Quello che i giornali non dicono

Quello che i giornali non dicono

Quello che i giornali non dicono

Gentile Direttore,
ne avevamo proprio bisogno. Un ritratto perfetto della nostra professione con accurata e disinvolta malizia da parte di due giornalisti di chiara fama: Giangiacomo Schiavi per il Corriere e Umberto Brindani per Gente. Il quadro complessivo del generoso ritratto del medico di base è possibile sintetizzarlo con poche pennellate: assente, introvabile al telefono, per niente empatico, inadempiente per le visite sia in ambulatorio che al domicilio. Non manca il confronto con i bei tempi andati, quando il medico di base, più vicino alla condotta che ai nostri tempi, era onnipresente. Anche al capezzale del figliuolo di Brindani, ammalato con ben 37,5 di febbre (sic).

Sempre Brindani, a caccia di un nuovo medico di base dopo la collocazione in pensione del suo precedente ed eroico medico a cavallo di ogni avversità, resta trasecolato quando il nuovo medico si mette a discutere sulla opportunità di alcuni esami richiesti. Giustamente, il giornalista di Gente non capisce come mai un medico non voglia fare il trascrittore di altrui splendori e ne discute l’appropriatezza. Chi è mai questo medico di base che disserta su clinica ed esami, pensati e suggeriti da ben altre menti illuminate? Meglio cambiare medico. Magari uno di quelli che fa copia e incolla senza discutere.

Medici fax, medici fotocopia, medici mail, medici skype, medici e basta, tradizionalmente pensanti, proprio no. Cosa è mai la medicina del territorio se non un discount di bassa lega dove prendere dagli scaffali quello che serve? Possibile che nell’anno del Signore 2023 ci siano ancora questi fastidiosi medici con la fastidiosa propensione a voler pensare senza voler firmare una semplicissima impegnativa del professorone universitario accademico plurimenzionato da riviste e tv e latore di marchette convenzionate dallo Stato? Ma dove è finito quel bravo e onesto medico condotto dei tempi andati che arrivava a cavallo dall’altra parte di Milano al secondo starnuto del pargoletto ammalato grave e in prognosi riservata, a detta dei vicini di casa?

Per la posta del Corriere della Sera, è il Signor Francesco Negro che scrive a Giangiacomo Schiavi a proposito del diritto negato alla salute. Il suo medico di base è una entità evanescente come un arcobaleno: bello di aspetto, ma fugace e inconcludente. La domanda campeggia come inesorabile atto di accusa e il giornalista risponde che, benché disgraziato, il medico di base è così non solo per propria colpa, ma perché inserito in un sistema sbagliato. Quel SSN latitante da almeno venti anni nella organizzazione della medicina del territorio. Peccato che l’incipit richiami la sacralità della missione di Ippocrate, al confronto del quale siamo diventati impiegati del Catasto.

Distruggere l’immagine e la professione di tanti medici del territorio basta poco: due giornalisti che con malizia e mestiere di bassa lega non sanno spiegare pubblicamente un evento che sa di miracolo. Chi cura ogni giorno milioni di pazienti, affrontando patologie che vanno dal raffreddore all’infarto? Chi pratica milioni di vaccinazioni ogni anno? Chi rilascia milioni di certificati di malattia ogni giorno? Chi effettua dalle 800 alle 1000 visite domiciliari all’anno? Chi vede 12000 pazienti all’anno in ambulatorio? Chi manda avanti la baracca, nonostante le migliaia di pastoie burocratiche ministeriali? Chi passa il proprio tempo in bagno a cercare di barcamenarsi sulle note di prescrizione scritte in aramaico? Chi passa i fine settimana attaccato al computer per i corsi di aggiornamento? Potrei suggerire ai due noti giornalisti che siamo noi medici di base, con un contratto di convenzione che non ci riconosce nemmeno dipendenti dello Stato, e bloccato da ormai 12 anni.

Noi medici di base che andiamo in ambulatorio con la sciatica e la febbre a 38, perché non abbiamo malattia, né sostituti. Noi medici di base che vogliamo ragionare con la nostra testa perché ci sentiamo ancora figli di Ippocrate e non ancora figli di p…. , come si scrive troppo facilmente sui giornali.

Enzo Bozza
Medico di base a Vodo e Borca di Cadore (BL)

Enzo Bozza 

22 Maggio 2023

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