Ospedali. Studio Usa: “Con supplementi nutrizionali durata degenza diminuisce del 21%”

Ospedali. Studio Usa: “Con supplementi nutrizionali durata degenza diminuisce del 21%”

Ospedali. Studio Usa: “Con supplementi nutrizionali durata degenza diminuisce del 21%”
E' quanto emerge da uno studio pubblicato dall’American Journal of Managed Care. Registrata anche una diminuzione pari al 21,6% dei costi di ospedalizzazione e una contrazione del 6,7% della probabilità di riospedalizzazione a 30 giorni. 

La somministrazione di supplementi nutrizionali orali ai pazienti durante il periodo di ricovero in ospedale garantisce una significativa riduzione della durata della degenza e dei costi di ospedalizzazione. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dall’American Journal of Managed Care, supportato da Abbott e presentato nel corso del congresso annuale della Società europea di nutrizione clinica e Metabolismo (Espen) in corso a Lipsia dal 31 agosto al 3 settembre.

Tra i maggiori vantaggi registrati per i pazienti che hanno ricevuto i supplementi nutrizionali, emergono soprattutto una riduzione del 21% della durata della degenza, ossia 2,3 giorni in meno, e una diminuzione del 21,6% dei costi di ospedalizzazione, vale a dire un risparmio di 4.734 dollari. E’ stata, inoltre, riscontrata una riduzione del 6,7% della probabilità di riospedalizzazione a 30 giorni nei pazienti che avevano avuto almeno una successiva riospedalizzazione e ai quali, durante la precedente degenza, erano stati somministrati supplementi nutrizionali orali.

L’analisi retrospettiva è stata effettuata sui dati di oltre un milione di pazienti adulti ricoverati in ospedale tra il 2000 e il 2010 raccolti nel Premier Research Database della Premier Healthcare Alliance, un’organizzazione che raccoglie i dati relativi a 44 milioni di ricoveri ospedalieri negli Stati Uniti, ovvero circa il 20 percento di tutte le ospedalizzazioni del Paese. Il campione comprendeva 1.160.088 adulti ospedalizzati con età superiore ai 18 anni di cui sono stati analizzati gli interventi di alimentazione per via orale. Il campione è stato suddiviso in due gruppi di confronto (580.044 pazienti a cui erano stati somministrati supplementi nutrizionali orali e 580.044 a cui non era stato somministrato nessun intervento di supplementazione nutrizionale orale), e sono state usate metodologie di analisi statistica per gestire eventuali errori dovuti ad una selezione non-random.

"Uno stato nutrizionale compromesso, specialmente in pazienti ricoverati per patologie gravi o in seguito a interventi chirurgici, può portare a periodi di degenza più lunghi, a un aumento delle complicanze e del numero delle riospedalizzazioni e a un incremento delle relative spese sanitarie. – afferma Maurizio Muscaritoli, professore associato di Medicina Interna, Università degli Studi La Sapienza di Roma e Direttore Uod Coordinamento Attività di Nutrizione Clinica presso Umberto I, Policlinico di Roma – La buona notizia è che la ricerca dimostra che la somministrazione dei supplementi nutrizionali orali ai pazienti ricoverati in ospedale può contribuire a ridurre la durata della degenza e i costi di ospedalizzazione".

Nello studio, i ricercatori hanno rilevato differenze significative in termini di durata della degenza e costi sanitari tra i pazienti ricoverati a cui venivano somministrati i supplementi nutrizionali orali e i pazienti in condizioni simili ai quali non erano stati somministrati supplementi. "In un contesto sempre più condizionato dalla pressione dei costi, le valutazioni economico-sanitarie possono determinare in maniera più esaustiva il reale valore di una terapia. I nostri risultati evidenziano i benefici tangibili dei supplementi nutrizionali orali nei pazienti ospedalizzati sugli outcomes clinici e sui costi dell’assistenza, fattori che incidono sul bilancio finale di un ospedale”, ha osservato uno degli autori dello studio, Darius Lakdawalla. 
 
 

 

02 Settembre 2013

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