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Macron e la sanità francese. Tre sfide su tutte: prevenzione, accesso alle cure e sostenibilità. Con appropriatezza risparmi di 15 miliardi. Ma anche più soldi ai medici, alla telemedicina, alle cure primarie e all’innovazione tecnologica. Per i farmaci si passerà alle confezioni monodose

Il neo presidente francese ha dedicato ampio spazio alla sanità nel suo programma elettorale. La sua ricetta, pur tenendo presente le differenze tra il sistema sanitario francese e il nostro, richiama molte delle tematiche oggetto del dibattito italiano. Dall'appropriatezza, alla necessità di investire di più sul territorio. Dalla necessità di rimotivare i professionisti della salute a quella di spingere di più sulla prevenzione, riorientando un sistema ancora troppo incentarto sulla malattia. Ecco cosa ha promesso Macron

14 MAG - Nonostante la Francia abbia uno dei migliori sistemi sanitari del mondo, eccellenti ricercatori, professionisti molto preparati, un’assicurazione sanitaria solidale, le classifiche internazionali non lasciano spazio a repliche: oggi, per vivere in buona salute, è meglio abitare in Gran Bretagna, in Spagna o a Singapore, piuttosto che in Francia.
 
Perché? “Perché, non siamo capaci di fare prevenzione e di combattere i fattori che scatenano le malattie, come ll tabagismo, l’alcolismo, l’obesità e la sedentarietà. E questo porta a delle disuguaglianze per quanto riguarda la salute: un quadro aziendale vive sei anni in più di un operaio!”.
 
Tre le sfide della Sanità francese:
1) La prevenzione
2) L’accesso alle cure
3) La sostenibilità finanziaria
 
Il quadro della situazione
La salute costituisce la priorità assoluta per i 66 milioni di cittadine e cittadini francesi. Tutti, prima o poi, dobbiamo confrontarci con la malattia, per un figlio, un genitore, un parente.

 
Per quanto riguarda la Sanità, la Francia presenta una situazione paradossale, fatta di eccellenze e profonde disuguaglianze.
Il sistema salute francese presenta molti punti di forza:
· Una speranza di vita complessivamente elevata (85 anni per le donne).
· Una buona copertura dei grossi rischi (l’assicurazione obbligatoria sulle malattie copre più del 90% della spesa ospedaliera).
 
Nello stesso tempo, questo sistema ha diversi punti di debolezza e di grandi disuguaglianze:
· Tassi molto elevati di decessi prematuri (prima dei 65 anni). Si tratta del 27% dei decessi tra gli uomini.
· 80 mila decessi all’anno (tra i 15 e i 59 anni) per incidenti, suicidi, conseguenze del tabagismo e dell’alcolismo.
· 50% di decessi in più tra i figli degli agricoltori rispetto a quelli degli impiegati.
· Disuguaglianze geografiche e finanziarie in merito all’accesso alle cure e difficoltà di ricevere informazioni.
· Aree prive di assistenza.
· Una quota finanziaria elevata a carico del paziente per quanto riguarda le cure audiologiche, ottiche (24%) e dentarie (23%).
· Informazioni non omogenee e ritardi nell’accesso alle cure (più di un anno per consultare uno psichiatra infantile in alcune zone del Paese).
 
Il nostro sistema salute deve evolversi e adattarsi velocemente per affrontare 5 grandi sfide:
· La sfida epidemiologica. Con l’invecchiamento generale della popolazione, aumentano le malattie croniche, aumentano i casi di cancro, problemi di salute sul lavoro (incidenti, burn out, ecc.) e di salute ambientale (inquinamento, pesticidi, agenti che interferiscono con il sistema endocrino).
 
La sfida tecnologica, per essere al passo con la medicina del futuro.
 
La sfida ecologica e ambientale, che ci spinga a un approccio globale alla salute (alimentazione, comunità, viaggi, condizioni di vita).
 
La sfida democratica, per un accesso paritario all’informazione sulla salute le patologie, alla comparazione delle offerte, per valutare nella trasparenza.
 
LE PROPOSTE
La sanità lancia una triplice sfida: fare la rivoluzione della prevenzione, accelerare la lotta contro le ineguaglianze e migliorare l’efficacia del sistema.
 
