Vaiolo delle scimmie. Sul tavolo Oms l’ipotesi di elevarlo a emergenza sanitaria internazionale. Nel mondo segnalati circa 80 casi

Vaiolo delle scimmie. Sul tavolo Oms l’ipotesi di elevarlo a emergenza sanitaria internazionale. Nel mondo segnalati circa 80 casi

Vaiolo delle scimmie. Sul tavolo Oms l’ipotesi di elevarlo a emergenza sanitaria internazionale. Nel mondo segnalati circa 80 casi
È attesa una riunione dell’Organizzazione mondiale per la sanità per valutare come affrontare l’epidemia. Intanto emergono nuove segnalazioni di casi in varie parti del pianeta e non è escluso un innalzamento dei livelli d’allerta. Al momento casi segnalati in Belgio, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. Al di là dei Paesi dove il virus è endemico, casi recenti sono stati riportati anche in Australia, Canada e Stati Uniti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità starebbe per convocare una riunione di emergenza di esperti per discutere dell’epidemia di vaiolo delle scimmie. Lo scrive il quotidiano inglese Telegraph, citando fonti informate. Secondo il quotidiano britannico i temi principali dell’incontro saranno le modalità di trasmissione della malattia, la sua prevalenza tra gay e bisessuali, nonché la situazione dei vaccini.

E a quanto si apprende sul tavolo dell’Oms ci sarebbe anche l’ipotesi di dichiarare quella sul vaiolo delle scimmie un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale con il primo effetto che sarebbe quello di alzare i livelli di controllo.

Intanto nel mondo si susseguono le notizie di nuovi casi. L’Oms cita in Europa il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Portogallo, la Spagna, la Svezia e il Regno Unito. Al di là dei Paesi dove il virus è endemico, casi recenti sono stati riportati anche in Australia, Canada e Stati Uniti.

ITALIA – Sono a tre i casi confermati in Italia, tutti in carico all’Istituto di malattie infettive Spallanzani di Roma.

SPAGNA – La Spagna conta finora 30 casi confermati o sospetti, secondo un documento diffuso dal Ministero della Sanità. Di questi, 7 sono già stati accertati attraverso tecniche approfondite, mentre 23 sono considerati possibili in quanto le prove PCR hanno individuato una tipologia di vaiolo non umano e sono in corso ulteriori verifiche.

SVEZIA – Un caso

BELGIO – Due casi

REGNO UNITO – Sono invece 20 i contagi censiti nel Regno Unito dalle autorità sanitarie dello UK Health Security Agency (UKHSA), ha resto noto oggi Sajid Javid, ministro della Salute del governo di Boris Johnson, riferendo di 11 nuove infezioni in aggiunta alle 9 già confermate fino a ieri.

PORTOGALLO – In Portogallo sono 14 confermati e 20 sospetti.

FRANCIA – Un primo caso è stato confermato anche in Francia, nella regione di Parigi, l’Ile-de-France, hanno annunciato oggi le autorità sanitarie. Il paziente colpito è un uomo di 29 anni che non ha viaggiato in paesi in cui circola il virus.

GERMANIA – Anche in Germania è stato registrato il primo caso ufficiale, confermato oggi dall’istituto di microbiologia della Bundeswehr di Monaco di Baviera, secondo quanto scrive la Bild. Il paziente avrebbe manifestato delle eruzioni cutanee.

STATI UNITI, CANADA E AUSTRALIA – Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie del Massachusetts hanno accertato un caso in un uomo che ha viaggiato recentemente in Canada mentre le autorità sanitarie di New York stanno indagando su un primo possibile contagio, secondo quando riportano i media americani. L’Oms riferisce di casi anche in Canada e Australia.

“Nella regione europea stiamo entrando nella stagione estiva, con raduni di massa, festival e feste: temo che la trasmissione possa accelerare, poiché i casi attualmente rilevati sono legati all’attività sessuale e i sintomi non sono familiari a molti”, ha  sottolineato Hans Kluge, direttore dell’Oms Europa, che sta “lavorando a stretto contatto con i Paesi colpiti per esaminare ulteriormente i casi registrati e determinare la possibile fonte d’infezione, in che modo il virus si sta diffondendo e come evitare ulteriori contagi”, oltre a “dare indicazioni” e “facilitare lo scambio di informazioni fra i Paesi e le reti sanitarie”.

Nel frattempo anche la Commissione Europea “monitora con molta attenzione” la situazione relativa alla diffusione in Europa di casi di vaiolo delle scimmie e resta in “stretti contatti” con gli Stati membri, ma si tratta di un virus caratterizzato da una “bassa trasmissibilità” tra le persone in assenza di “contatti stretti”. Ha spiegato il portavoce per la Salute Stefan de Keersmaecker, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

L.F.

L.F.

20 Maggio 2022

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