Covid. Il Governo: “Si valuteranno eventuali misure transfrontaliere restrittive in base all’evolversi dello scenario epidemiologico nazionale ed internazionale”

Covid. Il Governo: “Si valuteranno eventuali misure transfrontaliere restrittive in base all’evolversi dello scenario epidemiologico nazionale ed internazionale”

Covid. Il Governo: “Si valuteranno eventuali misure transfrontaliere restrittive in base all’evolversi dello scenario epidemiologico nazionale ed internazionale”
"Il più recente report del PHE documenta una riduzione di efficacia del vaccino rispetto ai casi sintomatici del 14% comparando la Variante Delta con la Variante Alfa, ed una riduzione di efficacia del 10% dopo la seconda dose. Sulla base dei dati e delle evidenze scientifiche allo stato disponibili, ogni modifica delle misure transfrontaliere restrittive in atto, sarà attentamente valutata dal punto di vista tecnico-scientifico". Così il sottosegretario Costa rispondendo all'interrogazione di Noja (IV).
 

"Sulla base dei dati e delle evidenze scientifiche allo stato disponibili, ogni modifica delle misure transfrontaliere restrittive in atto, sarà attentamente valutata dal punto di vista tecnico-scientifico, tenendo conto dell’evolversi dello scenario epidemiologico nazionale ed internazionale e, in ogni caso, nel rispetto del principio di massima precauzione".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha risposto in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Lisa Noja (IV).
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Costa.
 
"In merito alla richiesta formulata nell’interrogazione parlamentare in esame, occorre ricordare quanto segnalato da Public Health England-PHE, Agenzia del Dipartimento della Salute e della Sicurezza Sociale britannico, in merito alla situazione dello scenario epidemiologico del Covid-19 nel Regno Unito. I dati acquisiti dal PHE ed aggiornati al 13 luglio 2021, delineano, in effetti, un aumento dei casi positivi del 26.6% negli ultimi 7 giorni; un incremento dei pazienti positivi ammessi in ospedale pari al 53.7%; e purtroppo, anche un aumento dei decessi dei pazienti, nei 28 giorni successivi al test risultato positivo, fino al 50%.


 


Inoltre, una ricerca effettuata dallo stesso PHE suggerisce come la “Variante Delta” sia associata ad un rischio di trasmissione comunitaria aumentato di circa il 60% rispetto alla “Variante Alfa”.

Inoltre, i dati analizzati e pubblicati da PHE documentano il fatto che un terzo dei pazienti con infezione da COVID-19 confermata da “Variante Delta”, i quali hanno necessitato di cure in emergenza sanitaria, aveva ricevuto almeno una dose di vaccino; allo stesso modo, risulta che 19 delle 45 morti registrate (pari al 45%) abbiano riguardato persone che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino.

Il più recente “report” del PHE documenta una riduzione di efficacia del vaccino rispetto ai casi sintomatici del 14% comparando la “Variante Delta” con la “Variante Alfa”, ed una riduzione di efficacia del 10% dopo la seconda dose.

Concludo precisando che sulla base dei dati e delle evidenze scientifiche allo stato disponibili, ogni modifica delle misure transfrontaliere restrittive in atto, sarà attentamente valutata dal punto di vista tecnico-scientifico, tenendo conto dell’evolversi dello scenario epidemiologico nazionale ed internazionale e, in ogni caso, nel rispetto del principio di massima precauzione".

15 Luglio 2021

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