Primo obiettivo: Fare la rivoluzione della prevenzione
Oggi la spesa sanitaria è focalizzata sulle cure, che vengono erogate alla comparsa della patologia o dell’incidente.
 
Domani, investiremo risorse per prevenire piuttosto che guarire.
 
Finanzieremo attività di prevenzione nell’interesse generale in tutte le istituzioni della salute e obiettivi di performance per tutti i liberi professionisti del comparto.
 
Istituzionalizzeremo un periodo di 3 mesi per tutti gli studenti dell’area della salute da dedicare al servizio sanitario: in questo periodo, 40.000 di questi studenti faranno attività di prevenzione nelle scuole e nelle aziende.
 
Supporteremo la ricerca sulla salute ambientale e limiteremo l’esposizione ad agenti tossici.
 
Aumenteremo gli stipendi dei medici del territorio per valorizzare al meglio le attività di prevenzione.
Bisogna evitare la mortalità massiva legata al tabacco. Ogni anno, il fumo fa 73 mila morti. Il nostro obiettivo è che la generazione che nasce oggi sia la prima generazione “senza tabacco”.
 
Obiettivo 2: Accelerare la lotta contro le disuguaglianze in sanità
Oggi, sono ancora molti quelli che rinunciano alle cure essenziali perché sono in gran parte a loro carico, o che hanno difficoltà a trovare un medico disponibile a recarsi presso il loro domicilio.
 
Domani, miglioreremo la copertura delle cure, ne aumenteremo l’accessibilità e la disponibilità su tutto il territorio, e ne garantiremo la qualità.
 
Ci batteremo perché le cure siano finanziariamente accessibili.
 
Lavoreremo sull’appropriatezza delle cure e ci impegniamo affinché ogni cura utile sia rimborsata entro 5 anni.
 
Fissiamo l’obiettivo di rendere a carico dello Stato l’intero costo di occhiali, protesi dentarie e audiologiche, perché la copertura è ancora troppo bassa. Realizzeremo questo obiettivo senza aumentare le tariffe delle mutue. A questo scopo favoriremo la concorrenza, redigendo 3 contratti tipo che assicuratori e mutue dovranno proporre per garantire la trasparenza facilitare la comparazione dei prezzi.
 
Rimborseremo il 100% dei trattamenti per le forme severe d’ipertensione arteriosa.
 
Per quanto riguarda la riforma del terzo pagante, ne valuteremo i benefici e le condizioni
Nelle prime settimane del mandato, faremo valutare questo dispositivo. Non privilegeremo terze parti diffuse, ma terze parti diffondibili, semplici ed efficaci, che permettano ai professionisti della salute di erogare le cure necessarie senza costrizioni per i pazienti.
 
Ribadiremo il diritto all’oblio per chi è stato malato
Al momento di sottoscrivere un contratto di assicurazione o un prestito, i malati di cancro o di Epatite C non avranno più l’obbligo di dirlo dopo 5 anni dalla remissione della malattia (oggi il limite è 10). Estenderemo questo diritto ai nuovi malati.
 
Combatteremo i “deserti di assistenza” nelle zone rurali, nei suburbi, nelle città e negli ospedali.
L’attuale “numero chiuso” è ingiusto e inefficace.  Implementeremo buone pratiche e adatteremo le capacità di formazione ai bisogni di salute del territorio.
Duplicheremo il numero degli ambulatori multidisciplinari della salute, favorendone la presenza nei territori sprovvisti, grazie a professionisti della salute che credono nel lavoro di gruppo.
 
Favoriremo massicciamente l’accesso alla telemedicina, punto focale della lotta contro le ineguaglianze sociali e territoriali della sanità.
Aiuteremo finanziariamente i pazienti, le associazioni, i professionisti e i centri a dotarsi di queste tecnologie, indispensabili per assicurare un’offerta di cura su tutto il territorio.
 
Aumenteremo l’attrattività delle professioni sanitarie e daremo autonomia agli ospedali in materia di diversificazione dei modi di remunerazione dei professionisti e dei finanziamenti, in un quadro di controllo nazionale.
 
