Campi Bisenzio, pretende farmaco e spintona la guardia medica. Fnomceo: “Chiediamo più sicurezza”

Campi Bisenzio, pretende farmaco e spintona la guardia medica. Fnomceo: “Chiediamo più sicurezza”

Campi Bisenzio, pretende farmaco e spintona la guardia medica. Fnomceo: “Chiediamo più sicurezza”
E questo, sottolinea il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, “è solo l’ultimo episodio in pochi giorni”. Anche il presidente dell’Omceo di Firenze, Pietro Dattolo, chiede più sicurezza e applicazione della legge: “Giustissima la denuncia per interruzione di pubblico servizio, oltre che per lesioni. In caso di aggressione o minacce a pubblici ufficiali la legge prevede multe da 500 a 5000 euro: sono regole che bisogna far rispettare”.

Una dottoressa della guardia medica di Campi Bisenzio è stata, negli scorsi giorni, spintonata da una donna che pretendeva la prescrizione di un farmaco oppioide. Un episodio che torna a far tuonare gli Ordini professionali, che ancora una volta invocano sicurezza per gli operatori sanitari.

“È questo solo l’ultimo episodio in pochi giorni, dopo i due medici ospedalieri colpiti in Molise, ad Agnone e a Termoli, e dopo l’equipaggio del 118 minacciato a Napoli per non aver trasportato la paziente all’ospedale più gradito: a tutti loro va la nostra vicinanza”, dichiara in una nota il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, esprimendo “solidarietà, da parte dell’Esecutivo, del Comitato Centrale e del Consiglio nazionale Fnomceo alla collega di guardia medica aggredita a Campi Bisenzio”.

“La collega di guardia medica – fa peraltro notare Anelli – aveva già denunciato le minacce ricevute in precedenza dalla stessa paziente, sembra senza essere ascoltata. È una situazione che riporta alla mente episodi del passato, come quello che si vede nel docufilm “Notturno”, e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi”.

“Questi ultimi fatti di cronaca – osserva – sono accumunati dal fattore scatenante: una prescrizione negata, perché non appropriata, come a Campi Bisenzio, la mancata violazione di un protocollo, come nel caso di Napoli, la richiesta di indossare la mascherina, come accaduto a Termoli. Anche nell’ambito dei nostri incontri presso l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie istituito presso il Ministero della Salute, il rifiuto o l’impossibilità di fornire la prestazione richiesta è stato indicato come uno dei principali fattori che innescano la violenza”.

“Proprio venerdì scorso, a Bisceglie – chiosa – sono stati presentati nuovi, drammatici, dati sul fenomeno, provenienti da un’indagine esplorativa condotta dal Sirgisl (il Sistema regionale di gestione integrata della sicurezza sul lavoro delle Asl) con il supporto della scuola di specializzazione di Medicina del Lavoro dell’Università di Bari: in Puglia, nel 2023, il 42% degli operatori sanitari è stato oggetto di qualche forma di violenza sul luogo di lavoro. Le categorie maggiormente interessate sono state quelle dei medici (34,7%) e degli infermieri (32,9%). Oltre il 90% degli episodi di violenza hanno avuto luogo all’interno delle strutture ospedaliere e il rischio di aggressione è risultato superiore in occasione del turno notturno (35,1%). Chiediamo più sicurezza, soprattutto per le postazioni di guardia medica, dove i colleghi, che spesso sono colleghe, sono lasciati soli ad affrontare turni anche notturni in zone isolate, per il 118, per i pronto soccorso dei piccoli ospedali”.

“Occorre una rivoluzione culturale – aggiunge il vicepresidente della Fnomceo, Giovanni Leoni – che metta al centro la comunicazione, quella tra medico e paziente e l’informazione in generale”.

“Siamo vicini ai colleghi aggrediti – conclude il Segretario della Fnomceo, Roberto Monaco, che è anche Presidente dell’Ordine di Siena – e condanniamo questa escalation di violenza. Qui in Toscana i numeri sulle aggressioni verso medici e operatori sanitari sono stati recentemente presentati in Commissione sanità del Consiglio regionale: nel 2022 sono stati 1.258 i casi che hanno riguardato infermieri e medici, mentre i dati del 2023, in corso di elaborazione, sembrano indicare una crescita ulteriore. In un’ottica di risk management, episodi come quello di Campi Bisenzio sono veri e propri eventi sentinella e come tali vanno gestiti. Diventa importante anche la formazione del medico a gestire e disinnescare l’aggressività: come Fnomceo abbiamo già in passato offerto corsi in materia e altri ne stiamo progettando e accreditando”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Omceo di Firenze, Pietro Dattolo. “Siamo di fronte all’ennesima aggressione a un medico da parte di un paziente. E’ inammissibile: gli operatori sanitari devono poter fare il loro lavoro con serenità e in sicurezza”, dichiara in una nota.

Per Dattolo “diustissima la denuncia per interruzione di pubblico servizio, oltre che per lesioni . In caso di aggressione o minacce a pubblici ufficiali la legge prevede multe da 500 a 5000 euro: sono regole che bisogna far rispettare”.

“I cittadini invece devono capire che i medici operano nel loro interesse – conclude Dattolo – per la tutela della loro salute, serve un maggiore rispetto per la professionalità e una ritrovata fiducia nel rapporto tra medici e pazienti”.

30 Gennaio 2024

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