Covid. Assistenza psicologica inesistente

Covid. Assistenza psicologica inesistente

Covid. Assistenza psicologica inesistente

Gentile Direttore,
le scrivo come cittadina e psicologa in merito alla mancata assistenza psicologica dei pazienti sintomatici Covid-19 a domicilio, che si potrebbe contemplare anche per i soggetti asintomatici in isolamento e le persone in quarantena. Al di là delle polemiche sulle Unità Speciali di Continuità Assistenziale non sufficienti a monitorare a domicilio i malati e l'assenza degli psicologi all'interno delle stesse USCA, chi è a casa con i sintomi del Covid-19 è spesso abbandonato a sé stesso.
 
Condivido l'esperienza del mio compagno residente in un'altra regione, la Lombardia, rispetto alla mia, il Piemonte: il papà anziano con demenza si è contagiato nel centro diurno che frequentava e poi anche la moglie, entrambi mancati in ospedale, il mio compagno e la sorella ammalatesi nell'assisterli sono rimasti nella casa dei genitori con la saturazione di ossigeno di lui che scendeva, con le indicazioni a distanza di un mio amico pneumologo e alla ricerca di aiuto sul territorio fino a trovare la teleassistenza per monitorare la condizione medica.
 
Purtroppo la dimensione psicologica è stata totalmente ignorata: la notte lui non dormiva temendo un crollo della saturazione di ossigeno, la sorella comprensibilmente provata si era convinta di avere la polmonite e ha confuso una crisi d'ansia con una crisi respiratoria, e poi la pena nell'attendere le telefonate dell'ospedale rispetto alle condizioni dei genitori in peggioramento fino al triste epilogo.
 
Il SSN purtroppo non dà risposta ai bisogni di assistenza psicologica dei pazienti sintomatici Covid-19 a domicilio, che, temo, in molti casi evolveranno in un disagio psicologico successivo quando la salute fisica sarà ripristinata.
 
Dr.ssa Lorena Ferrero
Psicologa e psicoterapeuta

01 Dicembre 2020

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