Anche i farmaci non fanno più paura
“Sempre di più si è creata nella popolazione la consapevolezza della base organica del problema a cui dare, quindi, una risposta di merito farmacologica: se c'è un problema con base medica, la soluzione non può altro che essere medica”, ha spiegato Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele-Resnati di Milano. “In coerenza con questa lettura i farmaci sono migliorativi nel 60% dei casi ed è coerente con il fatto che la percentuale degli uomini che non hanno mai utilizzato questi farmaci è più che dimezzata. Il ricorso ai farmaci è come mettere due diottrie agli occhiali, con la PDE5 un uomo torna a 'vederci' benissimo dal punto di vista sessuale e con il ricorso ai farmaci allontana il giudizio morale sulla sua presunta inadeguatezza”.
I farmaci non fanno più paura, dunque, e in Italia il mercato solo nel 2011 ha registrato la vendita di oltre 18 milioni di pillole, un dato in aumento anno dopo anno. Se dieci anni fa alcuni medici specialisti ancora credevano in un approccio più olistico con il ricorso a rimedi alternativi per la reversione dei problemi erettili (il 2,7% nel 2001, percentuale dimezzata all’1,1% nel 2012), oggi il 74,7% ha fiducia consolidata nei farmaci a disposizione per la DE e li prescrive come terapia primaria ai propri pazienti. Tutti gli inibitori della PDE5 presenti sul mercato sono potenzialmente idonei a curare i pazienti affetti da DE. Tuttavia esistono differenze tra i tre farmaci che possono influenzare il successo terapeutico, la soddisfazione percepita rispetto al farmaco sia da parte del paziente che da parte della coppia e, nel lungo termine, l'aderenza al trattamento e il recupero dei casi cronici.
Occorre pertanto individuare gli aspetti della storia clinica e relazionale del paziente per definirne le varie tipologie e poi collegare ciascun profilo alla terapia più idonea alle sue esigenze. “La personalizzazione della terapia permette di ottenere degli ottimi risultati in termini di miglioramento significativo della sessualità poichè non rispetta soltanto le necessità dell’uomo, ma anche quelle della sua partner”, ha commentato Aldo Franco De Rose, Specialista andrologo e urologo. Nell’ambito delle opzioni terapeutiche attualmente disponibili, c’è una significativa novità nel panorama farmacologico. “La terapia cronica giornaliera garantisce un effetto naturale e spontaneo: un’arma in più per non dover pianificare o cronometrare, poco romanticamente, i propri momenti d’intimità”, ha concluso il medico.
Articoli correlati:
22 Settembre 2012
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

La versione di un pensionato

Riforma Ssn. Il Ministero replica alle Regioni: “Istituito il tavolo tecnico sulla delega per la riorganizzazione ospedali e territorio”

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale