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Dipartimenti di prevenzione senza Direttori. Bovo (Fvm): “Si proceda con urgenza al conferimento degli incarichi”

La presidente di Fvm Veneto ha inviato una lettera per sollecitare, con urgenza, il conferimento degli incarichi apicali definitivi. “Abbiamo avuto rassicurazioni da parte della Regione”, spiega in questa intervista, in cui evidenzia come l’attuale situazione determini “uno stato permanente di provvisorietà e incertezza, aggravato ulteriormente dalla maggiore complessità della funzione a causa dell’estensione dei territori di competenza. Una situazione che non favorisce l’efficienza dei servizi”.

18 GIU - E’ passato oltre un anno e mezzo da quando le nuove Ulss, figlie della riforma della sanità veneta del 2016, sono diventate, dopo gli accorpamenti delle aziende sanitarie, pienamente operative. Ma ancora tardano le procedure concorsuali per individuare i direttori definitivi dei servizi dei Dipartimenti di prevenzione previsti dagli atti aziendali. A sollevare la questione Maria Chiara Bovo, presidente di Fvm Veneto, con una lettera inviata il mese scorso ai vertici delle Ulss e della sanità regionale per sollecitare, con urgenza e priorità, le procedure per il conferimento degli incarichi apicali definitivi. Dopo la lettera, dalla Regione sono giunti segnali incoraggianti.

Dottoressa Bovo, com’è la situazione oggi nei Dipartimenti di prevenzione delle Ulss venete?
Con la Legge regionale 19 del 2016 la Regione Veneto aveva individuato i nuovi ambiti territoriali delle aziende Ulss del Veneto. Questa ristrutturazione ha comportato l’accorpamento di più aziende sanitarie, con conseguente riorganizzazione all’interno dei Dipartimenti di prevenzione dei servizi e delle relative apicalità. Con l’emanazione degli atti aziendali da parte delle singole Ulss, avvenuta all’inizio del 2018, sono state quindi individuate le Uoc, le Uosd e le Uos dei Dipartimenti di prevenzione e istituiti, all’interno di tali Dipartimenti, i Dipartimenti funzionali di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare.


Nonostante questo a tutt’oggi, salvo rarissime eccezioni, i direttori e i responsabili delle relative Uoc, Uosd e Uos non sono ancora stati incaricati in maniera definitiva, secondo quanto stabilito dalla delibera regionale 2176/2017. Pertanto l’organizzazione dei servizi è ancora sostenuta da direttori con incarichi provvisori o facenti funzione. Inoltre, nella quasi totalità delle aziende, non risultano essere ancora stati attivati i previsti Dipartimenti funzionali di Sanità Pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare”.

Quanto importante è per il vostro lavoro che siano designati al più presto i vari direttori e responsabili definitivi delle relative Uoc, Uosd e Uos?
Guardi, se questa situazione, nelle more del conferimento degli incarichi definitivi volta comunque a garantire la continuità nel funzionamento delle strutture dell’azienda, poteva essere ammissibile inizialmente e in maniera temporanea, oggi non è più accettabile perché determina uno stato permanente di provvisorietà e incertezza, aggravato ulteriormente dalla maggiore complessità della funzione  a causa dell’estensione dei territori di competenza, alle volte anche triplicata rispetto alle precedenti dimensioni. Una situazione che non favorisce l’efficienza dei servizi.

Dopo la lettera che ha inviato ai Dg delle Ulss e per conoscenza all’assessore Lanzarin il mese scorso ha avuto riposte?
Abbiamo avuto rassicurazioni da parte della Regione che si è impegnata ad autorizzare al più presto le procedure concorsuali e a sollecitare le aziende sanitarie ad avviare le relative richieste per l’espletamento delle selezioni.

Nella lettera Lei fa anche riferimento alla posizione dei titolari di incarichi di direttore di Uoc nelle “vecchie” aziende sanitarie che non dovessero essere più riconfermati nelle nuove Ulss. Cosa intende?
Nella maggior parte dei casi i direttori nominati provvisoriamente un anno e mezzo fa ricoprivano già incarichi definitivi, conferiti a seguito dell’espletamento delle procedure previste ai sensi dell’art. 15 comma 7-bis D.Lgs. 502/92, nelle ex aziende sanitarie di origine. Sicché i titolari di tali incarichi, come il nostro sindacato ha già avuto modo di evidenziatre, dovevano e devono poter beneficiare di ogni possibile ricollocazione in un incarico di corrispondente livello ai sensi delle vigenti disposizioni contrattuali e di legge.

Endrius Salvalaggio

18 giugno 2019
© Riproduzione riservata


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