Tumori. La denuncia Aiom: “Nessuno screening per il 71% delle persone transgender”

Tumori. La denuncia Aiom: “Nessuno screening per il 71% delle persone transgender”

Tumori. La denuncia Aiom: “Nessuno screening per il 71% delle persone transgender”
Il 32% ha subito discriminazioni da parte del personale sanitario. Il Presidente Saverio Cinieri: “Le problematiche oncologiche, in questa popolazione, sono misconosciute, ma molto importanti. Stileremo le Raccomandazioni per la gestione dei tumori nei pazienti che hanno scelto di cambiare sesso. Vanno eliminate le barriere nell'accesso alla prevenzione e alle cure".

Il 71% delle persone transgender e gender non conforming (cioè di genere diverso da quello alla nascita) non ha mai partecipato ad alcun programma di screening anti cancro. Una su tre non è in grado di trovare informazioni specifiche per la prevenzione oncologica declinate sulla propria condizione specifica. Il 53% ritiene che l’identità di genere possa avere un impatto significativo sul rischio di sviluppare il cancro.

Più in generale, gli ospedali rappresentano il quinto luogo in cui le persone transgender subiscono discriminazioni (dopo gli spazi comuni all’aperto, la scuola, i mezzi di trasporto pubblici e i locali notturni). Il 32% riferisce di essere stato vittima di comportamenti discriminatori da parte del personale sanitario. Dall’altro lato, quasi la metà degli oncologi (46,2%) ritiene che questi pazienti siano discriminati nell’accesso all’assistenza oncologica e il 18,4% è stato testimone di episodi di questo tipo riconducibili all’identità di genere da parte di operatori sanitari.   

Sono i principali risultati di due sondaggi, uno su 190 persone transgender e gender non conforming e uno su 305 oncologi, presentati al convegno di Aiop (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sulle “Giornate dell’etica in oncologia”, in corso fino a domani ad Assisi. Le due indagini sono realizzate in collaborazione con Elma Research.

“Dedichiamo due giorni alla salute declinata su sesso e identità di genere – afferma Saverio Cinieri, Presidente Nazionale Aiom -. La medicina di genere ha un preciso significato in oncologia. Ci sono infatti differenze fra uomini e donne in termini biologici e molecolari, di risposta alle terapie antineoplastiche e di tossicità in seguito ai trattamenti contro il cancro. Nella seconda parte delle ‘Giornate dell’etica’ rivolgiamo la nostra attenzione alle esigenze della comunità LGBTQIA+. Le problematiche oncologiche, in questa popolazione, sono del tutto misconosciute, ma molto importanti. Aiom è impegnata su questo fronte e stilerà le Raccomandazioni per la gestione dei tumori nei pazienti transgender. Nella fase di transizione fra i sessi, queste persone vanno incontro a cambiamenti biologici così importanti da poter favorire l’insorgenza del cancro. Inoltre, come emerso dal sondaggio, nel lungo e talvolta doloroso percorso di transizione spesso trascurano le regole di prevenzione oncologica, inclusi gli screening”.

“L’Oncologia si deve aprire alle molteplici sfaccettature della società e deve essere pronta ad accoglierle con un linguaggio inclusivo – spiega Giordano Beretta, Presidente Fondazione Aiom -. Così come individuiamo i sottogruppi di pazienti in base alle alterazioni molecolari per scegliere il trattamento migliore, dobbiamo anche capire come trattare alcuni gruppi di pazienti che hanno bisogno di particolare attenzione per essere curati al meglio”.

“Le ‘Giornate dell’etica’ di Aiom rappresentano l’occasione per focalizzare l’attenzione su tematiche trasversali e integrative, rispetto a quelle più tradizionali costituite dalle terapie e dai risultati degli studi clinici – afferma Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, Direttrice della Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e membro del Direttivo Nazionale Aiom -. La medicina di genere è un tema nuovo in ambito oncologico, per lungo tempo confinata solo all’aspetto riproduttivo. Oggi abbiamo a disposizione evidenze scientifiche crescenti, anche epidemiologiche, che aiutano a comprendere come vi siano importanti differenze biologiche in base al sesso nella risposta alle terapie. Vanno considerate anche le diversità in termini socio-economici, legate al genere, nell’accesso alle cure e alle sperimentazioni cliniche”.  

