Violenza contro le donne. In Emilia-Romagna campagna shock con le frasi che non devi mai lasciarti dire

Violenza contro le donne. In Emilia-Romagna campagna shock con le frasi che non devi mai lasciarti dire

Violenza contro le donne. In Emilia-Romagna campagna shock con le frasi che non devi mai lasciarti dire
“Se mi lasci ti rovino”, “Dove cazzo sei stata? Dammi il cellulare”, “Stai zitta, devi obbedirmi”: Se te lo dice è VIOLENZA. È questo il messaggio che per tutto il 2024 la Regione farà circolare nelle strade e le piazze. Bonaccini e Lori: “Va rotto il velo dell’ipocrisia. Non sono solo parole ma violenza psicologica, spesso il primo passo verso quella fisica”. Magnani (Centri antiviolenza E-R): “Società non sia assuefatta a espressioni lesive della dignità delle donne, ma le riconosca per quello che sono: atti di violenza”. I MANIFESTI

Frasi dure come schiaffi, che mortificano, umiliano, disorientano e minano l’autostima delle donne. Non sono solo parole ma è violenza vera e propria. Riconoscerla, e chiedere aiuto rivolgendosi ai Centri antiviolenza del territorio, è fondamentale per fermarla, prima che sia tardi. Per questo la Regione Emilia-Romagna ha deciso di mettere quelle frasi sotto gli occhi di tutti per tutto il 2024. Sarà possibile leggere nelle strade e nelle piazze dell’Emilia-Romagna, attraverso ‘Se te lo dice è VIOLENZA’, la nuova campagna di comunicazione della Regione Emilia-Romagna per contrastare la violenza contro le donne, iniziando dalle parole. Parole portate alla luce per “rompere ogni velo di ipocrisia su una realtà che non si può più far finta di non vedere, o ascoltare”, spiega la Regione in una nota.

Sei cretina”; “Se mi lasci ti rovino; “Dove cazzo sei stata? Dammi il cellulare”, “Stai zitta, devi obbedirmi”; “Puttana”. E altre ancora. Dodici frasi, vere, di uomini rivolte a donne: una per ciascun mese scandiranno l’intero prossimo anno, da gennaio a dicembre. Una campagna di comunicazione duratura, che coprirà un lungo periodo, “per tenere sempre alta l’attenzione, anche quando il clamore legato a drammatici casi di cronaca sarà spento”.

“Ciò che sta accadendo non è un’emergenza, è un problema sociale. Praticamente ogni giorno leggiamo di donne picchiate o uccise da compagni ed ex. L’ultimo caso è quello di Giulia Cecchettin, ma purtroppo ce ne sono molti altri. Anche negli ultimi giorni in Emilia-Romagna ci sono stati episodi gravissimi di donne scampate per miracolo alla violenza dei partner- affermano Stefano Bonaccini e Barbara Lori, presidente della Regione e assessora alle Pari opportunità-. È arrivato il momento di rispondere con la stessa forza”.

“Serve – aggiungono Bonaccini e Lori – informare e educare a un modello relazionale sano e mai dominante, a partire dalle scuole. Ma serve, subito, andare oltre finte cautele, per aiutare le donne a riconoscere la violenza in tempo, prima che degeneri, e fare in modo che chiedano sostegno alla rete dei servizi sul territorio, ai Centri antiviolenza. Perché la violenza psicologica non invisibile, si vede benissimo. Con questa campagna diciamo concretamente cosa significa umiliare una donna, facendo esempi concreti, scrivendo chiaramente le frasi dette dagli uomini, risultato di una cultura patriarcale che deve cessare, affermazioni che non possono essere considerate normali: sono violente e nessuna donna deve mai sentirsele dire. Sopportarle in silenzio, mentre il tempo passa, ha conseguenze negative per l’autostima e potrebbe averne per l’incolumità fisica. Basta”.

“I femminicidi sono la ‘punta dell’iceberg’ di un fenomeno molto più esteso, che è la violenza di genere. Espressione di un pensiero patriarcale, arcaico, seppure ancora molto radicato, la cui più diffusa manifestazione è la violenza psicologica – sottolinea Cristina Magnani, presidente del Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna -. Questa è terreno fertile di ogni altro abuso. L’emersione dalla società della violenza di genere presuppone un radicale cambiamento culturale. Non ci può essere cambiamento senza riconoscimento di cosa sia la violenza. Per questo è importante chiarire che le parole non sono indifferenti. Insulti, denigrazioni, svilimenti sono il primo segnale di una personalità prepotente, padronale e costituiscono violenza essi stessi. E’ importante che la società non sia assuefatta a determinate espressioni, lesive della dignità e del decoro delle donne, ma le riconosca per quello che sono: atti di violenza. Per questo la campagna ‘se te lo dice è VIOLENZA’ è un passo importante per orientare le coscienze al cambiamento culturale, al rispetto della donna”.

Ideata dalla Agenzia di comunicazione e informazione della Giunta regionale, la campagna vedrà la sua diffusione a partire dal prossimo gennaio. Da subito le 12 tavole saranno veicolate sui profili social della Regione e disponibili sul portale dell’Ente (www.regione.emilia-romagna.it).

22 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Le cosiddette riforme si moltiplicano e si impongono, ma l’innovazione esisteva già
Le cosiddette riforme si moltiplicano e si impongono, ma l’innovazione esisteva già

Gentile Direttore,che il maggior quotidiano economico nazionale, Il Sole 24 Ore, dedichi una riflessione alla medicina generale territoriale (“Io medico di famiglia in Casa di Comunità ci vado per scelta...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...

Santa Lucia, si chiude il commissariamento: la Fondazione LIFE rileva l’IRCCS. Schillaci: “Modello strategico per il sistema della ricerca”
Santa Lucia, si chiude il commissariamento: la Fondazione LIFE rileva l’IRCCS. Schillaci: “Modello strategico per il sistema della ricerca”

Si chiude dopo diciannove mesi il commissariamento dell'IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. Dal 1° luglio la proprietà dell'Istituto è passata alla Fondazione LIFE, organismo costituito da Regione Lazio, Inail...