Non dimentichiamo chi si mette a disposizione della popolazione, anche durante l’emergenza

Non dimentichiamo chi si mette a disposizione della popolazione, anche durante l’emergenza

Non dimentichiamo chi si mette a disposizione della popolazione, anche durante l’emergenza

Gentile Direttore,
quando l’alluvione in Emilia Romagna ha lasciato il posto al fango, in quella distesa in tanti si sono rimboccati le maniche per offrire il proprio aiuto, in quel luogo teatro di un’azione di mutuo soccorso, in cui la crisi è stata trasformata in un momento di crescita, tanti sono stati gli encomi per gli angeli del fango, i moderni eroi che hanno portano aiuto e sostegno alle popolazioni colpite, tante sono state le promesse a cui a tutt’oggi non sono seguite reali risposte. Uno di questi eroi, Fabrizio Galavotti, dopo aver acconsentito a far allagare i quasi 200 ettari del suo terreno vicino a Ravenna, al fine di alleggerire la pressione di un corso d’acqua che rischiava di esondare dritto verso la città, lamenta di sentirsi abbandonato dalle istituzioni. Al suo gesto, che è servito per salvare Ravenna dalla furia dell’acqua, sono seguiti elogi e promesse, e poi niente più, né risarcimenti, né aiuti per riprendere la sua attività. In questi giorni ha dichiarato che lo rifarebbe senza indugi, ma l’amarezza di essere stato lasciato solo è tanta. A sentirsi così sono in tanti in quei territori sofferenti.

L’analogia con altri moderni eroi è forte, quando si pensa ai professionisti della sanità pubblica, osannati durante la pandemia e lasciati soli subito dopo. Paragone calzante perché in entrambi i casi ci si trova di fronte a uomini e donne che si sono messi a disposizione della popolazione, dimostrando di saper rispondere ai bisogni della comunità anche durante la tempesta dell’emergenza. Quando le luci della ribalta si sono spente, i problemi sono rimasti, e sono sempre gli stessi, se non addirittura peggiorati. Nella Sanità i gettonisti pullulano, i tagli al sistema si fanno sempre più pesanti, ritmi e modalità di gestione della professione sempre più soffocanti.

Non stupisce che la giovane classe medica rifugga all’estero, alla ricerca di una retribuzione più appagante, ma anche della possibilità di organizzare al meglio il proprio lavoro grazie alla depenalizzazione dell’atto medico, all’esistenza di minori vincoli normativi e di maggiori soddisfazioni personali, sia di carriera sia di gestione del proprio tempo da dedicare a se stessi e alla propria famiglia.

Chi rimane in patria è costretto a destreggiarsi tra prestazioni aggiuntive non erogate, ferie non godute e neanche retribuite, continui tagli, situazioni contrattuali che, sia nel pubblico sia nel privato, si trovano in continua fase di definizione…

Tutte difficoltà che, in attesa di una soluzione concreta, emergono prepotentemente nei territori della regione in cui si cerca di portare una sanità di prossimità: in particolar modo nelle periferie e nelle comunità montane, aree più svantaggiate in cui garantire il diritto alla Salute appare sempre più una priorità.

Gli angeli delle corsie, così come gli angeli del fango, meritano qualcosa in più della giusta e appagante riconoscenza nutrita sinceramente nei loro confronti. Chiedono di non essere lasciati soli. Meritano che qualcosa si muova, che qualche risposta venga fornita, che qualche passo venga fatto in direzione di un confronto reale e concreto.

Dott.ssa Lucilla Boschero
Segretario Generale CISL Medici Lazio

Lucilla Boschero

06 Settembre 2023

© Riproduzione riservata

Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t
Malattie autoimmuni dell’età pediatrica. Su Nature Medicine lo studio che dimostra l’efficacia delle cellule car-t

Otto pazienti pediatrici affetti da gravi malattie autoimmuni refrattarie ai trattamenti convenzionali hanno potuto interrompere completamente le terapie immunosoppressive. Sette di loro sono oggi in remissione clinica, mentre l’ottavo, affetto...

Accessi PS, dubbi sul ruolo del triage per il trasferimento di pazienti ai CAU
Accessi PS, dubbi sul ruolo del triage per il trasferimento di pazienti ai CAU

Gentile Direttore,sembra ci sia allo studio della Regione Emilia-Romagna un programma di trasferimento ai Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) di pazienti che si presentano al triage del Pronto Soccorso...

Formare palliativisti o formare medici capaci di prendersi cura?
Formare palliativisti o formare medici capaci di prendersi cura?

Gentile Direttore, in Italia è attualmente in corso un ampio dibattito sulla formazione in cure palliative. La Società Italiana di Cure Palliative (Sicp) ha più volte richiamato l’attenzione sulla carenza...

Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”
Giovani e digitale. Indagine Asl Viterbo: “Uso eccessivo e notturno per 47% studenti delle medie e 64% delle superiori”

Quello dei giovani è “un quadro complesso, fatto di bisogni da intercettare ma anche di tante risorse su cui possiamo costruire percorsi di crescita, prevenzione e benessere insieme a scuola,...