Obiettivo 3: Un sistema sanitario più efficiente 
Oggi, le cure non appropriate, ridondanti, mal coordinate, costano molto care e possono avere delle conseguenze sulla salute dei francesi. Il sistema è troppo parcellizzato e la sua cabina di regia, rigida, ne rende difficile una radicale riforma. È opinione comune tra tutti gli attori del sistema.
 
Domani, renderemo il sistema più efficiente e appropriato, investendo laddove necessario per permettere ai professionisti della salute di rispondere alle sfide di domani, privilegiando le sperimentazioni e le iniziative condotte sul territorio.
Grazie a una programmazione delle spese sanitarie, saremo in grado di risparmiare, in 5 anni, 15 miliardi di Euro.
Daremo più forza all’appropriatezza delle cure.
 
Valuteremo la qualità e l’appropriatezza delle cure, renderemo le informazioni totalmente trasparenti, miglioreremo la formazione dei professionisti e la diffusione delle buone pratiche.
 
Attualmente, una confezione di farmaci acquistata su due non viene interamente consumata; una pratica che aumenta il rischio di impatto ambientale e che genera uno spreco annuo pari a 7 miliardi di Euro. Autorizzeremo la vendita di confezioni farmaceutiche monodose.
 
Renderemo il nostro sistema sanitario più aperto
Accelereremo la distribuzione dei gruppi ospedalieri sul territorio.
Creeremo le condizioni per migliorare il dialogo con il settore privato, con l’obiettivo di arrivare nel cuore del territorio, in funzione dei bisogni espressi dalla popolazione e dagli attori del sistema salute, per un’offerta più appropriata, con flussi più semplici e fluidi.
 
Diversificheremo i finanziamenti dei presidi sanitari, riducendo la tassa relativa all’attività (T2A) per favorire finanziamenti legati a obiettivi precisi di sanità pubblica, ai percorsi e alle esigenze di cura, compreso il settore medico-sociale.
 
Sosteniamo le iniziative e le sperimentazioni dei professionisti della sanità, medici, paramedici, ospedalieri e privati, per aumentare il coordinamento delle cure e seguire meglio i pazienti nel loro percorso.
Al posto dei protocolli nazionali complessi e pesanti, renderemo il sistema più agile e vicino al territorio e metteremo l’accento sulla valutazione della qualità e del servizio reso ai malati. Il miglioramento dell’efficienza permetterà di valorizzare meglio le buone pratiche e d’investire nell’innovazione.
 
Faremo crescere le professioni sanitarie.
Svilupperemo pratiche avanzate, nel quadro di un dialogo costruttivo con i professionisti della sanità, affinché ciascuno possa concentrarsi sulla propria specificità professionale.
Quest’ultimo aspetto sarà oggetto di un’ampia riflessione e di sperimentazione sul territorio.
 
Aggiorneremo la formazione professionale per rispondere ai nuovi bisogni e alle attese dei professionisti, come ad esempio aumentare l’accesso dei paramedici ai corsi di dottorato per sviluppare la ricerca e armonizzare le pratiche di cura.
 
Sosterremo un’industria innovativa, capace di creare posti di lavoro.
Per sostenere le nostre aziende con capacità di innovazione, le sollecitiamo a produrre in Francia, al fine di diffondere più rapidamente l’innovazione. Assicureremo un più rapido arrivo sul mercato della produzione.
Apriremo con le industrie un dialogo sincero e autorevole, per pagare i farmaci a un prezzo che sostenga l’innovazione e la produzione in Francia e dia visibilità a tutti nel tempo.
 
Daremo al sistema salute una prospettiva lungo termine.
Programmeremo le spese e le strategie della salute lungo un orizzonte temporale vasto, per dare visibilità e stabilità agli attori del sistema salute.
 
Investiremo per fare riforme strutturali nell’ottica di generare benefici economici di lunga durata
Stanzieremo 5 miliardi di Euro per un piano d’investimenti nelle cure primarie, nell’innovazione in sanità, nello sviluppo della telemedicina e nell’ospedale di domani.
 
Emmanuel Macron
 

14 maggio 2017
© Riproduzione riservata


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