Pnrr. Corte dei Conti: “Case e Ospedali di Comunità in linea con i target. Rallenta ammodernamento tecnologico e digitale”

Pnrr. Corte dei Conti: “Case e Ospedali di Comunità in linea con i target. Rallenta ammodernamento tecnologico e digitale”

Pnrr. Corte dei Conti: “Case e Ospedali di Comunità in linea con i target. Rallenta ammodernamento tecnologico e digitale”

La magistratura contabile ha esaminato a campione le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In sanità, gli interventi per la medicina territoriale procedono secondo il programma, ma persistono ritardi sulla digitalizzazione degli ospedali. LA DELIBERA

L’attuazione delle misure sanitarie del Piano nazionale di ripresa e resilienza procede in modo differenziato: se gli interventi per le Case e gli Ospedali di Comunità sono in linea con i target previsti, permangono invece “esigenze di accelerazione per alcune componenti relative all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero”. È quanto si legge nella relazione della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento del Pnrr e del Piano nazionale complementare, approvata con Delibera n. 46/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato.

La magistratura contabile ha esaminato a campione, tra le altre, le misure riguardanti la “tutela della salute”, nell’ambito di un’attività di controllo che ha coperto un’area complessiva di circa 87,78 miliardi di euro, pari al 39,55 per cento delle risorse Pnrr e Pnc. Nel solo 2025, i controlli hanno riguardato circa 29,87 miliardi di euro, pari al 13,46 per cento delle risorse dei due Piani.

Case e Ospedali di Comunità, obiettivi raggiunti
Il segnale più positivo arriva dalla medicina territoriale. Le misure per le Case e gli Ospedali di Comunità – pilastri della riforma dell’assistenza sanitaria di prossimità voluta dal governo – risultano “in linea con i target previsti”. Un dato che conferma l’avanzamento del programma di potenziamento della sanità territoriale, destinato a ridurre la pressione sugli ospedali e a garantire una presa in carico più efficace dei pazienti cronici e fragili.

Rallenta la digitalizzazione degli ospedali
Meno confortante è il quadro relativo all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero. La Corte rileva “esigenze di accelerazione” per alcune componenti di questo settore, un ritardo che potrebbe avere ricadute significative sulla capacità del Servizio sanitario nazionale di innovare i propri processi. La digitalizzazione degli ospedali è considerata strategica per l’implementazione della telemedicina, l’interoperabilità dei sistemi informativi e la gestione efficiente delle liste d’attesa. Senza un’accelerazione, il rischio è che gli ospedali italiani restino indietro nella transizione digitale, penalizzando la qualità e la tempestività delle cure.

Il Pnc e le difficoltà di realizzazione
Con riguardo al Piano nazionale complementare, che finanzia interventi sanitari non coperti dal Pnrr, la Corte osserva che, “nonostante la maggior parte dei lavori risulti avviata, alcune residue difficoltà di realizzazione rendono necessaria la revisione dei cronoprogrammi, specie in presenza di più soggetti attuatori o di assetti di governance articolati”. Un problema che riguarda in particolare gli interventi complessi, dove la molteplicità dei centri di responsabilità può rallentare l’attuazione.

Il rischio delle rimodulazioni
La magistratura contabile osserva che, a partire dal 2023, le modifiche introdotte al Pnrr ne hanno reso più realistica l’attuazione. Tuttavia, “resta il rischio che le continue rimodulazioni finanziarie e progettuali incidano sull’impostazione iniziale di alcune misure”. Anche in sanità, dunque, i continui aggiustamenti potrebbero snaturare la portata originaria degli interventi, riducendone l’impatto trasformativo sul sistema.

La fase conclusiva: accelerare e monitorare i benefici
In vista della fase conclusiva del Piano, la Corte richiama la necessità di “velocizzare gli interventi in corso, assicurando, al contempo, la sostenibilità futura delle infrastrutture e dei servizi realizzati, nonché l’adozione di strumenti idonei a rilevare i benefici in concreto prodotti per la collettività”. Un monito che vale anche per la sanità: non basta rispettare le scadenze. Occorre che le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e gli ospedali digitalizzati producano benefici reali e misurabili per i cittadini.

14 Maggio 2026

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