Dl Recovery. Niente armi per chi è stato sottoposto ad un Tso. Ok a emendamento

Dl Recovery. Niente armi per chi è stato sottoposto ad un Tso. Ok a emendamento

Dl Recovery. Niente armi per chi è stato sottoposto ad un Tso. Ok a emendamento
Approvata in commissione alla Camera la proposta che prevede che d'ora in poi “il sindaco, in qualità di autorità sanitaria, debba comunicare al Prefetto, agli uffici e comandi delle Forze di polizia l'adozione di misure o trattamenti sanitari obbligatori connessi a patologie che possono determinare il venir meno dei requisiti psico-fisici per l'idoneità all'acquisizione, alla detenzione ed al conseguimento di qualunque licenza di porto delle armi”.

Arriva una stretta sul possesso di armi da fuoco per chi ha gravi problemi psichici. Un emendamento al dl Recovery, a prima firma del deputato Pd Umberto Buratti e che ha incassato l'ok della commissione alla Camera, prevede che d'ora in poi «il sindaco, in qualità di autorità sanitaria, debba comunicare al Prefetto, agli uffici e comandi delle Forze di polizia l'adozione di misure o trattamenti sanitari obbligatori connessi a patologie che possono determinare il venir meno dei requisiti psico-fisici per l'idoneità all'acquisizione, alla detenzione ed al conseguimento di qualunque licenza di porto delle armi».
 
«Non è possibile che chi sia stato sottoposto a un TSO possa detenere armi da fuoco. Oggi abbiamo fatto un grande passo avanti per tutelare la sicurezza dei cittadini. Ed è per questo che esprimo grande soddisfazione per l'approvazione dell'emendamento, a mia prima firma», commenta Buratti.
 
«Se davvero vogliamo prevenire delitti o omicidi – prosegue – è urgente rivedere le norme proprio a cominciare dalla comunicazione tra le Istituzioni. Si tratta di una misura che darà impulso all'emanazione del decreto che, come previsto dalla legislazione europea, stabilisce l'istituzione presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza di una banca dati per il tracciamento delle armi da fuoco. Sono i fatti di cronaca che richiamano il legislatore ad un intervento affinché si possa tempestivamente rifiutare o revocare il porto d'armi a soggetti psichicamente non idonei. La pandemia ha acuito i disagi psichici: siamo in una situazione di fragilità sempre più evidente che non può più essere trascurata», conclude

22 Luglio 2021

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