Liste d’attesa. Chirurgia ambulatoriale anche presso  strutture non ospedaliere

Liste d’attesa. Chirurgia ambulatoriale anche presso  strutture non ospedaliere

Liste d’attesa. Chirurgia ambulatoriale anche presso  strutture non ospedaliere
Fino ad oggi, in Liguria la chirurgia ambulatoriale poteva essere effettuata solo in ospedale, in regime di day surgery. “La Liguria si allinea a quanto già avviene nella gran parte delle regioni italiane, un tassello importante nell’ambito delle azioni intraprese per ridurre le liste d’attesa”, commenta il presidente della Regione Giovanni Toti. Le strutture di chirurgia ambulatoriale dovranno garantire elevati standard di sicurezza e la continuità assistenziale.

Via libera, in Liguria, all’effettuazione dei piccoli interventi di chirurgia ambulatoriale anche in strutture non ospedaliere al pari di quanto avviene in altre regioni, purché siano sempre garantiti elevati standard di sicurezza del paziente e la continuità assistenziale. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta, su proposta del vicepresidente e assessore alla Sanità Giovanni Toti.

Fino ad oggi, in Liguria la chirurgia ambulatoriale poteva essere effettuata solo in ospedale, in regime di day surgery.

“In questo modo – spiega Toti – la Liguria si allinea a quanto già avviene nella gran parte delle regioni italiane, per andare incontro ai bisogni di salute dei cittadini evitando, laddove possibile, l’ospedalizzazione, alla luce dell’evoluzione della chirurgia in relazione all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di tecniche sempre meno invasive”.

“Si tratta di un tassello importante nell’ambito delle azioni intraprese per ridurre le liste d’attesa e fornire una risposta efficace a chi deve effettuare di questo genere di piccoli interventi, in anestesia locale o in sedazione”, aggiunge il presidente della Regione.

Il testo non è ancora stato pubblicato sul Bollettino regionale, ma il presidente Toti precisa che “il punto essenziale è che le strutture di chirurgia ambulatoriale dovranno garantire sempre elevati standard di sicurezza del paziente e la continuità assistenziale”.

Per chirurgia ambulatoriale, fa sapere la Regione, si intendono interventi chirurgici o anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive e semi-invasive praticabili senza ricovero in anestesia topica, locale, loco-regionale e/o analgesia nonché con vari gradi di sedazione su pazienti accuratamente selezionati, in quanto procedure comportanti trascurabile probabilità di complicanze.

“Una struttura di Chirurgia ambulatoriale – chiarisce ancora la Regione – può essere collocata in ambiente ospedaliero o territoriale e deve possedere precisi requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi. Le procedure effettuate devono consentire al paziente autonomia motoria e piena vigilanza entro le due ore successive all’intervento e non necessitare di assistenza continuativa postintervento. Pertanto, nel corso di queste procedure devono essere utilizzate metodiche anestesiologiche tali da consentire al paziente un rapido recupero dello stato di coscienza e della deambulazione. L’attività relativa alla Chirurgia ambulatoriale dev’essere affidata a personale medico e infermieristico esperto e che i pazienti da avviare a tale regime assistenziale devono essere accuratamente selezionati sulla base delle condizioni generali, di fattori logistico-ambientali e socio-familiari; i pazienti devono essere preventivamente informati sul tipo di intervento al quale sono sottoposti sottoscrivendo un “consenso informato” personalizzato”. 

22 Aprile 2022

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