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Integrazione sociosanitaria. Chilelli (Federsanità): “Finalmente siamo ad una svolta”

Maroni ha esternato la sua intenzione di unificare sotto un unico assessorato del Welfare le deleghe alla Salute e alla Famiglia. Stesso intento Giovanni Toti in Liguria e Luca Zaia in Veneto. Friuli Venezia Giulia e Puglia dal marzo del 2013 sono state le prime ad introdurre l’assessorato al Welfare. La direzione intrapresa da queste Regioni potrebbe essere quella giusta

23 GIU - Dopo una stagione in cui la sanità sembrava voler separare in modo netto le competenze, forse ci siamo. Federsanità ANCI è nata, nel lontano 1995, con la convinzione che le politiche sociali siano l’altra faccia della medaglia del sistema salute. A distanza di molti anni, e dopo la stesura di un vero e proprio documento programmatico (“Cinque questioni legate all’integrazione sociosanitaria” di Caiolfa-Naldoni) - in cui si argomentava come la sostenibilità del nostro sistema universalistico debba passare per i processi di riorganizzazione territoriale – i sistemi regionali sono ad una svolta.

E’ di qualche giorno fa infatti la dichiarazione di Roberto Maroni, governatore della Lombardia, relativa all’intenzione di unificare sotto un unico assessorato del Welfare le deleghe alla Salute e alla Famiglia. Stesso intento Giovanni Toti in Liguria e Luca Zaia in Veneto. Fortunatamente non sono certo i primi. Friuli Venezia Giulia e Puglia dal marzo del 2013 sono state le prime ad introdurre l’assessorato al Welfare riunendo le competenze per le Politiche Sociali e le Politiche per la Salute.


La direzione intrapresa da queste Regioni potrebbe essere quella giusta perché la vera evoluzione verso una reale integrazione sociosanitaria passa proprio da scelte di tipo strutturale basate sulla complementarietà dei sistemi di servizio, e dunque su connessioni stabili che prevedono il legame permanente di alcuni elementi dei servizi sanitari territoriali con altri elementi dei servizi sociali. Come è noto la situazione italiana è molto variegata, esistono alcuni tentativi di integrazione strutturale, esperienze più numerose che riguardano la costruzione di qualche percorso assistenziale integrato, e molti casi in cui l’integrazione è veramente insufficiente.

Tuttavia il salto di qualità si fa solo se si interpreta l’integrazione come la costruzione di veri e propri sistemi di servizio sociosanitari, organizzati su base territoriale. Per fare questo bisogna comprendere quali sono (se esistono) i sistemi di servizio della sanità extraospedaliera e su quali ambiti territoriali sono organizzati, così come occorre comprendere quali sono (se esistono) i sistemi di servizio sociale e su quale base territoriale sono organizzati. A questo scopo è indispensabile adottare una sorta di codice binario e riuscire a parlare contemporaneamente sia il linguaggio delle aziende sanitarie sia quello delle amministrazioni comunali. E la scelta istituzionale di avere un referente unico a livello regionale certamente è il primo passo utile. Anci e Federsanità saranno come sempre disponibili a supportare le azioni volte a favorire una reale integrazione.  
 
Enzo Chilelli 
Direttore Generale Federsanità ANCI

23 giugno 2015
© Riproduzione riservata


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