Obbligo vaccinale? Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Obbligo vaccinale? Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Obbligo vaccinale? Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati

Gentile Direttore,
un breve commento circa l'intervista al dott. Palermo, segretario Anaao, il quale afferma, in merito alle obiezioni sulla vaccinazione obbligatoria secondo la quale ad oggi, non è ancora dimostrato che il vaccino possa bloccare la trasmissione del virus, risponde che "La domanda è interessante ma le evidenze stanno iniziando ad accumularsi". Indicando poi, per supportare la propria opinione, un non meglio specificato record di dati proveniente da Israele, sufficienti secondo lui per realizzare un obbligo vaccinale in Italia.
 
Penso sia corretto ricordare che si sta parlando di vaccinazioni in itinere approvate e permesse "solo per uso in emergenza" dalle istituzioni preposte per le quali, ricordo al dott. Palermo e agli altri molti distratti nel panorama nazionale, l'efficacia è testata sulla base della negativizzazione al test PCR e non, come suggerisce la buona prassi scientifica contenuta nelle affermazioni di P. Doshi sul BMJ (2020:371), sulla effettiva diminuzione delle ospedalizzazioni, del numero di vittime e della capacità del vaccino di fermare la diffusione del virus.
 
Sarebbe il caso che il dott. Palermo indicasse quali nello specifico siano i dati a disposizione che dimostrino, anche in modo parziale, che un vaccinato non trasmetta il covid. Perché i dati di popolazione in questo caso non sono sufficienti a giustificare l'introduzione di una misura individuale che, in mancanza di una legge o decreto legge da convertire il legge, potrebbe avere vita estremamente difficile in tribunale.
 
Per quanto riguarda Israele infatti, sebbene le notizie e i dati provenienti da quel paese siano molto incoraggianti, bisognerebbe anche considerare, sempre per rigore logico scientifico, che per quanto riguarda composizione, numero della popolazione e struttura dello stato religioso sarebbe abbastanza avventato considerarlo uno scenario facilmente estendibile ad altre realtà.
 
Dopo un anno di raccolta dati da parte della comunità scientifica internazionale appare chiaro quello che doveva essere fatto e in massima parte non è stato fatto (o non ancora). Lo spiega chiaramente John P.A. Ioannidis sottolineando i grossolani errori di politica sanitaria che specialmente nei paesi occidentali hanno contribuito in modo – sostanziale – all'incremento del numero di decessi, che ha riguardato in massima parte una ben nota porzione di popolazione, i vulnerabili per età avanzata e patologie pregresse.
 
Avanzare una richiesta di obbligo vaccinale in queste condizioni di politica sanitaria, appare quindi nella migliore delle ipotesi soltanto un velleitario tentativo di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
 
Salvatore Valiante
Professore associato, Dipartimento di Biologia, Università Federico II, Napoli

31 Marzo 2021

© Riproduzione riservata

Salute mentale, un diritto a geografia variabile. Servono risorse, dati e una regia nazionale
Salute mentale, un diritto a geografia variabile. Servono risorse, dati e una regia nazionale

Gentile Direttore,il Rapporto 2026 della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica sulla qualità dell'assistenza per la salute mentale in Italia conferma quello che operatori, pazienti e familiari sperimentano ogni giorno: nel...

La sanità non si misura soltanto in miliardi
La sanità non si misura soltanto in miliardi

Gentile Direttore, l’incremento delle risorse si trasforma davvero in una maggiore capacità di produrre salute? Ogni volta che si dibatte in merito al finanziamento del servizio sanitario pubblico, a mio...

Il lavoro di Bellucci e del CIPA per la dignità degli anziani fragili
Il lavoro di Bellucci e del CIPA per la dignità degli anziani fragili

Gentile Direttore,per una persona anziana fragile, ricevere assistenza significa poter contare su qualcuno che conosca la sua storia e riconosca quando i bisogni cambiano. Per la famiglia significa sapere a...

Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazione
Direttori generali, una proroga che interroga il modello di governance e rischia di rinviare l’innovazione

Gentile Direttore, il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva con voto di fiducia, la conversione in legge del DL 7 agosto 2026 n°144.  La proroga prevista dall’art. 4,...