta dall’ospedale a casa o altrove”, continua Hoffman.

Lo studio. 
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 8,3 milioni di pazienti dai 65 anni in su, che sono stati ricoverati nel 2013 e 2014. Circa il 14% dei pazienti è stato riammesso entro 30 giorni dalla dimissione. Tra questi pazienti, circa il 5% è stato riammesso a causa di lesioni dovute a una caduta, che diventa quindi la terza causa di riammissione dopo l’infezione batterica e l’insufficienza cardiaca.


“Questi dati suggeriscono che c’è un divario nella qualità delle cure fornite prima e dopo che i pazienti lascino l’ospedale, continua Hoffman. “Promuovere la mobilità all’interno e all’esterno dell’ospedale è fondamentale”. “Gli ospedali dispongono già di programmi per prevenire le riammissioni a causa di altre complicazioni post-dimissione. I risultati del nostro studio suggeriscono che questi programmi dovrebbero includere anche la prevenzione delle cadute”, scrivono i ricercatori nell’articolo.

I fattori di rischio. 
“Prevenire le cadute richiede interventi sfaccettati, alcuni dei quali non competono l’ospedale”, sottolinea Tamara Konetzka, ricercatrice dell’Università di Chicago che non ha partecipato alla ricerca ma ha studiato la sicurezza dei pazienti.
 
Questi interventi includono la terapia fisica e occupazionale per migliorare l’equilibrio, la revisione del piano terapeutico per evitare posologie di farmaci che possano provocare capogiri, e cambiamenti in casa, come l’installazione di corrimani e la rimozione di tappeti o superfici scivolose. I ricercatori hanno anche scoperto che i pazienti già caduti in passato, e quelli con capacità cognitive compromesse, presentano un rischio maggiore di essere riammessi per qualsiasi motivo, in particolare se, dopo la dimissione, tornano a casa piuttosto che in una struttura di cura qualificata.

Fonte: JAMA Network Open 2019

Saumya Joseph
 

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

18 giugno 2019
© Riproduzione riservata


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