Opi Lucca. Infermiere di famiglia e di comunità, una figura strategica

Opi Lucca. Infermiere di famiglia e di comunità, una figura strategica

Opi Lucca. Infermiere di famiglia e di comunità, una figura strategica
Il ruolo di questa figura professionale che agisce in un contesto di cura domiciliare garantendo l’intero processo assistenziale e facilitando le relazioni in un approccio multidisciplinare, è stato al centro di convegno scientifico-formativo “Assistenza sul territorio e la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità”.

“L’infermiere di famiglia e di comunità si inserisce in un contesto sociale e comunitario che nel suo agire professionale, fornisce risposte ai bisogni di salute nel rispetto dell’ambiente dell’assistito, coinvolgendolo in prima persona nelle scelte del processo assistenziale per una miglior cura e qualità dell’assistenza”.


 


Ad affermarlo è Guadalupe Capizzone, Presidente OPI Lucca al termine del convegno “Assistenza sul territorio e la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità” tenutosi a Lucca.
 
“Il suo ruolo – prosegue Capizzone – permette l’integrazione delle necessarie figure professionali in un contesto di cura domiciliare che garantisca l’intero processo assistenziale, facilitando le relazioni mediante un approccio multidisciplinare e olistico. L’importante e fondamentale contributo istituzionale della Fnopi ha permesso il riconoscimento ufficiale dell’Infermiere di famiglia e di Comunità; che si riflette dal documento pubblicato dalla stessa Fnopi ‘Position Statement’ e concretizzata definitivamente con la legge dello stato n° 77 del 17 Luglio del 2020.
La Giunta Regionale con Delibera 597 del 4 Giugno 2018 ha indicato il quadro di riferimento, la definizione, e caratteristiche del modello, le responsabilità, le funzioni e le competenze e il relativo percorso formativo”.
 
Durante la Pandemia di Covid 19, prosegue la Presidente di Opi Lucca, l’infermiere di famiglia e di comunità è stato l’interlocutore essenziale delle persone assistite per garantire l’assistenza necessaria mantenendo un canale constante di sostegno all’assistito e la sua famiglia.
La Pandemia Covid 19 ha reso necessario nuove modalità di organizzazione per assistere numerose persone, comprese soprattutto quelle non Covid; non avendo la possibilità di accesso alle strutture ospedaliere, è stato necessario incrementare l’assistenza a domicilio. L’emergenza pandemica ha messo più che mai in evidenza il ruolo e la professionalità dell’infermiere a livello territoriale, la sua vicinanza professionale rispecchia la natura deontologica e sociale della professione che attraverso la messa in atto di nuovi modelli organizzativi e percorsi necessari ha permesso la sostenibilità di tutto il sistema salute in un momento delicato e difficile da attraversare.”
 
Nel corso del Convegno, dirigenti della Asl Nord Ovest di Lucca hanno sottolineato l’importanza di un nuovo modello assistenziale territoriale percepito dalle linee d’indirizzo della Regione Toscana che attraverso la Delibera del direttore generale del 25/11/2020 ha dato l’avvio al nuovo modello d’attuazione dell’infermieristica territoriale. A questo si è unito il contributo formativo dal 2009 da parte dell’Università di Pisa attraverso l’attuazione e messa in atto del Master professionalizzante dell’Infermiere di famiglia e di Comunità come figura innovativa.
 
La sinergia, l’integrazione dei diversi attori coinvolti nella concretizzazione assistenziale sul territorio, hanno ribadito i relatori nel corso del Convegno, permetteranno di dare risposte assistenziali adeguate in un contesto famigliare e sociale che coinvolge l’integrazione ospedale -territorio nel ridurre delle diseguaglianze, prendendo in carico i pazienti affetti da patologie croniche e pazienti fragili con un impatto positivo in termini di salute, qualità e continuità dell’assistenza. La sostenibilità del modello organizzativo a livello territoriale permetterà il raggiungimento graduale delle diverse realtà locali presenti sul territorio.

08 Luglio 2021

© Riproduzione riservata

Medicina generale. Smi lancia petizione: “No a ruolo unico e debito orario. Sì a specializzazione e rafforzamento della medicina dei servizi”
Medicina generale. Smi lancia petizione: “No a ruolo unico e debito orario. Sì a specializzazione e rafforzamento della medicina dei servizi”

Il Sindacato Medici Italiani (Smi), insieme a cittadini e professionisti, ha presentato una petizione (n. 1451) alla Camera dei Deputati, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, per denunciare il collasso...

Farmacisti sempre più centrali nella gestione dei disturbi minori, ma senza tempo né adeguato riconoscimento economico. Il report FIP
Farmacisti sempre più centrali nella gestione dei disturbi minori, ma senza tempo né adeguato riconoscimento economico. Il report FIP

Il farmacista è ormai uno dei principali punti di accesso ai servizi sanitari e svolge un ruolo sempre più importante nel supportare i cittadini nella gestione dei disturbi minori e...

Enpap istituisce l’Osservatorio sulla Professione
Enpap istituisce l’Osservatorio sulla Professione

Lo scorso 22 luglio si è insediato a Roma l'Osservatorio sulla Professione, promosso da ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) insieme alle organizzazioni sindacali di categoria....

Morte Fakir. Le Società Scientifiche: “La morte di un uomo merita rispetto, non semplificazioni”
Morte Fakir. Le Società Scientifiche: “La morte di un uomo merita rispetto, non semplificazioni”

Un richiamo al rigore scientifico, alla prudenza istituzionale e alla cultura della sicurezza delle cure. È questo il messaggio contenuto nel Position Paper congiunto diffuso dalle principali Società Scientifiche dell'emergenza-urgenza...