Qualità dell’aria. Gli Ordini dei Medici dicono sì alla nuova Direttiva europea

Qualità dell’aria. Gli Ordini dei Medici dicono sì alla nuova Direttiva europea

Qualità dell’aria. Gli Ordini dei Medici dicono sì alla nuova Direttiva europea
Il Consiglio nazionale della Fnomceo ha infatti approvato all’unanimità una Mozione, su iniziativa della Commissione Ambiente e Salute, che ne sostiene l’applicazione. Oltre 50mila l’anno: tante sono, in Italia, secondo l’European Enviromental Agency, le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico. Secondo la Fnomceo, l’accoglimento della nuova direttiva costituirebbe “un importante progresso nella direzione voluta dall’Oms riguardo ai valori limite degli inquinanti atmosferici ritenuti dannosi per la salute umana”. LA MOZIONE

La nuova Direttiva sulla qualità dell’aria, che – proposta dalla Commissione europea nell’ottobre 2022 e attualmente in discussione – introduce soglie più restrittive per gli inquinanti, incassa il sì degli Ordini dei Medici.

Il Consiglio nazionale della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, composto dai 106 presidenti degli Ordini territoriali e riunito in questi giorni a Roma, ha infatti approvato all’unanimità una Mozione, su iniziativa della Commissione Ambiente e Salute, che ne sostiene l’applicazione.

Oltre 50mila l’anno: tante sono, in Italia, secondo l’European Enviromental Agency, le morti premature dovute all’inquinamento atmosferico. A partire da tale dato, la Fnomceo ritiene indilazionabili gli interventi a tutela della sostenibilità ambientale proposti dalla Commissione europea e “auspica che le scelte della politica sappiano svilupparsi in decisioni di ampio respiro che consentano al nostro paese una reale prospettiva di salute, benessere ed equità”.

Secondo la Fnomceo, l’accoglimento della nuova direttiva costituirebbe “un importante progresso nella direzione voluta dall’OMS (2021) riguardo ai valori limite degli inquinanti atmosferici ritenuti dannosi per la salute umana”.

“In Italia – esplicita la Mozione – l’area della Pianura padana è quella che presenta le maggiori problematiche. Del fatto sono sicuramente responsabili le condizioni meteorologiche e geografiche, ma studi recenti condotti nell’ambito del progetto Life-PrepAIR individuano tra l’altro fattori responsabili dell’inquinamento da polveri sottili nell’area in questione: la combustione di combustibili fossili per riscaldamento (soprattutto legna e pellet), il trasporto stradale (con emissioni di ossidi di Azoto, precursori di particolato), l’agricoltura e gli allevamenti intensivi (emissioni di ammoniaca, precursori di particolato). A questi è da aggiungere il contributo degli impianti industriali alimentati con combustibili fossili”.

Gli interventi in tali settori, secondo la Fnomceo, risultano dunque “imprescindibili”.

“Questi interventi – assicura la Mozione – non sono una minaccia per l’economia e l’industria. Senza voler entrare nel merito di come adeguare gli interventi alle specifiche realtà locali, il risultato di un rinvio o di un’inazione è evidente e purtroppo già verificato nelle sue drammatiche conseguenze. Il Consiglio Nazionale della Fnomceo ritiene che la flessibilità delle regole, condizionata solo da esigenze economiche del breve periodo, aggravi il danno per la salute dei cittadini in termini di malattia e di morte, acuisca la crisi del clima e gli eventi estremi che ne derivano, aumenti in modo insostenibile i costi sanitari (pandemie comprese) e i danni conseguenti agli eventi estremi (alluvioni, siccità, frane, ecc…), compromettendo alla fine le reali prospettive di sviluppo”.

Il Consiglio Nazionale della Fnomceo è concorde: “La professione medica non può esimersi dall’intervenire nel dibattito sulla proposta della Commissione Europea nella prospettiva della tutela della salute globale, che rappresenta certamente la precondizione anche per garantire uno sviluppo economico e sociale di medio e lungo termine”.

E questo anche in ragione dell’articolo 5 del Codice di deontologia medica, che “richiama i professionisti alla promozione delle politiche ambientali, quali elementi che sostanziano la tutela della salute individuale e collettiva, senza la quale non sono realizzabili obiettivi di benessere ed equità sociale”. E in virtù degli articoli 9 e 41 della Costituzione, dedicati alla tutela dell’Ambiente, delle Biodiversità, degli Ecosistemi. Articoli che gli Ordini, come Enti sussidiari dello Stato, sono tenuti a onorare impegnandosi nella tutela dell’ambiente, quale determinante di salute.

“La nostra mozione – spiega Claudio Lisi, Coordinatore della Commissione Ambiente e salute della Fnomceo, in una video-intervista al Tg Sanità della Federazione – sta a indicare che, come tutela della salute del cittadino, è importante aderire a quelle che sono le indicazioni della Commissione europea. Dobbiamo evitare che quelli che sono i danni da inquinamento e i danni ambientali possano arrecare sempre più una preoccupazione per la salute del cittadino. Mi auguro che la nostra mozione venga fatta propria dalla comunità politica, che possa attuare tutte le misure e aderire a quello che è il programma richiesto dalla Comunità europea”.

14 Luglio 2023

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