Lotta al fumo. Gli italiani bocciano la direttiva Ue

Lotta al fumo. Gli italiani bocciano la direttiva Ue

Lotta al fumo. Gli italiani bocciano la direttiva Ue
I pacchetti generici e le immagini shock sono inefficaci. Anzi, per il 58,5% degli italiani i nuovi provvedimenti contro il tabacco rischiano piuttosto di alimentare il mercato della contraffazione e del contrabbando. Per l’82,8% serve più informazione nelle scuole. Sono i risultati di un'indagine Censis.

La nuova “direttiva tabacco”, in via di approvazione a Bruxelles, non piace agli italiani. Come emerge da una ricerca del Censis, commissionata da Philip Morris Italia. L’80,3% della popolazione pensa infatti che l’introduzione dei pacchetti generici, previsti dalle nuove disposizioni, del tutto simili tra loro per forma, colori e dimensioni, sarebbe “poco” o “per nulla” efficace. Il 75,6% la pensa allo stesso modo sull’abolizione dei pacchetti da dieci sigarette. Il 74,8% ritiene che vietare le “slim”, le sigarette più sottili, non funzionerebbe da deterrente. Il 70,7% ha perplessità anche sul divieto di vendita di sigarette aromatizzate, come quelle al mentolo. E il 70,2% è convinto che coprire quasi l’intero pacchetto con immagini shock non allontanerebbe dal fumo.

Secondo il 58,5% della popolazione, tutti questi provvedimenti rischiano invece di alimentare il mercato della contraffazione dei prodotti del tabacco e del contrabbando delle sigarette, soprattutto in un momento di ristrettezze economiche come quello attuale.

Questa preoccupazione è condivisa anche dagli operatori delle Forze dell’ordine e delle Dogane, che confermano che il traffico di tabacchi illegali è un problema attuale per il nostro Paese (lo pensa il 77,2% degli intervistati) e temono che le norme introdotte dalla nuova direttiva possano portare a un aumento del mercato illegale (per il 47,4%).

Un mercato che, stando ai dati sui sequestri effettuati, sembra già essere fiorente. Secondo i dati della Guardia di finanza, nell’ultimo anno sono stati sequestrati 294.323 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri, il 22,6% in più rispetto all’anno precedente. E alle dogane sono stati fermati oltre 12 milioni di pacchetti di sigarette di contrabbando, con un incremento di circa il 30% rispetto al 2011. La conferma della crescita del mercato interno del contrabbando viene dal fatto che circa il 35% dei pacchetti sequestrati (oltre 4,3 milioni) ha come mercato di destinazione finale l’Italia.

Dagli italiani, comunque, non vengono solo critiche sulle nuove regole di cui si sta discutendo, ma anche qualche consiglio per prevenire il fumo e ridurne i danni. Bisognerebbe fare più campagne informative nelle scuole (lo pensa l’82,8%), prevedere sanzioni più severe per i rivenditori che non controllano l’età degli acquirenti (71,3%) e investire maggiori risorse umane ed economiche nella lotta al commercio illegale (65,8%).

Qualche indicazione anche per le aziende produttrici, che secondo il 71,8% della popolazione dovrebbero impegnarsi a sviluppare e mettere sul mercato prodotti meno dannosi. Un rimprovero, infine, anche per le autorità sanitarie, che per il 76% degli italiani avrebbero fornito poche informazioni sugli effetti di nuovi prodotti come le sigarette elettroniche. Una mancanza non da poco, se si considera che per il 2012 si stima circa un milione di “svapatori”, pari al 10% del totale dei fumatori italiani.
 

30 Settembre 2013

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