Sin: “Sia revocata la sospensione del primario. I commissari del ministero lo scagionano”
La Sin ricorda, infatti, come dalla relazione degli ispettori ministeriali emerga “la mancanza di una forte “governance” della struttura sanitaria da parte dei vertici della Direzione aziendale nelle sue diverse espressioni, tale da non favorire la definizione di un piano chiaro di integrazione tra le diverse strutture aziendali che si occupano di infezioni correlate all’assistenza (…) e conseguentemente di mettere in atto le dovute e immediate azioni di contenimento e miglioramento”.
Il punto nodale della vicenda, secondo la Sin, è costituito dal “grave ritardo da parte della Direzione ospedaliera ad adottare con immediatezza tutte le misure necessarie al contenimento dell’infezione e al miglioramento della condizione generale del reparto”, come emerge da diversi atti che hanno spinto l’Ordine dei Medici di Verona a parlare di “un rimpallo di responsabilità”, attuando “una vera e propria caccia al colpevole” incentrata direttamente sul personale sanitario, sino a giungere alla sospensione del Dott. Paolo Biban.
“Dalla visita ispettiva svolta dai Commissari Ministeriali – incalza la Sin nella nota – emerge una realtà ben diversa da quella prospettata dalla Direzione ospedaliera secondo cui il Direttore Generale dell’Ospedale di Verona (Dott. Francesco Cobello) ‘ha ripetutamente rappresentato di essere venuto a conoscenza dell’infezione da Citrobacter Koseri solo a partire dal mese di maggio”. In realtà, “il Direttore Generale era informato già dal 6 dicembre 2019 della presenza di almeno un caso relativo alla neonata poi trasferita al Gaslini’. Quindi la Direzione Generale era informata della infezione in corso e, ciò nonostante, ha omesso di avvisare immediatamente l’Azienda Zero e, conseguentemente, ha gravemente tardato nella adozione delle misure necessarie a fronteggiare la situazione”.
Per concludere, secondo la Sin "non si può far altro che richiamare quanto espresso nell’audit ispettivo realizzato dal Ministero della Salute, in modo chiaro ed inequivocabile: ‘l’organizzazione complessiva dell’Ospedale e i meccanismi di funzionamento sono compiti, non delegabili, della Direzione Generale’ ed ogni carenza, disservizio e ritardo, andranno a lei imputati”.
01 Dicembre 2020
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