Come evidenziato dai risultati dei sondaggi, la discriminazione da parte del personale sanitario nei confronti delle persone transgender può assumere diverse forme: dall’utilizzo del nome assegnato alla nascita al posto di quello scelto, ad atteggiamenti di curiosità inappropriata, a un comportamento meno rispettoso rispetto a quello riservato agli altri pazienti, all’ignorare necessità specifiche, al biasimo per il problema clinico fino all’utilizzo di un linguaggio aggressivo. Le cause? La mancanza di esperienza nel trattamento dei problemi specifici di queste persone, la scarsa conoscenza delle loro esigenze cliniche, talvolta anche paura o pregiudizio.

Secondo gli oncologi, come conseguenze degli atteggiamenti discriminatori, le persone transgender non partecipano agli screening e ai programmi di prevenzione (73,1%), accedono ai centri per affrontare i problemi oncologici con sensibile ritardo (67,9%), non hanno fiducia nei professionisti della sanità (57%), non accedono del tutto ai centri di cura (44,6%) e non ricevono cure appropriate (22,6%).

“Per la prima volta Aiom dedica un convegno alla medicina di genere – sottolinea Filippo Pietrantonio dell’Oncologia Medica Gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori di Milano e membro del Direttivo Nazionale Aiom -. Il convegno si focalizza non solo sulle differenze fra uomo e donna, ma include anche un focus sulla salute della comunità LGBTQIA+. Questa scelta pone Aiom in linea con le decisioni adottate da tempo dalle società scientifiche dei principali Paesi Europei e degli Stati Uniti. È necessario impegnarsi di più per ridurre le disparità di accesso ai trattamenti e agli screening anti cancro, che ancora esistono per alcune categorie. Spesso il timore di subire discriminazioni rappresenta per questi cittadini una barriera nei confronti della prevenzione e delle cure”.

Negli ultimi 5 anni il 41,3% degli oncologi ha curato almeno un paziente transgender o gender non conforming colpito da tumore. Per migliorare la qualità dell’assistenza, gli specialisti ritengono sia necessario implementare la formazione dei professionisti, investire in campagne istituzionali per proteggere questi cittadini da ogni forma di discriminazione basata sull’identità di genere e prevedere studi clinici che li includano, considerando le loro specifiche esigenze.

23 Settembre 2022

© Riproduzione riservata

Case della Comunità. Dai medici agli infermieri fino agli specialisti: stop ai professionisti ‘solitari’ ma un’unica squadra per il paziente. Da Agenas il testo finale delle linee guida per il lavoro in équipe
Case della Comunità. Dai medici agli infermieri fino agli specialisti: stop ai professionisti ‘solitari’ ma un’unica squadra per il paziente. Da Agenas il testo finale delle linee guida per il lavoro in équipe

Le Case della Comunità dovranno diventare il luogo dove i professionisti della sanità territoriale smetteranno di lavorare ciascuno per conto proprio. Il medico di medicina generale o il pediatra, l'infermiere,...

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Caldo killer e inquinamento: l’Italia sempre più fragile. Il Ministero aggiorna il Piano: allarme per anziani, cronici e lavoratori. Temperature elevate e smog diventano un’unica emergenza sanitaria
Caldo killer e inquinamento: l’Italia sempre più fragile. Il Ministero aggiorna il Piano: allarme per anziani, cronici e lavoratori. Temperature elevate e smog diventano un’unica emergenza sanitaria

L'Italia entra in una nuova fase della lotta agli effetti sanitari dei cambiamenti climatici. Il Ministero della Salute ha aggiornato il Piano nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla...

Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento
Infermieri. Eurispes: “Il problema non è solo la carenza, ma un mercato del lavoro inefficiente”. Sul tavolo anche il modello del convenzionamento

La carenza di infermieri in Italia è solo la parte più visibile di un problema molto più profondo: l'inefficienza del mercato del lavoro sanitario. È questa la tesi al centro...