Edilizia sanitaria. Semplificazione amministrativa e penalità per l’esercizio dei poteri di revoca delle Regioni. Le conclusioni dell’indagine conoscitiva al Senato

Edilizia sanitaria. Semplificazione amministrativa e penalità per l’esercizio dei poteri di revoca delle Regioni. Le conclusioni dell’indagine conoscitiva al Senato

Edilizia sanitaria. Semplificazione amministrativa e penalità per l’esercizio dei poteri di revoca delle Regioni. Le conclusioni dell’indagine conoscitiva al Senato
Semplificazione e trasparenza le due parole d’ordine che hanno ispirato il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, approvato in X Commissione a Palazzo Madama  IL DOCUMENTO

Semplificazione amministrativa dei processi per mettere in pista in tempi rapidi gli aiuti alle Regioni. Individuazione di una cabina di regia in grado di fornire supporto tecnico, amministrativo e procedurale, conferendo, nelle more, carattere permanente al Tavolo tecnico della Presidenza del Consiglio Dipe anche per le funzioni di monitoraggio del programma di interventi.

E ancora, introduzione di una qualche penalità rispetto all’esercizio da parte delle Regioni dei poteri di revoca, prevedendo, ad esempio, che una quota dell’importo (ad esempio il 5-10%) sia sottratta alla disponibilità dell’ente per destinarla ad una finalità diversa o per finanziare i più meritevoli che hanno esaurito le proprie disponibilità e che hanno rispettato la deadline per la realizzazione delle opere: una soluzione che consentirebbe di introdurre un incentivo per la messa a terra di una progettazione operativa nei tempi previsti.

Infine, privilegiare, dove possibile, l’utilizzo di risorse pubbliche o comunque messe a disposizione da altre istituzioni pubbliche, alla luce delle difficoltà pratiche riscontrate nella realizzazione di grandi interventi edilizi con la modalità del partenariato pubblico/privato.

Sono questi solo alcuni dei suggerimenti contenuti nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, anche nel quadro della missione 6 del Pnrr, approvato in X Commissione a Palazzo Madama e voluta fortemente dal presidente Franco Zaffini.

Proposte per dare gambe a interventi migliorativi per le strutture pubbliche, messe nero su bianco dalla Commissione e contenute in otto punti che riassumono il lavoro svolto in questi mesi.

“Un importante risultato che corona un lungo e serio lavoro” ha commentato il presidente Zaffini che auspica ora “la modifica della norma per liberare risorse già disponibili sulla edilizia sanitaria“.

“Semplificazione delle procedure, qualità della programmazione, accuratezza della progettazione, potenziamento della governance e della capacità amministrativa degli enti attuatori e monitoraggio degli interventi – ha spiegato Gabriele Pasquini Coordinatore del Tavolo tecnico interistituzionale in materia di edilizia sanitaria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri Dipe Cipess – sono le direttrici indicate dal documento del Senato che ha, tra gli altri, il pregio di aver compiuto una analisi esaustiva, concreta e lungimirante su un tema così importante, anche accogliendo positivamente il contributo fornito dal Tavolo”.


Vediamo in sintesi alcune delle soluzioni migliorative prospettate.

La parola d’ordine è sicuramente “semplificare le procedure relative alla realizzazione degli interventi infrastrutturali”. Su questo fronte la Commissione suggerisce, in particolare, di rendere disponibili linee guida per standardizzare la programmazione regionale di settore ed anche di individuare e divulgare le best practices regionali, ed anche un iter amministrativo più agile per gli interventi non complessi e al sotto di una determinata soglia di spesa.

La Commissione suggerisce inoltre di individuare un livello di progettazione di grado più elevato rispetto a quello attualmente utilizzato andando a recepire anche quanto previsto del nuovo codice dei contratti pubblici.

E ancora, si propone di istituire un fondo rotativo nazionale per la progettazione che consenta di operare anche nella fase propedeutica, alla definizione degli accordi di programma e comunque di valutare l’opportunità di un ulteriore incremento della dotazione del FRP, attualmente gestito dalla Cassa depositi e prestiti Spa, mediante uno stanziamento aggiuntivo a carattere pluriennale sul bilancio dello Stato. Uno stanziamento aggiuntivo di euro 1 milione, suggerisce la Commissione, consentirebbe, ai tassi vigenti, di concedere nuove anticipazioni per circa euro 100 milioni.

Bisognerebbe poi individuare specifiche modalità semplificate di revisione del fabbisogno economico-finanziario previsto per ogni specifico intervento, nonché le opportune modalità di adeguamento delle coperture anche attraverso specifici accantonamenti sulle risorse ex art. 20 della legge n. 67/88 disponibili a bilancio.

La Commissione propone anche di prevedere l’individuazione di una Cabina di regia in grado di fornire supporto tecnico, amministrativo e procedurale, conferendo, nelle more, carattere permanente al Tavolo tecnico che opera presso la Presidenza del Consiglio Dipe, anche per le funzioni di monitoraggio del programma di interventi.

Per favorire la trasparenza si propone poi la pubblicazione obbligatoria periodica delle informazioni sugli interventi con i tempi previsti per la realizzazione, lo stato di attuazione fisico e finanziario

Altro punto individuato dalla Commissione è quello di introdurre una qualche penalità rispetto all’esercizio da parte delle regioni dei poteri di revoca – che ad avviso della Corte non sembra abbia effettivamente sortito l’effetto atteso – prevedendo, ad esempio, che una quota dell’importo (ad esempio il 5-10%) sia sottratta alla disponibilità dell’ente per destinarla ad una finalità diversa o per finanziare le regioni che hanno esaurito le proprie disponibilità e che sono nei tempi nella realizzazione delle opere. Una soluzione questa, suggerita per introdurre un incentivo ad una progettazione operativa da portare avanti nei tempi previsti.

Last but not least, il documento suggerisce di privilegiare, dove possibile, l’utilizzo di risorse pubbliche o comunque messe a disposizione da altre istituzioni pubbliche. Questo alla luce delle difficoltà pratiche riscontrate nella realizzazione di grandi interventi edilizi con la modalità del partenariato pubblico/privato.

Ester Maragò

Ester Maragò

15 Febbraio 2024

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