Il profilo professionale dell’assistente sanitario 25 anni dopo
L’assistente sanitario è un professionista dedicato alla promozione, prevenzione ed educazione alla salute. Il suo ruolo è ufficialmente delineato dal Decreto Ministeriale n. 69 del 17 gennaio 1997. Questo decreto assegna all’assistente sanitario il compito di identificare le necessità sanitarie di un individuo e stabilire le priorità per le attività di prevenzione, educazione e riabilitazione. In Italia, attualmente, operano circa 8000 assistenti sanitari che hanno completato con successo un corso di laurea triennale altamente competitivo.
Come capitato anche alle altre professioni sanitarie, l’assistente sanitario ha avuto un ruolo centrale durante la pandemia da Covid-19, in particolare nel corso della campagna vaccinale. E infatti, secondo il XXV Rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea di Bologna, sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati, che è stato presentato di recente, se si analizzano le 22 professioni sanitarie sugli ultimi dati disponibili (anno 2021), quella dell’assistente sanitario è la figura con più alto tasso occupazionale in assoluto (e ben sopra la media del 78,5%): parliamo infatti dell’84,1% di occupati, molto probabilmente a causa della pandemia che ha richiesto un discreto aumento del personale.
Ma cosa fa l’assistente sanitario, quali sono le sue prerogative e com’è nato?
Un po’ di storia
La Legge 19 luglio 1940, n. 1098 disciplina delle professioni sanitarie ausiliarie infermieristiche e di igiene sociale, nonché dell’arte ausiliaria di puericultrice”, definisce la professione di assistente sanitaria visitatrice di “igiene sociale” e di “assistenza medico-sociale”.
Un’evoluzione del ruolo e delle competenze si ha con il DM.M. 225/1974, che modifica il regio decreto del 1940. Con il nuovo mansionario l’assistente sanitario rappresenta un professionista che opera nel campo della medicina pubblica e collabora all’acquisizione da parte della popolazione del valore fondamentale della salute, all’aiuto delle persone per risolvere i loro problemi sanitari e all’organizzazione e al funzionamento dei servizi socio-sanitari che lo Stato offre ai cittadini. Il suo lavoro si svolge all’interno e all’esterno dei servizi. Le tecniche e gli strumenti operativi dell’assistente sanitario sono il colloquio, la visita domiciliare, le inchieste e l’educazione sanitaria individuale e di gruppo.
Nel 1986 viene approvata la Carta di Ottawa, che ancora oggi rappresenta un documento fondamentale per le politiche e gli interventi di promozione della salute, che si sviluppano attraverso alcuni passaggi fondamentali: costruire una politica pubblica per la tutela della salute, creare ambienti favorevoli, rafforzare l’azione della comunità, sviluppare le capacità personali e riorientare i servizi sanitari ponendo al centro la persona. Viene in questa occasione confermato che la promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Un individuo o un gruppo deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di cambiare l’ambiente circostante o di farvi fronte. La salute è, quindi, vista come una risorsa per la vita quotidiana, non è l’obiettivo del vivere.
Dal 1997 a oggi
La figura dell’assistente sanitario nasce ufficialmente con il Decreto ministeriale n. 69 del 17 gennaio 1997, ovvero il “Regolamento concernente l’individuazione della figura e relativo profilo professionale dell’assistente sanitario”.
Il DM 17 gennaio 1997 n. 69 stabilisce che l’assistente sanitario è l’operatore sanitario addetto alla prevenzione, alla promozione e all’educazione per la salute. La sua attività è rivolta alla persona, alla famiglia e alla collettività; individua i bisogni di salute e le priorità di intervento preventivo, educativo e di recupero. Identifica i bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e socioculturali, individua i fattori biologici e sociali di rischio ed è responsabile dell’attuazione e della soluzione e degli interventi che rientrano nell’ambito delle proprie competenze. Progetta, programma, attua e valuta gli interventi di educazione alla salute in tutte le fasi della vita della persona.
Il profilo professionale dell’assistente sanitario
Come spiegato nel corso di formazione FAD “L’assistente sanitario: il valore della prevenzione e della promozione della salute” (responsabile scientifico, Alessandro Macedonio, membro del Comitato scientifico per la formazione ECM presso l’Istituto Superiore di Sanità), disponibile sulla piattaforma Consulcesi Club (10 crediti ECM), l’assistente sanitario collabora alla definizione delle metodologie di comunicazione, ai programmi e alle campagne per la promozione e l’educazione sanitaria, concorre alla formazione e all’aggiornamento degli operatori sanitari e scolastici per quanto concerne la metodologia dell’educazione sanitaria e interviene nei programmi di pianificazione familiare e di educazione sanitaria, sessuale e socioaffettiva. Attua inoltre interventi specifici di sostegno alla famiglia, attiva risorse di rete anche in collaborazione con i medici di medicina generale e altri operatori sul territorio e partecipa ai programmi di terapia per la famiglia.
Questa figura sorveglia, per quanto di sua competenza, le condizioni igienico-sanitarie nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità assistite: controlla l’igiene dell’ambiente e il rischio infettivo e relaziona e verbalizza alle autorità competenti e propone soluzioni operative. Opera nell’ambito dei centri congiuntamente o in alternativa con i servizi di educazione alla salute, negli uffici di relazione con il pubblico, e collabora, per quanto di sua competenza, agli interventi di promozione e educazione alla salute nelle scuole.
Partecipa alle iniziative di valutazione e miglioramento della qualità delle prestazioni dei servizi sanitari (rilevando, in particolare, i livelli di gradimento da parte degli utenti) e alle attività organizzate in forma dipartimentale, sia distrettuali sia ospedaliere, con funzioni di raccordo interprofessionale, con particolare riguardo ai dipartimenti destinati a dare attuazione ai progetti obiettivo individuati dalla programmazione sanitaria nazionale, regionale e locale.
Concorre infine alle iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini, con particolare riferimento alla promozione della salute, svolge le proprie funzioni con autonomia professionale anche mediante l’uso di tecniche e strumenti specifici, e agisce sia individualmente sia in collaborazione con altri operatori sanitari, sociali e scolastici, avvalendosi, ove necessario, dell’opera del personale di supporto.
Come si diventa assistente sanitario
Per conseguire il titolo di assistente sanitario, il primo passo fondamentale è superare l’esame di ammissione alle Professioni Sanitarie, un percorso ad accesso limitato. Ogni anno vengono resi disponibili un numero limitato di posti presso diverse università, consentendo ai candidati idonei di iniziare un ciclo di studi triennale.
Dopo aver ottenuto il diploma, è possibile continuare a perfezionare le proprie competenze attraverso corsi di specializzazione o master universitari. Un’alternativa è rappresentata da un corso di laurea specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione.
Una volta acquisito il titolo di assistente sanitario, il professionista può iscriversi all’Ordine dei Tecnici di Radiologia Medica, delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP) per garantire il proprio riconoscimento professionale e l’aderenza agli standard di pratica nel campo della sanità.
Arnaldo Iodice
20 Ottobre 2023
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