Allergie alimentari. Il Documento di indirizzo del ministero

Allergie alimentari. Il Documento di indirizzo del ministero

Allergie alimentari. Il Documento di indirizzo del ministero
Si stima che soffra di allergia alimentare il 3% degli italiani, il 5% in età pediatrica. Nel 72% dei casi l’intolleranza è verso frutta, legumi e pomodori. Dal ministero il punto sulla diagnostica, la terapia e la prevenzione, anche attraverso un miglioramento dell’etichettatura dei cibi. IL DOCUMENTO.

“L’allergia alimentare (AA), reazione immunologica avversa al cibo, è una malattia con elevato impatto sulla qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti e dei loro familiari, con costi sanitari rilevanti per l’individuo e per il Sistema Sanitario Nazionale”. Per questo il ministero della Salute ha deciso di elaborare un documento rivolto “a tutti i settori coinvolti: addetti all’assistenza sanitaria, medici, ditte produttrici di alimenti e di pasti, ristoratori, associazioni di consumatori” e contenente informazioni sui quadri clinici delle reazioni avverse agli alimenti, sulle sostanze che possono scatenare dette reazioni e sulla ruolo dell’industria per migliorare la qualità dei prodotti e l’etichettatura degli stessi.

Il documento è stato elaborato con la collaborazione di un gruppo di esperti e validato dal Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA), che ha contribuito alla stesura della versione definitiva. .

Si tratta, spiega il ministero della Salute, di “un primo importante passo per affrontare a 360° la problematica nell’intento di seguire il progresso delle conoscenze scientifiche, il miglioramento delle diagnosi, gli aspetti connessi alla formazione degli operatori e l’impegno del settore alimentare”. Il documento affronta anche il tema delle metodiche analitiche, segnalando le criticità connesse, “al fine di fornire un indirizzo uniforme a livello nazionale e uno strumento utile agli operatori del settore alimentare”.

Purtroppo permangono tuttavia alcune criticità da risolvere, a partire dalle “difficoltà ad ottenere dati scientifici validati sulla dose soglia e alla presenza di allergeni occulti, o a fenomeni di contaminazione”. Ma, secondo il ministero, c’è anche “una scarsa consapevolezza da parte del consumatore della funzione fondamentale dell’etichetta, spesso dovuta a difficoltà di lettura, etichetta mutilingue e informazioni riportate con caratteri di stampa piccoli”. Intento del ministero è dunque quello di realizzare “una maggiore ‘visibilità’ delle etichette con la collaborazione dell’industria alimentare, le società scientifiche di allergologia e immunologia clinica, gli istituti di ricerca, le associazioni dei pazienti e dei consumatori”.

Ma quanti sono gli italiani che soffrono di allergie alimentari? Dati precisi non si sono ma “la stima approssimativa è collocabile al 3% nella popolazione generale”, si legge nel documento, secondo cui l’incidenza viene stimata tra il 6 e l’8% nei primi 2 anni di vita, mentre tende a diminuire con l’età. L’allergia alimentare in età pediatrica ha un valore medio di prevalenza del 5%. Dati che registrerebbero un trend in crescita negli ultimi anni.

Fra gli alimenti che sono più spesso causa di allergia primaria, al primo posto troviamo i vegetali, con il 72% (frutta, legumi, pomodoro, ecc), poi crostacei e molluschi 13%, pesci 4%, uova 3 %, latte 3 %, cereali 2%, carni 1%, anisakis e lumache <1%. I quadri clinici più gravi sono però causati da allergia primaria a crostacei e molluschi, cereali, uova e alimenti vegetali quali sesamo, spinaci, avocado, arachidi e semi. In età pediatrica latte vaccino, uova, grano, soia, pesce ed arachidi, sono responsabili di circa il 90% delle reazioni allergiche ad alimenti.

27 Marzo 2014

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