Ginecologi ed endocrinologi contro il divieto di preparazione galenica a uso sistemico dell’ormone Dhea

Ginecologi ed endocrinologi contro il divieto di preparazione galenica a uso sistemico dell’ormone Dhea

Ginecologi ed endocrinologi contro il divieto di preparazione galenica a uso sistemico dell’ormone Dhea
È quanto chiedono i ginecologi della Sigo e gli endocrinologi della Sie in una lettera inviata al Ministro Speranza. Il divieto all'uso del deidroepiandrosterone (DHEA), un ormone antinvecchiamento, è contemplato nel recente decreto del ministero della Salute che ha vietato la prescizione e le preparazioni galeniche di tutte le sostanze classificate steroidi anabolizzanti androgeni. Ginecologi ed endocrinologi chiedono una nota in deroga perché il Dhea possa continuare a essere prescritto alle persone con una documentata carenza di questo ormone.

È una terapia ormonale “antinvecchiamento”, una fonte di benessere per le donne in menopausa e un trattamento essenziale per uomini e donne con deficit ipofisario, surrenalico e/o gonadico. Eppure, il deidroepiandrosterone o Dhea oggi è un farmaco ‘proibito’. A sollevare il problema i ginecologi della Federazione Sigo e gli endocrinologi della Sie che chiedono una deroga all'uso di questo particolare ormone dopo il decreto del ministro della Salute del 1 giugno scorso (GU del 17 giugno 2021) che ha vietato ai medici di prescrivere ed ai farmacisti di eseguire preparazioni galeniche contenenti le
sostanze classificate steroidi anabolizzanti androgeni
nel decreto emanato dal Ministro della salute, d'intesa con il Ministro per lo sport, tra le quali figura anche il Dhea.
 
Alla base del divieto del ministero, ricordano i medici, soprattutto il timore che venga utilizzato come doping per il suo effetto anabolizzante essendo un precursore del testosterone, oltre che degli estrogeni e del progesterone, con un effetto trofico sul muscolo. Per Sigo e Sie è però necessario distinguere l’utilizzo illecito e quello terapeutico di un ormone che “è una terapia efficace per migliaia di uomini e donne italiani, a cui è indispensabile e urgente garantire il diritto alla cura, poiché in Italia non esistono farmaci industriali a base di Dhea”.
 
“Chiediamo al Ministro Speranza di considerare che proibire la somministrazione dell’ormone Dhea, senza permettere una necessaria reintegrazione da parte degli specialisti in caso di documentata carenza, costituisce un grave danno per la salute di molti italiani, perché il calo della produzione di Dhea è inevitabile e consistente soprattutto nelle donne in menopausa, nelle quali può essere utile a ritrovare più salute e più benessere. La proibizione è tuttavia dannosa anche per tutti gli uomini con una documentata carenza – affermano il presidenti Sie Francesco Giorgino, e il presidente Sigo Antonio Chiantera, in collaborazione con Annamaria Colao, presidente Eletto Sie e Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano.
 
Il Dhea, che viene prodotto per il 20% dall’ovaio e per l’80% dal surrene, è precursore di tutti gli ormoni sessuali (estrogeni, progestinici e testosterone) ed è essenziale per la salute delle cellule nervose, del tessuto muscolare e dell’osso, oltre che per un buon funzionamento del sistema immunitario. La sua produzione raggiunge il picco intorno ai trent’anni e poi diminuisce, soprattutto nelle donne in menopausa in cui è ridotta del 60-70%; una carenza di Dhea si può avere poi in entrambi i sessi per deficit ipofisario, surrenalico o testicolare. A causa del suo effetto anabolizzante sui muscoli, il Dhea è considerato una sostanza dopante dal Comitato Internazionale Olimpico ed è quindi nel mirino delle autorità in vista delle Olimpiadi di Tokyo.
 
“È tuttavia necessario distinguere l’uso corretto e terapeutico dell’ormone da quello illecito, facendo emergere il sommerso: spesso il Dhea viene acquistato online e utilizzato da giovani atleti amatoriali o professionisti che mettono a rischio la propria salute assumendolo senza avere carenze e affidandosi a prodotti di dubbia provenienza – sottolineano i presidenti Sie e Sigo – Questi impieghi vanno senz’altro stigmatizzati e combattuti, ma proibire una reintegrazione in caso di carenza documentata, a dosaggi appropriati e dietro prescrizione dello specialista ginecologo, endocrinologo e/o andrologo, significa privare migliaia di donne e molti uomini italiani di un aiuto necessario a un miglior progetto di longevità in salute. Con l’appropriata reintegrazione del Dhea l’unico ormone che si riduce è il cortisolo, che altrimenti aumenta con l’età determinando un’infiammazione cronica sistemica e marcando l’invecchiamento patologico”.
 

13 Luglio 2021

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