Covid. Priorità vaccinale per pazienti con cirrosi epatica. Qualcosa non funziona

Covid. Priorità vaccinale per pazienti con cirrosi epatica. Qualcosa non funziona

Covid. Priorità vaccinale per pazienti con cirrosi epatica. Qualcosa non funziona

Gentile direttore,
desidero segnalare un problema che riguarda la vaccinazione dei pazienti con diagnosi di cirrosi epatica. Questi pazienti, secondo il piano vaccinale attualmente in vigore, dovrebbero essere vaccinati subito dopo gli operatori sanitari insieme ad altre categorie di pazienti definite “ad alto rischio”. D’altra parte la mortalità nel paziente cirrotico con infezione Covid può incrementare sino al 50%.
 
Da un punto di vista etico e scientifico, indicare la vaccinazione prioritaria per questi pazienti ha un senso logico ed encomiabile.
 
Nella realtà pratica stiamo assistendo ad una strana anomalia burocratica in grado di compromettere le buone intenzioni.
In particolare citiamo la possibilità di prenotare online la vaccinazione tramite esenzione per patologia (es. Lazio, Molise).
Questo ha un senso logico, ma non si tiene conto dell’universo variegato delle esenzioni per la stessa patologia, che possono essere numerose e inaspettate.
 
Abbiamo appena terminato un sondaggio online sui pazienti affetti da cirrosi epatica, il cui obiettivo era quello di capire di quale esenzione dispongono.
Avevamo già alcuni dati disponibili, ma abbiamo voluto approfondire. Il sondaggio ha coinvolto 518 partecipanti con diagnosi di cirrosi epatica e questi sono i risultati:
 
Il 52,3% dei partecipanti ha confermato di avere una esenzione per patologia di cirrosi epatica, la 008. Il 39,6%, invece, afferma di avere una esenzione diversa (invalidità civile, reddito, etc) e, nello specifico parliamo delle esenzioni C03, C01, E01 C02, E02, E02, N01, ed altre. L’8,1% dichiara di non avere alcuna esenzione per patologia.


 


Esenzioni possedute da pazienti per diagnosi di cirrosi epatica. Sondaggio EpaC Onlus, Feb. 2021



 
Noi sappiamo molto bene che i sondaggi online presentano sempre dei bias statisticamente e scientificamente rilevanti. Tuttavia, li possiamo inquadrare all’interno di un +/- 10% rispetto alla realtà dei fatti. Riteniamo non rappresenti un deficit poi così rilevante, soprattutto se prendiamo in considerazione l’argomento trattato.
 
In altre parole, la prenotazione online della vaccinazione Covid attraverso le esenzioni per patologia può escludere una percentuale di aventi diritto molto significativa, tale per cui va pensata una impostazione diversa da quella attuale.
 
In effetti la Regione Lazio ha già previsto altri 2 canali di prenotazione vaccinale: attraverso le strutture ospedaliere che hanno in carico i pazienti o con l’aiuto del medico di famiglia. Questa soluzione consente di ridurre notevolmente la possibilità di escludere gli aventi diritto che vorrebbero prenotare online ma detengono una esenzione per patologia diversa da quella ufficiale.
 
Pertanto, un accorgimento utile, potrebbe essere quello di indicare sul portale delle prenotazioni online che i possessori di esenzioni diverse devono utilizzare i canali alternativi messi a disposizione.
 
La sensazione – pur senza evidenze da riportare – è che tale scenario sia riproducibile anche su altre patologie croniche attenzionate e oggetto di priorità.
 
In sintesi, questa vuole essere una critica costruttiva al fine di migliorare l’accesso alla vaccinazione per le persone ad alto rischio, così come indicate dal piano vaccinale.
 
Ivan Gardini
Presidente Associazione EpaC onlus

09 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...