LRRC15, un nuovo determinante di suscettibilità/resistenza a SARS-CoV-2

LRRC15, un nuovo determinante di suscettibilità/resistenza a SARS-CoV-2

LRRC15, un nuovo determinante di suscettibilità/resistenza a SARS-CoV-2

Gentile Direttore,
risale a pochi giorni fa, ad opera di un team di ricercatori australiani dell’Università di Sydney, la notizia relativa all’identificazione di un ulteriore recettore per il betacoronavirus SARS-CoV-2 a livello del parenchima polmonare. La molecola in questione, la cui esistenza e’ stata resa nota attraverso un articolo pubblicato sulla prestigiosa Rivista “PLoS Biology” e che è stata denominata “leucine-rich repeat containing protein 15” (LRRC15), farebbe il paio con il recettore ACE-2, la ben nota porta attraverso cui il virus sarebbe in grado di penetrare alll’interno delle nostre cellule, così come di quelle delle numerose specie animali naturalmente e/o sperimentalmente suscettibili nei confronti dell’infezione.

Tuttavia, a fronte di un’elevata affinità di legame del virus con entrambi i recettori, la pregressa interazione di SARS-CoV-2 con la molecola LRRC15 inibirebbe il successivo legame del virus con ACE-2, impedendone di fatto l’ingresso nelle cellule dell’ospite.

Inoltre, in concomitanza con la diffusione dell’infezione in ambito polmonare, si assisterebbe ad una contestuale, accresciuta espressione di LRRC15, che ostacolerebbe pertanto l’ulteriore colonizzazione del parenchima e, di conseguenza, il progressivo sviluppo della reazione sclero-fibrotica che frequentemente accompagna l’evoluzione in senso cronico dell’infezione.

Ne deriva pertanto che LRRC15 costituirebbe un fondamentale determinante di suscettibilità/resistenza nei confronti dell’infezione da SARS-CoV-2, una molecola attraverso i cui livelli di espressione sia nel polmone sia in altri distretti tissutali dell’ospite (in seno ai quali la stessa sarebbe stata parimenti descritta) passerebbe altresi la differente gravità dei quadri clinico-patologici di COVID-19.

Ai livelli di espressione di LRRC15 potrebbe infine risultare correlata la maggiore o minore suscettibilità delle diverse specie animali nei confronti dell’infezione da SARS-CoV-2, nell’ottica giustappunto della One Health, la salute unica di uomo, animali ed ambiente.

Giovanni Di Guardo
Già Professore di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Teramo

13 Febbraio 2023

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