Una cosa da fare subito: il Professional Act

Una cosa da fare subito: il Professional Act

Una cosa da fare subito: il Professional Act

Gentile Direttore,
vorrei unirmi al coro di commenti ed al puntuale contributo del dott. De Caro, per aggiungere alcune considerazioni in riferimento alla – anch’essa puntuale – reazione di Anaao e Cimo Fesmed alla prossima sottoscrizione del Ccnl del comparto sanità per il triennio 2019-2021.

Anzitutto è stato reso definitivamente ed immediatamente cogente l’obbligo di assicurazione previsto dalla legge 24/17 c.d. “Gelli”, ossia l’obbligo di copertura assicurativa sia per le strutture sanitarie e sociosanitarie, sia per gli esercenti (tutti) le professioni sanitarie ed in duplice modalità: responsabilità civile + extracontrattuale e/o per colpa grave.

Ciò rende davvero irrilevante l’obiezione secondo cui «Le responsabilità affidate a chi ricopre gli incarichi di funzione organizzativa e professionale potrebbero dar vita a contenziosi».

Va ancora peggio per l’affermazione «Il personale del ruolo sanitario non può gestire processi clinico-assistenziali e diagnostici», che scontrandosi da sola con i decreti ministeriali istitutivi, gli ordinamenti didattici ed i codici deontologici di decine di professioni sanitarie non mediche, rende i latori della affermazione degli autentici «ignoranti di sanità e organizzazione sanitaria» come Luca Benci ebbe a chiosare nel 2019.

Potrei continuare a controdedurre, pertanto, l’inesistenza di alcuna «contraddizione normativa», di alcuna commistione su «competenze professionali che la legge riserva alla categoria medica» etc. …invece preferisco fare una duplice considerazione

Da una parte, rimarcare una inutile dialettica degli opposti proposta dalle sigle sindacali dei medici: «Il personale del ruolo sanitario non può gestire processi clinico-assistenziali e diagnostici» ma «sono fondamentali per assicurare un’adeguata assistenza al paziente» … « … non hanno le competenze necessarie … » … «senza che per questo nessuno si possa considerare un attore secondario».

Dialettica tesa a dire tutto ed il contrario di tutto … ci vuole abilità anche in quello.

Quindi dall’«Assalto alla diligenza» e dagli «Apprendisti stregoni» di Fnomceo, Anaao Assomed, Cimo & co. del 2015, formule con cui si avversava il celeberrimo comma 566 della l. di Stabilità 2015 (che alla fine dei conti poco o forse niente di diverso recitava), malgrado dadaismi di circostanza reiterati ogni dove ed ogni tanto … la musica della dominanza medico-forense resta sempre la stessa: ritorno all’ancien regime.

 Dall’altra, evidenziare una serie di errori a più riprese contestati ai professionisti non medici:

1. L’isolazionismo degli infermieri;

2. Il negazionismo di problematicità/crisi, come quella dei Radiographers, che nemmeno reagiscono a mere “invasioni” del vero “alveo” della propria professione, quale quella degli odontoiatri o quella ultraventennale, sub ex d. lgs. 187/00 della ottimizzazione degli esami.

3. Essere loro stessi gli artefici dei loro mali quando, per mera pigrizia intellettuale non curano gli aspetti tipizzanti il proprio operato e non si rapportano più attivamente contro le logiche – ad es. – del “si è sempre fatto così”, soprattutto se ben consapevoli dei rischi che tali strascichi pseudo-culturali del passato portano con sé a fronte della padronanza della conoscenza necessaria a costruire una autentica “clinical governance”.

Anche qui l’elenco potrebbe dilungarsi …

Ma forse l’errore più grande potrebbe essere quello di continuare a rinunciare a proporre una unitaria esortazione indirizzata al legislatore (adesso ce n’è uno nuovo) verso un riconoscimento normativo della autorevolezza delle professioni non mediche, anche questo sotto gli aspetti viepiù declinati (libera professione, indennità di esclusività, etc.), invece che continuare a percorrere (come sembra piacere a molti) una “via contrattuale” che puntualmente desta le solite “asce di guerra”, giustamente viste come elemento di caduta e non di crescita culturale sanitaria generale.

Parafrasando la sua idea proposta nel merito della pandemia, visto che analogamente «si sono infatti accatastate decine di provvedimenti di varia natura che hanno dato vita a un coacervo di norme» in ambito di professioni sanitarie, bisognerebbe a questo punto pensare ad un “Professional Act” in ambito sanitario.

Un buon proposito per il nascente nuovo governo.

Dott. Calogero Spada
TSRM – Dottore Magistrale

20 Ottobre 2022

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