Melanoma. Peris (SIDeMaST): “Non creiamo convinzioni sbagliate: non si muore per l’asportazione di un neo”

Melanoma. Peris (SIDeMaST): “Non creiamo convinzioni sbagliate: non si muore per l’asportazione di un neo”

Melanoma. Peris (SIDeMaST): “Non creiamo convinzioni sbagliate: non si muore per l’asportazione di un neo”
La Presidente della Società Italiana di Dermatologia e delle Malattie Sessualmente trasmissibili interviene dopo la morte di una donna di Genova cui era stato asportato quello che in realtà era un melanoma non diagnosticato: “Necessario precisare che un ‘neo’ non può dare metastasi, meno che mai se viene asportato”. Fabbrocini: “Fondamentale il corretto approccio diagnostico-terapeutico quando si asportano lesioni pigmentate, definite genericamente nevi”

“Non voglio entrare in merito alla vicenda accaduta che è molto complessa e sarà verificata e giudicata dalle autorità competenti; il messaggio che vorrei lanciare come Presidente SIDeMaST e vorrei arrivasse a tutti è che non si muore per l’asportazione di un ‘neo’ come viene enfatizzato nei titoli di tutti i quotidiani; quello che è stato asportato era sicuramente già un melanoma, quindi un tumore maligno”.

Così la Prof.ssa Ketty Peris, Presidente della SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e delle Malattie Sessualmente Trasmissibili dopo la morte di una donna di Genova che come riportato dai media sarebbe “morta di cancro dopo l’asportazione di un neo senza accertamenti”. Una vicenda che ha portato all’arresto di un dirigente medico di un ospedale a Manerbio, nel bresciano, e il presidente di un centro olistico nell’entroterra di Genova.
 
“Il rischio di tali affermazioni – continua la Presidente Peris – è di creare una convinzione estremamente sbagliata e pericolosa. Pertanto, è necessario precisare che un ‘neo’ non può dare metastasi, meno che mai se viene asportato. Questo deve essere compreso dalla popolazione altrimenti si rischia di ritornare ad un falso e vecchio concetto che era quello che ‘i nei non si toccano altrimenti si muore’ o ‘la tal persona è morta dopo l’asportazione del neo’. Noi dermatologi abbiamo impiegato tanti anni ed energie a spiegare ai nostri pazienti che queste affermazioni derivavano da un’idea sbagliata e superata, causata dal fatto che quello che veniva asportato era già un melanoma e non un neo, e che la diagnosi era sicuramente tardiva. Quando si asporta chirurgicamente un ‘neo’ il nostro corpo e il nostro sistema immunitario non hanno alcuna ripercussione, alla fine l’unica conseguenza possibile è la presenza di una cicatrice sulla pelle”.
 
 
Le fa eco la Prof.ssa Gabriella Fabbrocini, Consigliere SIDeMaST: “Questa vicenda ancora una volta dimostra l’importanza di un corretto approccio diagnostico-terapeutico quando si trattano lesioni pigmentate. Le linee guida SIDeMaST, redatte dai dermatologi, chiariscono bene l’importanza di una diagnosi istologica quando si asportano lesioni pigmentate, definite genericamente nevi, soprattutto perché oggi la diagnostica dermoscopica, che i dermatologi maneggiano egregiamente, consentono a priori di sapere se si tratta di lesioni a rischio e che quindi impongono indifferibilmente l’esame istologico della lesione”.

21 Aprile 2021

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